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Top 100, la serie: America del Nord – parte II

Ciao a tutti,

Per continuare la serie di post sui posti più belli, affascinanti e interessanti del pianeta, tutti inclusi nella mia Top 100, ecco la seconda parte del post sulle meraviglie del continente amerciano. Nel Nord America si includono ovviamente anche i paesi dell’America Centrale e le isole dei Caraibi.

Prima di tutto, alcune foto su questa parte del mondo…

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Top 100, la serie: America del Nord – parte I

Come state, ragazzi?

In una introduzione vi avevo promesso una lista aggiornata con la mia Top 100, i cento luoghi al mondo da visitare e come vi avevo anticipato lo farò attraverso una serie di post. Dopo il post sulle 20 città al mondo da non perdere (un extra) è ora il turno dei 17 luoghi da vedere assolutamente (luoghi naturali, non città); appartengono tutti alla Top 100 e si trovano nella parte del continente di cui vi parlerò oggi: il Nord America. In poche parole si tratta di una breve guida sui luoghi più sorprendenti che si trovano in questa parte del continente. Devo dire che ho avuto la fortuna di poter visitare la maggior parte di questi posti e sono tutti bellissimi e inusuali, frutto di madre natura o della mano dell’uomo. In questo post troverete i primi 10 posti, mentre nel prossimo post, vi parlerò dei restanti 7.

Ma perché il Nord America? E perché questa zona del continente americano?

Beh, mi è sembrata la miglior zona da cui iniziare dato che si trova in alto a sinistra del mappamondo. Iniziando da qui vi condurrò attraverso un viaggio attorno al mondo. Qual è la rotta? Eccola qui: Nord America, America Centrale, America del Sud. Poi attraverseremo l’Atlantico e ci addentreremo in Europa, attraverseremo la Russia fino alle sue estremità orientali. Poi ci dirigeremo di nuovo verso ovest e poi in direzione sud verso il Medio Oriente, l’Asia centrale, l’India, L’Indocina e su di nuovo, fino alla Cina, con qualche fermata su altre zone interessanti dell’Asia. Poi di nuovo verso ovest per poi muoverci verso est: Africa, Australia e Oceania. Ultima, ma non per questo meno importante, l’Antartica. Questo è il tracciato base, poi vedremo che succede. Allora, siete pronti? Telefoni spenti, pop-corn nel microonde, bibite sul tavolino e divano comodo… Si parte!

Naturalmente se vivessimo in Cina o negli Stati Uniti, la mappa del mondo e il percorso sarebbe diverso. Se vivessimo in Australia, la cartina sarebbe così:

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La mia nuova Top 20 delle città

Ciao a tutti!

Come vi avevo accennato in precedenza, ecco la mia nuova lista delle 20 città del mondo a mio parere più belle. In questo post descriverò brevemente e allegherò alcune foto delle 20 città o agglomerati urbani più interessanti, a volte si tratta solo di quartieri, a volte città intere che consiglio di visitare. Inutile specificare che sono stato in tutte e 20, in alcune molte volte, cosa che non accade per alcuni posti che sono nel mio elenco principale dei 100 posti al mondo da visitare.

Ma prima di tutto precisiamo: come sono state formate la Top 100  e la Top 20?

Innanzitutto basandomi su ciò che hanno visto i miei occhi e le sensazioni che ho vissuto. Ho la fortuna di svolgere un lavoro che mi porta a viaggiare per sei mesi l’anno. Il lavoro prima di tutto, ma perché non mischiare un po’ dovere e piacere? Infatti, perché no.

