Post del mese: agosto 2015

Kamchatka 2015: dall’alto verso il basso!

Nella mia umile opinione, Kamchatka è il posto più affascinante e bello del pianeta. Un’affermazione importante, lo so, ma se viene da un giramondo come me potete fidarvi, no? Se mi date retta, vi consiglio di leggere la serie di post che pubblicherò sul mio viaggio annuale a Kamchatka e sicuramente vi convincerò!

Vulcani voluttuosi dai crateri colossali e laghi multicolore, paesaggi che non sembrano di questo mondo, geyser e fonti di acqua termale, orsi selvaggi e in libertà, caviale rosso spalmato sul sandwich non con un coltello ma con una spada (o meglio, con una escavatore JCB).

Ci sono decine di meraviglie naturali, popolate di flora e fauna concentrare in ina striscia di territorio relativamente piccola lungo la dorsale vulcanica della penisola. Questa striscia magica di bellezza naturale è lunga 600 chilometri in totale. Va dal gruppo di vulcani Klyuchevskaya Sopka al nord, passando per Petropavlovsk-Kamchatsky, la capitale della penisola e scendendo fino a Kambalny e Koshelev nel sud. Ecco qua:

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Top 100, la serie: America del Nord – parte II

Ciao a tutti,

Per continuare la serie di post sui posti più belli, affascinanti e interessanti del pianeta, tutti inclusi nella mia Top 100, ecco la seconda parte del post sulle meraviglie del continente amerciano. Nel Nord America si includono ovviamente anche i paesi dell’America Centrale e le isole dei Caraibi.

Prima di tutto, alcune foto su questa parte del mondo…

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Foto di Flickr

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Un assaggino di Kamchatka 2015

“Lì in alto c’è un sentiero! “

Fyodr, la nostra guida.

Phew! Ritorno alla civilizzazione dalla natura selvaggia di Kamchatka, un periodo di lento acclimatamento alla vita cittadina moderna e alle comodità.

Abbiamo percorso a piedi 315 km in totale e percorso probabilmente migliaia di chilometri utilizzando tutta una serie di mezzi, dai veicoli di terra ai caterpillar, dagli elicotteri alle motoslitte (le auto non si usano tanto in Kamchatka). Anche sull’asse verticale abbiamo percorso oltre 7 mila metri a piedi.

Abbiamo scalato sei vulcani, ci siamo immersi in sei sorgenti di acqua calda e abbiamo visto un numero non ben precisato di orsi!

Purtroppo il cattivo tempo ci ha dato fastidio per circa un quarto del nostro viaggio nella penisola: abbiamo dovuto saltare un paio di vulcani (non aveva molto senso camminare immersi nelle nuvole) e poi alcuni tragitti a piedi abbiamo dovuti farli con i nostri veicoli. Imprevisti a parte (non c’è clima più imprevedibile che quello della Kamchatka), fortunatamente tutto è andato nel migliore dei modi!

Questo è stato solo un aperitivo, preparatevi per il piatto principale, zuppa di Kamchatka naturlamente! 🙂

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Top 100, la serie: America del Nord – parte I

Come state, ragazzi?

In una introduzione vi avevo promesso una lista aggiornata con la mia Top 100, i cento luoghi al mondo da visitare e come vi avevo anticipato lo farò attraverso una serie di post. Dopo il post sulle 20 città al mondo da non perdere (un extra) è ora il turno dei 17 luoghi da vedere assolutamente (luoghi naturali, non città); appartengono tutti alla Top 100 e si trovano nella parte del continente di cui vi parlerò oggi: il Nord America. In poche parole si tratta di una breve guida sui luoghi più sorprendenti che si trovano in questa parte del continente. Devo dire che ho avuto la fortuna di poter visitare la maggior parte di questi posti e sono tutti bellissimi e inusuali, frutto di madre natura o della mano dell’uomo. In questo post troverete i primi 10 posti, mentre nel prossimo post, vi parlerò dei restanti 7.

Ma perché il Nord America? E perché questa zona del continente americano?

