I paesi più belli del mondo – un nuovo approccio

È arrivato il momento di qualcosa completamente diverso e non industriale. Si tratta esattamente dell’opposto (bellezze sia naturali che artificiali). Perché? Ecco perché…

Non molto tempo fa, in qualche posto (non ricordo dove) mi sono imbattuto nella frase “il paese più bello del mondo”. Non ci penso spesso, ma il subconscio sembra aver registrato la frase per una nuova visita in futuro. Oh il subconscio!

Un paio di settimane dopo sono stato costretto a ripensarci, ho dato un’occhiata su Internet e ovviamente ho trovato diverse cose come “I primi 10/20 paesi più belli del mondo”. Il fatto è che…molti sembravano dire solo fesserie e sembravano scritte da gente che non è mai stata in America Latina, in Cina centrale, a Kamchatka o alle Isole Curili.

Lo ammetto: è difficile stabilire quali siano i paesi più belli del mondo: la bellezza è soggettiva e questo vuol dire che anche il criterio utilizzato sarà soggettivo. Voglio dire, che criterio dovrei o potrei usare?

Però ho qualche vantaggio al riguardo (con la mia Top 100 dei posti assolutamente da vedere nel mondo. Con questa lista potete (o posso) calcolare il grado di bellezza…ma considerando la grandezza dei territori! Ecco come abbiamo ricavato i paesi “più belli” piuttosto che la “quantità di posti belli in un paese in particolare”.

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Buone notizie dalla Cina

Ciao a tutti!

Se c’è una cosa che ho imparato è che la vita non si ferma mai, anzi!

Mentre sono seduto qui in ufficio guardando la neve fuori dalla finestra in Cina, a Wuzhen, si sta svolgendo l’annuale World Internet Conference (a cui ho partecipato l’anno scorso). E quest’anno gli organizzatori hanno deciso di assegnare dei premi al miglior cyberprogetto (secondo loro). E indovinate chi c’era tra i vincitori?!

In questa foto stanno facendo le congratulazioni a tutti i membri del progetto! La nostra soluzione pensata per proteggere le installazioni industriali e le infrastrutture critiche (KICS) ha vinto il premio per i “risultati scientifici e tecnologici di Internet nel mondo), insieme a Tesla, IBM Watson e Alibaba!

500 aziende hanno partecipato al concorso e noi eravamo tra i 15 vincitori (e gli unici nel settore della sicurezza IT).

Acciaio ‘n’ roll

Ok, avete già visto come si produce l’acciaio e come da bramme incandescenti questo viene trasformato in lastre sottilissime nello stabilimento Novolipetsk Steel. Adesso parliamo dei laboratori in cui si effettua la laminatura a freddo e i rivestimenti con polimeri…

I rotoli vengono portati qui dal laboratorio e vengono srotolati su nastri trasportatori, ridistribuiti qua e là e sottoposti a diversi processi tecnologici per aumentare la qualità dell’acciaio, tra le altre cose.

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Finalmente il nostro Sistema Operativo! Oh sì!

Finalmente ce l’abbiamo fatta!

Vi parlo di questo giorno da tanto tempo (il giorno in cui il primo hardware disponibile sul mercato di massa basato sul nostro sistema operativo sicuro è arrivato sulla mia scrivania). Ed ecco qui, la meraviglia.

Questa modesta scatola nera è uno switch layer 3 sviluppato dal Sistema Operativo di Kaspersky e progettato per le reti che richiedono la sicurezza dei dati.

E ce ne sono molti altri in cantiere; questo vuol dire che questa tecnologia sarà applicata in altre parti del kit che sono connesse a Internet, anche conosciute come Internet delle Cose (IoT). Perché? Perché questo sistema operativo è ideale per le applicazioni in cui si ha bisogno di una piattaforma piccola, ottimizzata e sicura.

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Il lago dei cigni

Nonostante le condizioni non completamente sterili all’interno dello stabilimento della Novolipetsk Steel, da fuori non direste mai che nelle vicinanze si trova un enorme complesso industriale. La dirigenza prende l’ecologia dell’ambiente circostante moooolto seriamente.

La slide in alto dice: “oltre 1.1 miliardo di dollari è stato investito nell’ecologia in 15 anni. Lipetsk (la città più pulita che produce metallo nella Federazione russa”). Probabilmente riuscite a indovinare cosa vogliono dire le cifre nelle nuvolette: indicano il livello di inquinamento dell’aria e Lipetsk ha il livello/numero più basso: 3.4.

A dire la verità, diversi anni fa hanno deciso di prendere davvero sul serio il problema dell’inquinamento dell’aria e l’hanno ridotto drasticamente (sembra proprio abbiamo fatto un buon lavoro). Tutto intorno al complesso (dentro) crescono alberi dall’aspetto sano. Così sani che una delegazione straniera che ha visitato il complesso ha chiesto quante volte venissero sostituiti gli alberi di cedro. Sembra che non fossero mai stati piantati, sono cresciuti tutti naturalmente.

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Basta. Ne ho abbastanza!

Ciao gente!

Ho conosciuto il David, la scultura più importante di Michelangelo agli inizi del XVI secolo. Una foto del suo volto con quella strana fronte corrugata è apparsa sul nostro primo prodotto di sicurezza contro gli attacchi informatici nei primi anni ’90. Alcuni pensavano che fosse una mia foto! Ancora non capisco perché; voglio dire, mi avete MAI visto senza barba…e bianco come un foglio?

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La scelta del David per la scatola è stata tutt’altro che casuale: abbiamo scoperto di essere anime gemelle (entrambi venivamo considerati perdenti). KL era una piccola giovane azienda che ha lanciato un guanto di sfida al cybercrimine globale in un mercato di sicurezza internazionale stabilito; David era il piccolo giovanotto che ha sfidado il gigante Golia.