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In secondo luogo, in varie parti del mondo ho incontrato e ho avuto occasione di parlare con tantissime persone diverse: dipendenti dell’azienda, partner, clienti, giornalisti, polizia informatica e a volte anche ministri e cancellieri! Ovviamente, quando ci si trova a parlare non solo per pochi minuti, la conversazione si sposta per forza di cose su argomenti esuli dal lavoro, come affari internazionali (troppa politica per i miei gusti) oppure, se sono io a intavolare il discorso, parte la domanda: “cosa mi consiglia di visitare da queste parti?”. Grazie proprio a questa domanda mi si sono aperte delle meraviglie del mondo incredibili, alcune conosciute altre meno, varie sonopresenti in molte degli elenchi che periodicamente redigo. Faccio l’esempio delle formazoni rocciose colorate in Cina, di Kimberley in Australia e delle scogliere di Moher in Irlanda.

In terzo luogo, ci sono luoghi rinomati che non hanno bisogno di raccomandazioni. Parlo del Grand Canyon, del Taj-Mahal e delle cascate Vittoria. Fanno parte dell’elenco delle destinazioni prioritarie (arriverà presto anche questa), elenco che richiede (dal mio punto di vista) una consultazione obbligatoria da parte di tutti! 🙂

In quarto luogo (se si può dire), spesso amici e colleghi ritornano da un viaggio in qualche luogo remoto/sconosciuto/oscuro che hanno appena “scoperto” e non posso fare altro che ascoltarli mentre parlano di questi posti meravigliosi. Esempi: il Kilimanjaro, le Curili o i tempi buddisti nelle giungle del sud-est asiatico.

In quinto luogo, spesso sono venuto a conoscenza di luoghi interessanti da visitare grazie alla sezione commenti presente alla fine di ogni mio post. Ringrazio calorosamente tutti quelli che hanno scritto le loro raccomandazioni! Grazie ai consigli dei lettori ho visitato gli archi e le rocce in Utah, la Bonneville Salt Flats, il Canyon Antelope e le rocce del parco nazionale cinese di Zhangjiajie.

E poi sin dall’infanzia ho ascoltato tanti racconti meravigliosi su Kamchatka e Altaj che non mi sarei potuto mai perdere questi posti.

Grazie a tutto ciò ho accumulato nomi su nomi di posti in tutto il mondo da visitare, superando ben oltre le 100 destinazioni. Come sono arrivato alla cifra tonda di 100? Ho selezionato quelli che per me sono i posti davvero più belli o unici; lo specifico ancora una volta, un criterio totalmente soggettivo.

Alcune persone preferiscono alberi nei parchi o fiori nei giardini invece di vulcani e geyser. Altri prendono in considerazione solo lussi e cibi sopraffini. Ad altri ancora tutto questo lascia indifferenti e si entusiasmano con montagne e ghiacciai. Come si suol dire, i gusti sono gusti e in questo non entro (e consiglio anche a voi di non farlo). Perché non create un vostro elenco dei 100 (o 20 o 50) luoghi da visitare e si scambiamo le nostre impressioni?

Torniamo ai miei oltre 100 posti: per non fare torto a nessuno ho creato due elenchi. Creando una lista a parte delle “20 città da vedere nel mondo”, ho guadagnato spazio per la mia Top 100, che si è concentrata unicamente sulle bellezze storiche e naturali.

Riassumendo, in questo post parlerò delle mie 20 città preferite. Nei post successivi della serie “top”, farò una suddivisione per aree geografiche: Americhe, Europa e così via.

E dopo questa spiegazione colossale, ecco le mie “20 città da vedere nel mondo”. Ta daaaa!

Innanzitutto, riuscite a individuarle tutte in questo collage di foto?

Nota: si può cliccare sulla foto.

Топ-20 городов мира Continua a leggere:La mia nuova Top 20 delle città

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La tettonica islandese

Tutti più o meno abbiamo un’idea di come sia fatto il nostro pianeta, anche i bambini delle elementari. Funziona più o meno così: al centro del pianeta si trova il nucleo, poi c’è il mantello e infine all’esterno la crosta terrestre, dove ci siamo noi che leggiamo questo blog.

