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Groenlandia, parte 3: un’occhiata veloce a Nuuk

Per la Groenlandia! Una graaande isola. Per dimensioni potrebbe quasi competere con continenti interi! È solo 3 volte e mezzo più piccola dell’Australia. Tuttavia, se i ghiacciai della Groenlandia continuano a sciogliersi al ritmo attuale, l’isola si solleverà considerevolmente una volta diminuito il peso di tutto il ghiaccio. E poiché si sta sollevando più velocemente del livello del mare, ben presto la Groenlandia potrebbe congiungersi con il Nord America. Gli toccherà installare un confine terrestre con il Canada prima ancora di rendercene conto!

A proposito, le guide locali ci hanno raccontato come decenni fa l’altezza della Groenlandia aumentasse di mezzo centimetro all’anno; tuttavia, l’anno scorso è salita di 4,5 centimetri. Per la Groenlandia, davvero!

Ma sono qui per dirvi qualcos’altro oggi.

Dunque. Ci troviamo nella capitale della Groenlandia, una delle più piccole al mondo. A proposito, conoscete la bandiera della Groenlandia? Eccola qui:

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Superjet, pesca e snooker

L’altro giorno ho volato per la prima volta su un Sukhoi Superjet 100! Ecco il mio breve resoconto.

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Beh, è andata… bene. Un aereo di linea convenzionale. Piccolo, energico. Decolla rapidamente e prende quota ancor più rapidamente, in maniera precipitosa.

Non appena ci siamo imbarcati e l’aereo era ancora fermo, gli ingegneri hanno deciso di aprire uno dei motori. Niente di nuovo per me, a volte succede. Ma alcuni degli altri passeggeri, meno “navigati”, a sentirli erano più che preoccupati!

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Che altro? È un aereo rumoroso. I motori rombano forte, non come quelli di un Boeing o di un Airbus. No, non è solo un rombo: è come se un enorme trapano stesse perforando le zanne di un elefante gigantesco! E poi ci sono i rumori di pompe, ventilatori e altri dispositivi meccanici aerei. Mi ricorda un vecchio Tu-154! No, non era così male: il superjet è molto più silenzioso e confortevole.

Un particolare che mancava (in business class) era la presa elettrica. Ho guardato con attenzione, ma niente. Ad ogni modo, forse non è così necessaria per i passeggeri su un volo che non va poi così lontano.

Comunque, dov’eravamo diretti su questo superjet? Vi lascio un indizio nelle foto:

Siamo andati in Lettonia al Kaspersky Riga Masters, l’annuale torneo professionistico di snooker, giunto alla terza edizione, e che di cui siamo sponsor per il terzo anno.

Ahhh, lo snooker. A mio modesto parere, il più divertente di tutti i tipi di biliardo, quando è in tv. Ma quando lo si vede dal vivo, è persino 100 volte meglio!

Ecco qui dei link su YouTube ad alcune partite a Riga, e qui il sito ufficiale del torneo con i risultati, compreso quello dell’inaspettato campione australiano Neil Robertson.

E durante gli intervalli si può… andare a pesca!

Adesso, proprio come “Non sono uno specialista, non sono uno studioso di storia antica, archeologia e scavi“, non sono neanche un pescatore esperto. Tuttavia, mettetemi vicino a un fiume o a un lago o al mare e datemi una canna e delle esche, e sarò sempre disponibile per un po’ di pesca, perfino per la traina! Specialmente quando il clima è ideale, il cielo è limpido e non c’è assolutamente vento, come è stato in Lituania, per cui siamo andati.

Non ho mai visto un mare così calmo. Perfezione perfetta!

Anche la temperatura era quasi perfetta: diversi dispositivi hanno confermato i 21 gradi Celsius! Sul Mar Baltico (Brrr!)! A giugno! E io che credevo alla legenda che il Baltico fosse sempre piovoso e fosco. :).

Con quel tempo ce la siamo passata alla grande, ma il pesce? Naaah. Niente. Erano troppo occupati sul fondale, sui loro lettini sotto gli ombrelloni, sorseggiando cocktails. Non erano affatto interessati ai pesciolini o ad altre esche che gli gettavamo in mare. Pesca fallita.

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Oh, ebbene: la pesca non ha avuto successo? C’è solo una cosa da fare: tuffarsi!

