Un attimo di respiro a Berlino

Uffaaaaaaaaaaaaa. È stata una settimana tosta, e la prossima sarà altrettanto dura. Perciò, tra le due si è stabilita per un po’ una buona dose di pausa e di riposo.

In quei giorni mi trovavo comodamente a Berlino. Che bello, assolutamente senza alcun impegno di lavoro: ancora più bello. Sono stato qui molte volte, ma sempre troppo occupato per potermi godere un bel giro turistico.

Quindi ecco un sacco di foto della capitale tedesca, con il mio solito commento ridotto al minimo. Un po’ come su Euronews: No Comment.


DSC02543

Continua a leggere:Un attimo di respiro a Berlino

Meravigliosa Zanzibar!

Meravigliosa Zanzibar!

Il nostro viaggio attraverso la Tanzania comprendeva tre tappe:

1. La scalata al Kilimangiaro
2. Il safari nella savana
3. Zanzibar

Coloro che stanno seguendo questa mini serie sulla Tanzania sapranno che non vi ho ancora parlato dell’ultima: Zanzibar. Quindi eccola qui: i racconti della tappa finale della nostra avventura africana, a gennaio del 2016.

Appena arrivati, abbiamo subito immortalato questo splendido tramonto:


tanzania-zanzibar-1

#Tanzania #Zanzibar #sunset #Занзибар #Закат #Танзания

A photo posted by Eugene Kaspersky (@e_kaspersky) on

Devo ammettere che non avevo idea di dove fosse Zanzibar. O meglio, sapevo che fosse da qualche parte nell’Oceano Indiano, nient’altro. Ma è stata una vera sorpresa scoprire che l’arcipelago di Zanzibar appartiene alla Tanzania!

Continua a leggere:Meravigliosa Zanzibar!

Uno sguardo ai Masai

I Masai sono una tribù semi-nomade dell’Africa che ha rifiutato quasi del tutto la civiltà moderna a favore del loro stile di vita tradizionale. Per maggiori informazioni al riguardo, date un’occhiata su Internet: il testo a seguire è quello di un “osservatore curioso” che si trovava a passare da quelle parti.


tanzania-masai-village-1

Per soli 50 dollari da ogni auto, gli uomini Masai si riuniscono per esibirsi nel loro tradizionale saluto.
Continua a leggere:Uno sguardo ai Masai

L’habitat ostile della Tanzania

Ciao a tutti!

Quest’oggi parliamo di dove soggiornare durante un safari. Nella savana africana ci sono due opzioni, le tende o un hotel.

Dicono che trascorrere la notte in tenda durante un safari sia una bellissima esperienza. Non si tratta di uno degli habitat più confortevoli, soprattutto per i rumori notturni degli animali, tra rigni, latrati, miagolii, grugniti che ogni tanto interrompono il sottofondo costante di sibili e mugugni di tutte le creature, piccole e grandi, che mangiano, cacciano, si accoppiano o fanno quant’altro di notte.

Noi siamo andati in hotel.

Cosa ci si può aspettare da un hotel nel bel mezzo della savana in Tanzania, a decine se non a centinaia di chilometri dalla civiltà più vicina? Ci si aspetta qualcosa di grandioso! Gli hotel in cui abbiamo soggiornato erano davvero carini, tutti avevano la piscina e tante altre comodità. Ovviamente ci sono particolarità “locali” a cui bisogna abituarsi, ma è qualcosa che succede quando si va in qualsiasi posto (a tavola a Londra non troverai tovaglioli di carta, ma sto divagando) :)

Parliamo di queste particolarità locali…

Ngorongoro Sopa Lodge: Abbiamo trascorso la prima notte al bordo del cratere Ngorongoro.


tanzania-hotels-1

#Ngorongoro #sunset #Tanzania

A photo posted by Eugene Kaspersky (@e_kaspersky) on

Continua a leggere:L’habitat ostile della Tanzania

SAFARI!

Solo due settimane in Tasmania durante la pausa di Capodanno, ma taaaaante impressioni! E voi, cari lettori del blog, ne conoscete soltanto la metà.

Dopo essere scesi dal Kilimangiaro alle pianure, prima che avessimo il tempo di proferire la parola “acclimatamento”, siamo stati condotti in fretta e furia a… un safari africano!

Al principio, il significato coloniale del termine “safari” era “andare a sparare ad animali selvaggi in Africa”, non necessariamente per poi mangiarli o neanche usare a qualche scopo le loro pelli. Proprio come se fosse un tiro a segno, ma con bersagli vivi. Il tempo è trascorso e le usanze sono cambiate in meglio, e adesso il termine significa “osservare gli animali selvaggi in Africa (da un’auto o una jeep)” e scattargli foto in tutte le loro pose spontanee.


tanzania-safari-1


Continua a leggere:SAFARI!

Tre domande per gli esperti di fisica

Durante la spedizione sul Kilimangiaro, Tanzania, ho camminato un bel po’, per una settimana intera. Ciò vuol dire che ho avuto molto tempo a disposizione non solo per chiacchierare con i miei compagni di viaggio ma anche per pensare e riflettere.