Tuttavia, la crosta terrestre non è un pezzo unico, abbiamo il modello della cosiddetta “tettonica delle placche“: questi grossi pezzi di terra “galleggiano” impercettibilmente sulla superficie del magma. E si muovono in direzioni diverse, le placche possono spostarsi l’una verso l’altra oppure allontanarsi. Dai bordi di queste placche si sprigionano terremoti frequenti e si rileva un’intensa attività vulcanica. Per chi volesse approfondire, i link presenti in questo paragrafo possono essere molto utili.

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Dove convergono le placche sorgono montagne, vulcani e i relativi paesi che riconosciamo- Tutto ciò corrisponde a Giappone, Kamchatka, le isole Curili, le isole Auletine, le Ande, la Cordigliera americana, l’Himalaya ecc. Dove invece divergono le placche abbiamo attività sottomarina, comunque abbastanza visibile: qui, sotto l’Atlantico, troviamo ad esempio la dorsale medio-atlantica, ed è qui dove le placche si muovono l’una lontana dall’altra e lo spazio che si crea viene riempito di magma.

Uno dei pochi posti dove si trova questa divergenza è proprio l’Islanda, situata al margine tra la placca nordamericana e quella europea. La prima si muove lentamente verso ovest, la seconda altrettanto lentamente verso est, alla velocità di 2 cm all’anno. Islanda si estende circa due centimetri all’anno (senza tenere in considerazione l’erosione costiera o l’espansione dovuta alla lava vulcanica). Due centimetri all’anno, due metri ogni cento anni, venti metri ogni mille anni, 20 chilometri ogni milione di anni. Se continua così, tra 200 milioni di anni Islanda raggiungerà la lunghezza del Cile e, tra 300 milioni di anni, quella della Russia!

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La spaccatura nella terra lungo la linea si può osservare meglio in Islanda presso Þingvellir (Thingvellir).

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C’è una bella crepa di circa 5 km di lunghezza che si può osservare in questo paesaggio, e vediamo pure un bel lago:

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Quelle montagne che si scorgono all’orizzonte si trovano in Europa. La foto è stata scattata in Nord America e tutta la terra che si vede è in mezzo alle due placche tettoniche eurasiatica e nord americana.

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Un palazzo, un castello e un promontorio vicino Lisbona

La scorsa settimana in Portogallo abbiamo avuto un altro pomeriggio libero e, naturalmente, ne abbiamo approfittato.

Sulla strada verso l’aeroporto di Lisbona abbiamo fatto una piccola deviazione per dirigerci in due posti davvero caratteristici.

Non si tratta di paesaggi così impressionanti come le scogliere a sud del Portogallo, ma vale la pena comunque vederli. La prima tappa è stata la città di Sintra (e il Pena Park), la seconda è stato il punto più a ovest d’Europa, Cabo do Roca, a cira 20 km da Pena.

Il Pena Park è alla base del Palácio Nacional da Pena, arroccato su una collina a 500 metri sul livello del mare. Ci sono varie cose da vedere nei dintorni, ma sicuramente vale la pena visitare il palazzo e Castelo dos Mouros, un’antica costruzione anch’essa arroccata sulla collina (più bello del palazzo).

portugal-sintra-cabo-de-roca-1Palácio Nacional da Pena

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Valigia smarrita… not ok

Immaginate la scena: state guardando dal finestrino dell’aereo in attesa della partenza e osservate il personale che smista i bagagli. All’improvviso vi accorgete che hanno finito ma che hanno lasciato una valigia a terra… e rimane lì, tutta sola. Una valigia nera, bella ingombrante. E vi accorgete che è la VOSTRA valigia! Bella sensazione, vero?

Washington-Zurich-BudapestUn momento… quella valigia la conosco…

Eccola lì, sull’asfalto mentre dovrebbe essere già nella stiva dell’aereo. A uno sguardo più attento, si può notare una targhettina arancione su cui c’è scritto “NOT OK”, in maiuscola. Beh, in effetti qualcosa che non quadra c’è se la valigia è ancora a terra.

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Isole Curili: come, dove e perché

Come è nata l’idea di fare una crociera, non per visitare splendide isole tropicali, ma per alcune isole disabitate (ovviamente a ragione) dal clima polare?