Nel corso degli anni le scatole sono cambiate ma non è cambiata una cosa…la nostra passione per il David.

Il destino ha messo tanti ostacoli nel nostro cammino che ci avrebbero fatto fuori senza problemi, ma abbiamo perseverato, abbiamo superato quegli ostacoli (a volte da soli) e siamo diventati più forti.

A sorpresa di tutti abbiamo fornito agli utenti la miglior protezione del mondo ed siamo diventati uno dei leader del mercato globale. Abbiamo deciso di combattere i troll dei brevetti praticamente da soli e li stiamo ancora combattendo con successo. (Molti altri invece preferiscono nutrirli). Nonostante la crescita dei parassiti e dei prodotti inutili, continuiamo ad aumentare gli investimenti nelle vere tecnologie di cybersicurezza (incluso l’apprendimento automatico) per la protezione degli utenti dalle cyberminacce d’avanguardia.

Quindi, con qualche ammaccatura continuiamo lentamente a “salvare il mondo”, a prescindere dalla situazione geopolitica, da ogni tipo, origine e scopo di cyberattacco.

E adesso, il destino ci ha messo davanti a una nuova sfida. E non lo ha fatto solo con noi: questa è anche una sfida per tutti gli utenti informatici e per l’intero ecosistema di sviluppatori indipendenti per Windows.

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Alle bramme piace caldo

Ciao gente!

Vi avevo già detto che l’azienda Novolipetsk Steel è enorme, vero? Quindi era normale che non sarebbe bastato un solo post per i commenti e le foto della mia visita lì. Quindi (sì, avete indovinato) eccoci qui con la seconda parte!…

Ok. 15 milioni di tonnellate di acciaio. Quant’è esattamente? Voglio dire, un Homo Sapiens normale può contarli? Ok, questo è il mio tentativo per calcolare le masse…

Vedete il blocco arancione della foto? Si chiama (non lo credereste mai) bramma, e pesa tra le 25 e 35 tonnellate. Quindi, 15 milioni di tonnellate di acciaio sarebbero…

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…circa 500.000 bramme come questa. Mezzo milione. Non riuscite ancora a immaginarvelo? Proverò con qualcos’altro:

Un cubo di ferro pesa 7.87 tonnellate (il peso dell’acciaio è quasi lo stesso dal momento che pesa 7.85 tonnellate. La differenza è insignificante per il nostro scopo). Quindi, 15 milioni di tonnellate sarebbero 1.9 milioni di metri cubi, vale a dire un gran pezzo d’acciaio di 100 metri di larghezza, 100 metri di profondità e 200 metri d’altezza. Sarebbe come un grattacielo di 50 piani formato da solido acciaio. O un quadrato-cubo di 125x125x125 metri. Vi siete fatti un’idea delle dimensioni adesso?

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Quanto acciaio?

Allora ragazzi, quanti di voi sono stati in una fabbrica d’acciaio? Alzate la mano, per favore…

Beh, nemmeno io c’ero mai stato prima ma ho sempre sognato di vederne una. Volevo osservare l’intero processo, anche da lontano. Volevo vedere come caricano i minerali e il carbone nell’altoforno, sentire come sfrigolano e si fondono e vedere il metallo liquido che viene versato per formare lastre rosse di metallo a temperature di migliaia di gradi per poi essere laminato nel frantoio. Conoscevo un po’ di teoria e un po’ di lessico, ma non avevo mai assistito a questa magia.

Se ancora non l’avevate capito, finalmente il mio sogno si è avverato! Il nostro cliente aziendale Novolipetsk Steel ci ha inviato a Lipeck per dare un’occhiata!

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L’Internet delle cose pericolose

Nei primi anni 2000 sono salito sul palco e ho previsto il panorama cibernetico del futuro, così come continuo a farlo anche oggi. In quell’occasione ho avvisato del fatto che, un giorno, il vostro frigorifero invierà spam al vostro microonde, e insieme attaccheranno con un DDoS la caffettiera. No, sul serio.

Il pubblico alzerebbe le sopracciglia, riderebbe sotto i baffi, applaudirebbe e a volte approfondirebbe la questione con un articolo sui discorsi di quella specie di “professore pazzo”. Ma complessivamente la mia sindrome di Cassandra è stata considerata qualcosa di più di una battuta, dal momento che le incalzanti cyberminacce del momento non venivano considerate abbastanza preoccupanti. Alla faccia del “professore pazzo”…

…aprite i giornali di oggi.

Qualsiasi casa, oggi, non importa quanto sia vecchia, ospita al suo interno tantissimi dispositivi “intelligenti”. Alcune ne hanno giusto un paio (telefono, TV…), altri ne hanno parecchi (incluse le telecamere IP, frigoriferi, microonde, caffettiere, termostati, ferri da stiro, lavatrici, asciugatrici, braccialetti per il fitness e molto altro. Al giorno d’oggi molte case sono state progettate con dispositivi intelligenti già inclusi nelle specifiche. Tutti questi dispositivi intelligenti connessi al Wi-Fi di casa aiutano a costruire l’enorme, autonomo (e molto vulnerabile) Internet delle Cose, le cui dimensioni sono più grandi dell’Internet Tradizionale che tutti conosciamo così bene fin dai primi anni ’90.

Connettere a Internet qualsiasi cosa, perfino il lavello della cucina, si fa per un motivo. Essere in grado di controllare tutte le apparecchiature elettroniche domestiche in maniera remota attraverso il vostro smartphone può essere utile (per alcuni). È anche piuttosto di moda. Ad ogni modo, il modo in cui questo Internet delle Cose si è sviluppato suppone che la mia sindrome di Cassandra sia diventata una realtà.

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