Non ho pensato al lavoro neanche per un secondo, in effetti era questo uno degli scopi di questo viaggio. Mi sono concentrato su altro che esula dal lavoro, come la vita, l’eternità, la natura, l’uomo, l’universo e quanto è insignificante l’essere umano rispetto al resto. Su quest’ultimo aspetto ci ho riflettuto soprattutto di notte quando mi capitava di ammirare quelle stelle così splendenti, che lo sono ancor di più quando ci si trova in montagna (molto meglio ammirarle da qui e non a livello del mare).

Come dicevo, molto tempo camminando = molto tempo per parlare… anche con se stessi! Dalle mie celluline grigie sono venuti fuori tanti pensieri diversi, tra cui i seguenti:

Ogni anno la Luna si allontana di tre centimetri dalla Terra (dato scientifico). A un certo punto la Terra perderà la sua “attrazione gravitazionale” nei confronti della Luna, che diventerà un altro satellite del Sole. Può capitare che le traiettorie della Luna e della Terra tornino a incrociarsi in futuro e che la Luna torni a essere un nostro satellite. E se dovesse collidere con la Terra? Difficile da calcolare, tuttavie le domande in merito sono molto più semplici di questa.

Domanda nº1
Ciò accadrebbe in maggiore e minor tempo se il Sole diventasse più grande, rosso e caldo di adesso, inglobando i pianeti vicini (Mercurio, Venere e la Terra)? In poche parole, la Luna tornerà a essere satellite della Terra o il Sole risolverà il problema per noi? Continua a leggere:Tre domande per gli esperti di fisica

I migliori risultati nei test: il quinto anno consecutivo

Il più veloce, il più affidabile, il più tecnologico e naturalmente il più modesto…

… beh, come potete immaginare, si sta parlando di noi! Di nuovo!

I laboratori indipendenti austriaci AV-Comparatives ci hanno nuovamente conferito il titolo di “Prodotto dell’anno”. Raggiungere il primo posto nei test di @AV-C sta diventando un appuntamento annuale ed una tradizione che si conferma ogni gennaio: per il momento si è confermata nel 2011201220132014 e nell’appena concluso 2015! Hurrà!

year award 2015 product of the year_CS6

Image00002
Ora parliamo del modo in cui loro giungono a proclamare il vincitore…

Continua a leggere:I migliori risultati nei test: il quinto anno consecutivo

KILIMANGIARO: UN AUTENTICO ANGOLO DI VERDE

Un viaggio in Africa comporta sempre una buona dose di meraviglia e stupore, in qualsiasi parte si vada. Ne eravamo consapevoli durante la nostra gita invernale sul Kilimangiaro, ma proprio non ci aspettavamo ettari ed ettari di terra fertile con ogni tipo di alberi e ortaggi!

Il nostro primo giorno in Tanzania, condotti dall’aeroporto al campo base alle pendici del Kilimangiaro lungo strade delle più accidentate, eravamo parecchio sbalorditi per la grande quantità di abeti intorno a noi. Beh, di sicuro ci assomigliavano.

kilimanjaro-ogorod-1

I tronchi sembravano quelli degli abeti, ma i rami cos’erano? Non lo so. Qualcosa tipo la tuia.

Ma più incredibile erano tutti gli ortaggi che crescevano: carote, patate, zucche, zucchine e altri. L’avreste mai pensato? In Africa?

Continua a leggere:KILIMANGIARO: UN AUTENTICO ANGOLO DI VERDE

I FACCHINI DEL KILIMANGIARO

Durante la nostra escursione sul Kilimangiaro, se noi turisti ci siamo portati giusto lo stretto indispensabile, il resto dei bagagli veniva trasportato dai facchini locali. In realtà la cosa non dava loro molto fastidio; sembra, infatti, che la paga non sia poi così male.

Noi quindi ci siamo portati dietro solamente apparecchiature impermeabili per fare foto e video, i facchini invece hanno portato su tende, sacchi a pelo, materassini per dormire, cibo, acqua e un sacco di altre cose, quasi tutto sulle loro teste.

Ci hanno detto che i facchini (tutti uomini) possono portare un massimo di 15 kg di bagagli dei turisti, oltre ad attrezzature proprie (se necessarie). La nostra guida ci ha spiegato la situazione: “Quindici kg non è considerato un peso eccessivo per un uomo adulto. E sono soliti trasportare gli oggetti sul capo, sono abituati così e per loro è più comodo“.

La guida ha proseguito:

In molti desiderano fare i facchini qui. Non è una delle occupazioni più estenuanti, la paga è buona rispetto ad altri lavori che si svolgono nella regione. Grazie alla politica promossa dal parco nazionale, che incoraggia l’uso di facchini (stabilendo il limite massimo di 15 kg a persona), c’è abbastanza lavoro per tutti (per adulti maschi in buona salute). Una buona politica per la gente del posto, una misura un po’ cara per i turisti“.

E abbiamo visto questa politica in azione: al nostro gruppo sono stati assegnati circa trenta facchini! È così che funziona sul Kilimangiaro.

IMG_2726


kilimanjaro-tourists-1

Continua a leggere:I FACCHINI DEL KILIMANGIARO