In realtà è più semplice di quanto si pensi…

Il mio luogo preferito dove ricaricare le batterie e resettare la mente durante il mese di agosto è senza dubbio Kamchatka: ci sono vulcani, geyser, sorgenti di acqua calda, orsi e altre situazioni estreme. Ma eravamo già stati a Kamchatka, e non una volta sola. Avevamo bisogno di un viaggio simile ma in un posto diverso…

Ogni volta che vado a Kamchatka, la gente del posto mi dice “alle Curili è molto meglio questo o quello”. Olga Rumyantseva, che ha i miei stessi gusti, era già stata alle Curili e me ne parlava continuamente… Durante questi anni la mia curiosità è cresciuta poco a poco, fino a quando non ne ho potuto più e si è deciso (o meglio, ho deciso) che il successivo viaggio estivo sarebbe stato alle Curili.

Una volta stabilito dove andare (circa un annetto fa), è iniziata la preparazione del viaggio alle Curili, che è durata l’intero anno. Abbiamo deciso i partecipanti (la maggior parte appassionati di turismo estremo e della natura più selvaggia), abbiamo stabilito le tappe più adeguate, abbiamo analizzato il territorio e abbiamo scelto l’imbarcazione che meglio si adattava alle nostre esigenze. La cosa più importante: tutti i partecipanti sono stati avvisati che non sarebbe stato il tipico viaggio “palestra-spiaggia-piña colada-spa-Cuba libre-lettura e turismo”. Si trattava di un viaggio su mari agitati, con un clima rigido e su isole inospitali, senza connessione a Internet o cellulari.

Ritorno alle origini, ritorno alla natura.

Kuril Islands Continua a leggere:Isole Curili: come, dove e perché

Hong Kong, una scommessa vincente

Mi sembra che siano passati secoli da quando ho fatto il check-in presso questo hotel; era così fantastico che non potevo non parlarvene. Devo riconoscere che gli hotel in cui alloggio durante i miei viaggi sono quasi tutti squisiti, ma questo è senza dubbio eccezionale, straordinariamente sublime 🙂

Vi mostro quindi un paio di foto del meraviglioso hotel in cui ho avuto il piacere di dormire la settimana scorsa. Ero ad Hong Kong in occasione della nostra Partner Conference con i membri dell’APAC ed alloggiavo presso l’InterContinental, ai piedi dell’area urbana di Caolun, accanto al mare. La vista era a dir poco increbile… Non ci sono aggettivi sufficienti per descrivere la vista. Lascierò giudicare a voi.

Bisogna ammettere che la bellezza del panorama non svanisce con il calar della notte; non importa che sia soleggiato o nuvoloso, di giorno o di notte, o che ci sia un tifone. La vista è sempre mozzafiato. La prossima volta che tornerò da queste parti voglio alloggiare di nuovo qui!

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Hong Kong by night Continua a leggere:Hong Kong, una scommessa vincente

Vita sull’isola

Oggi vorrei parlare di altri luoghi delle Hawaii che mi hanno davvero colpito.

Non so per quale motivo esattamente, ma mi è piaciuto molto un posto dal nome Waikoloa, sulla costa ovest della Grande Isola di Hawaii.

Si tratta di una cittadina (o forse sarebbe meglio dire un paesino) con hotel, spiagge e piccole case costruito nel bel mezzo della lava intorno alla metà del XIX secolo. La parte occidentale dell’isola è molto secca e rocciosa, mentre la parte orientale è coperta da foreste e pantani. Nella zona più secca, ad ovest, i fiumi di lava sono rimasti senza un filo di vegetazione per oltre 150 anni; poi, alla fine, un uomo ha deciso di costruire una città giardino nel bel mezzo di questo deserto. In men che non si dica, è stato fatto un miracolo (molto fotogenico, tra l’altro). Guardate con i vostri occhi.

Waikoloa village Hawaii Continua a leggere:Vita sull’isola