Ok, per quanto riguarda la pesca, o la sua mancanza, è tutto. Ma domani vi dirò di più sullo snooker, gente!

Foto di Flickr

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Mistero minoico a Santorini

L’isola di Santorini non è famosa solo per i suoi panorami sensazionali, i suoi tramonti stupendi e le sue spiagge multicolore (bianche, rosse e nere), ma anche (e per qualcuno, soprattutto) per la sua storia antica. A sud dell’isola sono state ritrovate tracce di un antico insediamento, ben conservate sotto la cenere vulcanica. Case a tre piani, tubi di scarico e fognature (!), e uno scenario culturale unico. Oh per Zeus!

L’insediamento ha fatto la fine di Pompei circa 3500 anni… non fa, ma avanti Cristo!! Ciò significa che quei muri, strade, finestre, pentole e padelle sono più vecchi di 3500 anni!

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Viaggio in Grecia: Atene

Prossima fermata del mio viaggio in Grecia: Atene. Ho approfittato di un giorno libero tra un incontro d’affari e l’altro per dare una rapida occhiata alla città.

Sebbene negli anni sia stato praticamente in tutta Europa, per una qualche bizzarra ragione non avevo mai visitato il centro storico di Atene. Ciò è particolarmente strano perché io vado pazzo per le antichità storiche. E come tutti sappiamo, Atene ne possiede in quantità.

A mio parere, c’è qualcosa di infinitamente affascinante nel fatto che questi templi, case (o meglio, le loro rovine), ponti di pietra e immensi “mattoni” che compongono gli edifici… siano stati tutti creati migliaia di anni fa da persone come noi. Ok, senza gli smartphone e i reality, ma sicuramente con quegli eterni tratti umani come avere problemi, passare attraverso la gioia, il dolore, la vita e la morte. È qui che camminavano, amavano, odiavano, invidiavano, si emozionavano, costruivano, distruggevano. Migliaia di anni fa. Qui ad Atene, in luoghi come l’Acropoli e il Partenone.

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Monasteri a strapiombo

Oh no! Devo trasformare la mia lista dei Top 100 in Top 101! Non proprio una cifra tonda, ma che posso farci? Quando ci vuole, ci vuole.

Cosa c’è di così speciale da rendere necessaria l’aggiunta? Si tratta delle Meteore in Grecia, una “formazione di immensi pilastri monolitici e colline simili a immense rocce tondeggianti che dominano il territorio”. Rupi a strapiombo che arrivano a 600 metri d’altezza, in tutte le diverse sfumature di grigio, con dei monasteri sulle cime delle rocce.

 

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L’hotel del pavone

Hej! (Ciao in danese)

Un altro resoconto dal fronte del Nord.

Mentre eravamo a Copenaghen, in città si stavano svolgendo contemporaneamente molti congressi, forse anche esposizioni. Per cui tutti gli hotel erano, logicamente, pieni, essendo stati prenotati mesi fa. Quindi abbiamo dovuto adattarci da “qualche parte, ovunque… la cosa più importante, che ci sia un tetto”.

Temevo il peggio, ma non era il caso poiché l’unico hotel con camere libere che i miei buoni uffici hanno trovato era il Nimb Hotel, non proprio un dormitorio pubblico :). Inoltre, incredibilmente comodo, si trovava a soli cinque minuti a piedi dalla sala conferenze dove stavo intervenendo. L’unico problema erano i pavoni, che strillavano a tutta forza proprio sotto le nostre finestre!

copenhagen-denmark-nimb-hotel-1Il panorama dalla mia finestra. Niente male, consigliato.

Su le mani per Copenaghen!

Copenaghen, Danimarca. Era da un pezzo che non ci venivo, l’ultima volta è stata a febbraio del 2011. Dunque, come ci si potrebbe aspettare da questa capitale nordica, faceva freddo (e tirava vento). Eppure stavolta il tempo era adeguatamente estivo: soleggiato, caldo e con lunghe serate di luce. Anche molto cool, all’europea: gente languidamente accomodata nelle caffetterie e nei ristoranti, ciclisti che pare prendano direttamente di mira i turisti-pedoni non abituati (e non europei), e barche che, senza fretta, trasportano passeggeri avanti e indietro lungo i fiumi e i canali. Cool all’europea? Paradiso all’europea!