Beh, mi è sembrata la miglior zona da cui iniziare dato che si trova in alto a sinistra del mappamondo. Iniziando da qui vi condurrò attraverso un viaggio attorno al mondo. Qual è la rotta? Eccola qui: Nord America, America Centrale, America del Sud. Poi attraverseremo l’Atlantico e ci addentreremo in Europa, attraverseremo la Russia fino alle sue estremità orientali. Poi ci dirigeremo di nuovo verso ovest e poi in direzione sud verso il Medio Oriente, l’Asia centrale, l’India, L’Indocina e su di nuovo, fino alla Cina, con qualche fermata su altre zone interessanti dell’Asia. Poi di nuovo verso ovest per poi muoverci verso est: Africa, Australia e Oceania. Ultima, ma non per questo meno importante, l’Antartica. Questo è il tracciato base, poi vedremo che succede. Allora, siete pronti? Telefoni spenti, pop-corn nel microonde, bibite sul tavolino e divano comodo… Si parte!

Naturalmente se vivessimo in Cina o negli Stati Uniti, la mappa del mondo e il percorso sarebbe diverso. Se vivessimo in Australia, la cartina sarebbe così:

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La magia delle fonti anonime

Chi ha ucciso Kennedy?

Cosa c’è nel Triangolo delle Bermuda?

Qual è lo scopo della Massoneria?

Facile! La risposta a queste domande non potrebbe essere più semplice. Basta aggiungere alla fine “in base a fonti anonime“. Et voilà! Ecco la risposta a qualsiasi domanda, su qualsiasi cosa o persona. E le risposte sono così tutte credibili, non grazie all’affidabilità delle fonti ma per il prestigio che ha quel particolare giornale che ha diffuso la notizia.

Di recente Reuters ha dato “l’esclusiva mondiale” che ha lasciato di stucco il settore degli antivirus. Nell’articolo, pieno di false accuse sensazionalistiche, si legge che Kaspersky Lab (KL) avrebbe creato dei malware specifici e ben mirati, li ha distribuiti anonimamente alla concorrenza con lo scopo di creare loro seri problemi e metterli in difficolta nella loro fetta di mercato. Certo. Ma si sono dimenticati di aggiungere che queste congiure hanno avuto luogo durante le nostre abituali sessioni di sauna, dopo aver parcheggiato fuori gli orsi ovviamente.

La storia di Reuters si basa su informazioni fornite da ex dipendenti KL che sono rimasti anonimi. E le accuse sono completamente prive di senso, non c’è altro da dire.

Gli ex dipendenti arrabbiati di un’azienda spesso dicono peste e corna dei loro precedenti datori di lavoro ma in questo caso si tratta di accuse ridicole. Queste fonti probabilmente sono riuscite ad attirare l’attenzione dei giornalisti ma, dal mio punto di vista, pubblicare un'”esclusiva” di questo genere, SENZA UNO STRACCIO DI PROVA, non è fare del giornalismo di qualità. Sono curioso di sapere cosa diranno su di noi la prossima volta questi “ex dipendenti” e chi crederà alle loro illazioni.

La verità è che la storia di Reuters non è altro che un insieme di fatti con l’aggiunta di pura fantasia.

Nel 2012-2013, l’industria anti-malware ha vissuto un periodo buio a causa dei falsi positivi e, purtroppo, noi siamo state una delle aziende che ha più patito questo problema. Si è poi visto che si trattava di un attacco ben organizzato al nostro settore: qualcuno aveva diffuso un software legittimo pieno di codici dannosi che colpivano il cuore di molte compagnie, tra cui KL. Non si conoscono ancora i responsabili di questo attacco ma ora si scopre che sono stato io! Giuro per me è come un fulmine a ciel sereno, sono davvero sorpreso da queste accuse senza fondamento!

Ecco cosa è successo: nel novembre del 2012 i nostri prodotti hanno generato falsi positivi su diversi file che invece erano legittimi, come il client Steam, il game center Mail.ru e il client QQ. Un’indagine interna ha evidenziato che questi incidenti erano il risultato di un attacco coordinato da una terza parte non ben definita.

Durante vari mesi prima dell’incidente, attraverso canali interni di scambio d’informazioni come il sito Internet VirusTotal , il nostro laboratorio di ricerca anti-malware ha ricevuto ripetutamente diversi file legittimi ma leggermente modificati di Steam, Mail.ru e QQ. Chi ha creato questi file vi ha aggiunto dei frammenti di codici dannosi.

Successivamente siamo giunti alla conclusione che i cybercriminali conoscevano gli algoritmi utilizzati dalle diverse aziende antivirus e sono riusciti a iniettare il codice dannoso proprio dove i sistemi automatici li avrebbero cercati.

Questi nuovi file modificati sono stati quindi considerati come dannosi e immagazzinati nei nostri database. In totale abbiamo ricevuto alcune decine di file legittimi contenenti codici dannosi.

Sono iniziati a comparire i falsi positivi quando i legittimi proprietari dei file hanno rilasciato versioni aggiornate dei propri software. Il sistema ha confrontato i file con il database dei malware (che conteneva file simili), segnalando i file legittimi come dannosi. In seguito a ciò, abbiamo aggiornato i nostri algoritmi per evitare problemi di questo genere.

Nel frattempo gli attacchi sono proseguiti per tutto il 2013 e abbiamo continuato a ricevere file legittimi modificati. Ci siamo resi conto che non eravamo gli unici obiettivi, altri nostri competitor hanno ricevuto gli stessi file e li hanno identificati come falsi positivi.

Nel 2013 si è tenuto un incontro a porte chiuse tra le aziende leader nel campo della sicurezza informatica e altri aziende che hanno subito conseguenze per questi attacchi; hanno partecipato anche vendor non colpiti dal problema ma del quale erano a conoscenza. Durante questo incontro sono state condivise informazioni sull’accaduto per capire le ragioni dell’attacco e per lavorare a un piano d’azione. Purtroppo non è stata raggiunta una soluzione anche se sono emerse alcune teorie interessanti soprattutto in merito agli autori dell’attacco. In particolare, alcuni partecipanti al meeting erano dell’opinione che si trattasse di alcuni vendor di AV, oppure che l’attacco fosse un tentativo da parte di una mano sconosciuta quanto potente di modificare i propri malware in modo che non potessero essere individuati dai principali prodotti antivirus.

Accuse come queste non sono niente di nuovo per noi. È dalla fine degli anni ’90 che dovrei portare sempre con me alle conferenze stampa un cartello con su scritto “NO!”, mi farebbe risparmiare un sacco di tempo. E farei riferimento al cartello nel caso mi facessero la solita domanda “Siete voi a scrivere i virus, così i vostri prodotti possono ‘curare’ le infezioni?”. Sì, certo. E ancora oggi mi fanno la stessa identica domanda. Ma davvero pensano che un’azienda che lavora onestamente da oltre 18 anni debba ricorrere a certe cose?

Sembra che certe persone preferiscano condannare piuttosto che dichiarare innocente qualcuno fino a prova contraria. E sicuro ci saranno sempre persone così. C’est la vie. Spero davvero che la gente vada oltre queste accuse anonime, sciocche e prive di fondamento. L’unica cosa che posso dire è che continuerò a lavorare sodo nel mio settore per rendere il digitale un mondo più sicuro; il nostro impegno è quello di combattere le minacce informatiche, anche quando non sappiamo chi siano gli autori.

Illazioni contro @kaspersky affermano che l’azienda abbia messo i bastoni tra le ruote alla concorrenza con falsi positiviTweet

 

La mia nuova Top 20 delle città

Ciao a tutti!

Come vi avevo accennato in precedenza, ecco la mia nuova lista delle 20 città del mondo a mio parere più belle. In questo post descriverò brevemente e allegherò alcune foto delle 20 città o agglomerati urbani più interessanti, a volte si tratta solo di quartieri, a volte città intere che consiglio di visitare. Inutile specificare che sono stato in tutte e 20, in alcune molte volte, cosa che non accade per alcuni posti che sono nel mio elenco principale dei 100 posti al mondo da visitare.

Ma prima di tutto precisiamo: come sono state formate la Top 100  e la Top 20?

Innanzitutto basandomi su ciò che hanno visto i miei occhi e le sensazioni che ho vissuto. Ho la fortuna di svolgere un lavoro che mi porta a viaggiare per sei mesi l’anno. Il lavoro prima di tutto, ma perché non mischiare un po’ dovere e piacere? Infatti, perché no.