Come al solito, dopo aver concluso i nostri affari sul posto, era tempo di andare alla volta di un po’ di micro-turismo. Rettifico. Nano-turismo: appena tre ore! Sono sicuro che tre giorni sarebbe stati un lasso di tempo più idoneo per visitare meglio questa città, ma che potevo fare? Dovevo tornare prima di sera. Perciò, il tempo dedicato al turismo era decisamente scaduto.

Il semi-tour pre-pasquale alla Knesset

Altra settimana, altra rotta; stavolta Mosca – LondraGerusalemme – Mosca. Come al solito, conferenze, discorsi, incontri con i partner e i clienti. Lavoro, lavoro e ancora lavoro… ma con un po’ di turismo: una visita alla Knesset.

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La Knesset, gente, è il parlamento d’Israele, e probabilmente uno dei più attivi, eterogenei e pieni di scandali del pianeta. 120 membri dalle più svariate posizioni politiche, religioni e livelli di tolleranza e liberalità. Per qualcuno, il reality show politico più sfacciato del mondo: un esaltante miscuglio, proprio come la società israeliana nel suo complesso, ma questa è un’altra storia, ampiamente trattata su Internet. Tuttavia proverò a riportare alcune storie e avvenimenti che sono successi qui, come mi sono stati raccontati da persone testimoni dei fatti. Ma dopo vi dirò di più.

Ahimè, mentre eravamo lì non abbiamo beccato alcuna azione dal vivo di una vera seduta perché ci trovavamo in città in un giorno festivo. Infatti non siamo riusciti neanche a vedere dentro la Camera, poiché tutti si stavano preparando per l’imminente festività della Pasqua. In sostanza era tutto chiuso per pulizia e lucidatura affinché tutto splendesse per l’importante commemorazione ebraica. Perfino il bar dell’hotel ha chiuso alle 9:00 di sera!

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La città dove la bici regna sovrana

A Londra siamo saltati su un aereo e abbiamo sorvolato il Mare del Nord, direzione: Amsterdam.

Non è che ci siamo rimasti a lungo, dal momento che siamo stati scaraventati prima a Utrecht e poi nel centro politico del paese, L’Aia, per affari.

In questo post: Utrecht, la città della bicicletta.

Qui le bici sono ovunque. No, davvero ovunque: questo posto ne è invaso.  E se andate a piedi, dovete stare attenti: un momento di distrazione e prima di rendervene conto, ci sarà dietro di voi il trillo di un campanello che vi suggerisce di… farvi da parte (educati, gli olandesi:). Penso che dovrebbero introdurre caschi con gli specchietti retrovisori, obbligatori per tutti i nuovi arrivati in città, ossia per tutti quelli che non sono nati qui e quindi non possiedono lo speciale sesto senso necessario per rilevare i pericoli a due ruote in arrivo.

#utrecht #holland #netherlands

A photo posted by Eugene Kaspersky (@e_kaspersky) on


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La mezza maratona di Londra

Normalmente, per i post sul blog mi attengo al seguente modus operandi: se non ci sono molte foto, allora deve compensare una buona quantità di testo; se le foto sono tante, lascio che parlino loro e ci vado più piano con il numero di parole.

Oggi, amici, sarò di poche parole. È questa la caratteristica della capitale del Regno Unito: c’è sempre tanto da vedere e da fotografare. Ci sono stato nel fine settimana con il mio compagno di viaggio A.B., anche lui un amante di Londra, e abbiamo corso un’autentica mezza maratona fotografica lungo tratti delle rive del Tamigi che non avevo mai visto prima, tutte le nicchie e le fessure lungo la strada.

La notte precedente alla nostra maratona fotografica abbiamo alloggiato nel mio hotel preferito della capitale: Ham Yard. Non la sistemazione più vicina al Tamigi, ma meglio così: il nostro riscaldamento prima di giungere al fiume è avvenuto nella Cattedrale di St. Paul, e ovviamente non potevamo non salire sulla sua famosa cupola.

london-uk-spring-stroll-1Dentro la cattedrale è vietato fare foto e video, ma la vista dalla sommità e anche tutto intorno è semplicemente stupenda, da sfondo del PC.

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