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In secondo luogo, in varie parti del mondo ho incontrato e ho avuto occasione di parlare con tantissime persone diverse: dipendenti dell’azienda, partner, clienti, giornalisti, polizia informatica e a volte anche ministri e cancellieri! Ovviamente, quando ci si trova a parlare non solo per pochi minuti, la conversazione si sposta per forza di cose su argomenti esuli dal lavoro, come affari internazionali (troppa politica per i miei gusti) oppure, se sono io a intavolare il discorso, parte la domanda: “cosa mi consiglia di visitare da queste parti?”. Grazie proprio a questa domanda mi si sono aperte delle meraviglie del mondo incredibili, alcune conosciute altre meno, varie sonopresenti in molte degli elenchi che periodicamente redigo. Faccio l’esempio delle formazoni rocciose colorate in Cina, di Kimberley in Australia e delle scogliere di Moher in Irlanda.

In terzo luogo, ci sono luoghi rinomati che non hanno bisogno di raccomandazioni. Parlo del Grand Canyon, del Taj-Mahal e delle cascate Vittoria. Fanno parte dell’elenco delle destinazioni prioritarie (arriverà presto anche questa), elenco che richiede (dal mio punto di vista) una consultazione obbligatoria da parte di tutti! 🙂

In quarto luogo (se si può dire), spesso amici e colleghi ritornano da un viaggio in qualche luogo remoto/sconosciuto/oscuro che hanno appena “scoperto” e non posso fare altro che ascoltarli mentre parlano di questi posti meravigliosi. Esempi: il Kilimanjaro, le Curili o i tempi buddisti nelle giungle del sud-est asiatico.

In quinto luogo, spesso sono venuto a conoscenza di luoghi interessanti da visitare grazie alla sezione commenti presente alla fine di ogni mio post. Ringrazio calorosamente tutti quelli che hanno scritto le loro raccomandazioni! Grazie ai consigli dei lettori ho visitato gli archi e le rocce in Utah, la Bonneville Salt Flats, il Canyon Antelope e le rocce del parco nazionale cinese di Zhangjiajie.

E poi sin dall’infanzia ho ascoltato tanti racconti meravigliosi su Kamchatka e Altaj che non mi sarei potuto mai perdere questi posti.

Grazie a tutto ciò ho accumulato nomi su nomi di posti in tutto il mondo da visitare, superando ben oltre le 100 destinazioni. Come sono arrivato alla cifra tonda di 100? Ho selezionato quelli che per me sono i posti davvero più belli o unici; lo specifico ancora una volta, un criterio totalmente soggettivo.

Alcune persone preferiscono alberi nei parchi o fiori nei giardini invece di vulcani e geyser. Altri prendono in considerazione solo lussi e cibi sopraffini. Ad altri ancora tutto questo lascia indifferenti e si entusiasmano con montagne e ghiacciai. Come si suol dire, i gusti sono gusti e in questo non entro (e consiglio anche a voi di non farlo). Perché non create un vostro elenco dei 100 (o 20 o 50) luoghi da visitare e si scambiamo le nostre impressioni?

Torniamo ai miei oltre 100 posti: per non fare torto a nessuno ho creato due elenchi. Creando una lista a parte delle “20 città da vedere nel mondo”, ho guadagnato spazio per la mia Top 100, che si è concentrata unicamente sulle bellezze storiche e naturali.

Riassumendo, in questo post parlerò delle mie 20 città preferite. Nei post successivi della serie “top”, farò una suddivisione per aree geografiche: Americhe, Europa e così via.

E dopo questa spiegazione colossale, ecco le mie “20 città da vedere nel mondo”. Ta daaaa!

Innanzitutto, riuscite a individuarle tutte in questo collage di foto?

Nota: si può cliccare sulla foto.

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Le notti bianche di Reykjavík

Lo sapete ormai, viaggio molto per lavoro. Durante i miei viaggi, se ho ancora un briciolo di energia quando arrivo in hotel (o sul volo di ritorno), cerco di condividere le mie impressioni con voi, che non riguardino il lavoro. A volte, purtroppo, l’energia viene meno, o per troppi impegni lavorativi o perché ho visitato troppi luoghi in poco tempo.

Quando sono occupato, dal momento che viaggio spesso accompagnato, di solito passo la cura di questo blog al mio fedele compagno di viaggio che, oltre a visitare con me i posti dove andiamo, ha anche una bella macchinetta fotografica, migliore della mia. Spesso è lui a scrivere pensieri e impressioni direttamente “on the road”.

È avvenuto cosi durante una passeggiata di mezzanotte per le strade della capitale islandese. In questo caso non ho scritto io il post del blog non perché fossi troppo stanco ma perché avrei avuto molto lavoro da fare il giorno successivo già dalla mattina presto. Motivazioni a parte, vi trasmetto le impressioni di DZ su Reykjavík durante una nottata estiva….

—8<—

Reykjavík si trova a 64 gradi nord dall’equatore, come Alaska o Arcangelo nel nord della Russia. Ebbene sì, fa freddo. La città è inoltre attraversata da tutti quei fenomeni atmosferici caratteristici delle latitudini nord. E d’estate uno di questi, a mio parere il più interessante, sono le “notti bianche” , quando il sole non tramonta del tutto la sera e rimane fisso all’orizzonte, proprio perché ci si trova molto a nord.

A Reykjavík le “notti” sono ovviamente più brevi (e più bianche) rispetto a San Pietroburgo, che si trova a 5 gradi di latitudine più in basso. Sarebbe stato davvero un peccato non fare una passeggiata per la città (macchina fotografica in mano) la prima notte in cui siamo arrivati. E così abbiamo fatto…

E abbiamo fatto proprio bene! Una passeggiata per Reykjavík in una sera di luglio è assolutamente incomparabile (forse solo con le città che si trovano al 64esimo parallelo). Probabilmente sarà stupendo anche a dicembre, mi toccherà tornare…

 

La popolazione di Reykjavík è di circa 120 mila abitanti (200 mila includendo le zone limitrofe). Questa città rappresenta il cuore culturale, economico e politico del paese.

A Reykjavík d’inverno le temperature raramente scendono oltre i 15 gradi sotto zero: il clima invernale costiero dell’Islanda viene mitigato dalla corrente del Golfo.

#Reykjavik #midnight #sun #iceland #ekiniceland

A photo posted by Eugene Kaspersky (@e_kaspersky) on

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Islanda fuori strada e Islanda dall’alto

Ecco il penultimo post sull’incantevole Islanda; in particolare, analizzeremo l’isola sia da terra sia dal cielo, in elicottero.

In soli quattro giorni abbiamo attraversato oltre mille chilometri d’Islanda, ma non sono stati chilometri noiosi. Ci siamo spostati da un luogo d’interesse all’altro e ci sono centinaia di posti da vedere: paesaggi da togliere il fiato con vulcani, scogliere, ghiacciai, cascate, campi grigio scuro di cenere vulcanica e campi di lava che si mescolano con il verde del mare o il lilla dei lupinus. Per non parlare di albe e tramonti assolutamente spettacolari, scene di vita bucolica con cavalli e pecore… una vera festa per gli occhi!

 

La lunghezza totale della Strada 1 (o Anello) è di 1.332 chilometri.

La Strada 1 attraversa delle pianure create dai ghiacciai, che sono spesso soggette a inondazioni.

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Have an Ice day!

Ok, ragazzi, ora parliamo dei ghiacciai dell‘Islanda

In realtà i ghiacciai islandesi non sono i più grandi del mondo ma la loro incredibile bellezza, i laghi con gli iceberg e tutti gli altri fenomeni naturali… una vera favola.
Durante il nostro soggiorno sull’isola abbiamo visitato due ghiacciai, il primo è Langjökull (qui).

È stata la mia prima volta su una motoslitta! Dico la verità, mi aspettavo una passeggiatina facile e comoda sulla neve… invece in motoslitta si va a una velocità di 50 km/h tra umidità e neve… né facile né comodo.

Ci sono due strade percorribili a Langjökull ma non le abbiamo utilizzate, siamo andati in motoslitta!

Langjökull è la seconda cappa di ghiaccio in Islanda dopo Vatnajökull.

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