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Cyber-notizie dal lato oscuro: cyber-ipocrisia, Mirai, spionaggio del governo britannico e tutto sulla vulnerabilità BlueKeep

Ciao a tutti!

Iniziamo con una buona notizia…

“Protezione Kaspersky: la più testata, la più premiata”. Ancora una volta.

Di recente il rinomato laboratorio di test indipendenti AV-Comparatives ha pubblicato i risultati del suo sondaggio annuale. Effettuato a fine 2018, il sondaggio ha coinvolto 3 mila intervistati in tutto il mondo. Tra le 19 domande c’era la seguente: “Quale soluzione di sicurezza anti-malware utilizzi per il tuo computer di casa?”. Indovinate qual è stata l’azienda a essere indicata nella maggior parte delle risposte degli utenti in Europa, Asia e Sud/Centro America? Ebbene sì, Kaspersky! In America del nord siamo arrivati secondi (sono sicuro che si tratta di un secondo posto temporaneo). Inoltre, in Europa siamo la soluzione di sicurezza più utilizzata sugli smartphone e siamo anche la prima azienda per la quale gli utenti chiedono più spesso un test dei prodotti, sia per quanto riguarda gli utenti privati, sia per i prodotti antivirus dedicati alle aziende. Bellissimo! Ci piacciono i test e, a giudicare dai risultati eccellenti che otteniamo, capirete certo perché! Qui troverete maggiori informazioni sui test indipendenti e le recensioni dei nostri prodotti.

“Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.
– Matteo 7 5

A maggio scorso, è stata scoperta un’altra backdoor dalle funzionalità daaaavvero utili per lo spionaggio. In quale azienda tecnologica è stata trovata la backdoor? È russa, cinese? Beh, in realtà si tratta di Cisco (di nuovo!). C’è stato grosso scalpore sui mezzi d’informazione? Titoli su titoli in prima pagina e dibattiti sulle minacce alla sicurezza nazionale? Si è parlato di voler vietare le sue soluzioni al di fuori degli Stati Uniti etc.? Vi siete persi tutto ciò, vero? E nel frattempo, non solo il linciaggio di Huawei a livello internazionale continua, ma continua senza che ci siano backdoor o prove di alcun tipo.

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i-news: il meglio del meglio del 2018.

Ciao a tutti! Eccomi con l’ultima edizione delle i-news per il 2018. Ogni anno, in questo periodo, sento il bisogno di fare un po’ di riassunto e punto della situazione in modo leggero e spensierato, per iniziare il nuovo anno già di buon umore :-). Quindi, oggi parleremo non solo delle news che hanno suscitato più clamore ma anche di quelle più strane, divertenti e assurde dal mondo dell’IT e della cybersicurezza che sono apparse sui nostri schermi nel 2018.

Iniziamo parlando della professionalità dei media   ̶ lo sapete, cose tipo obiettività, giornalismo di inchiesta e fact-checking. O meglio, per essere più precisi, dell’assenza di tutte queste cose.

Lo scorso ottobre, Bloomberg Businessweek ha pubblicato un’ “inchiesta” con un titolo piuttosto sensazionalistico. La prima parte del titolo già diceva tutto: The Big Hack. La storia si basava su informazioni provenienti da fonte anonima (ma che sorpresa!) e sosteneva che l’hardware prodotto da Super Micro contenesse dei bug, supponendo inoltre che ciò andasse avanti già da diversi anni. I chip erano stati presumibilmente identificati da dipendenti Apple e Amazon e le autorità statunitensi stavano conducendo un’inchiesta dal 2015. E qui inizia la parte interessante . . .

Amazon ha smentito di aver trovato dei bug, mentre Tim Cook di Apple ha affermato che si trattava solo ed esclusivamente di falsità, chiedendo la ritrattazione dell’articolo. Da parte sua, Super Micro ha dichiarato di non aver ricevuto né alcun reclamo dai clienti né richieste da parte delle autorità. (Tutto ciò suona molto familiare!). Entro le 24 ore successive dalla pubblicazione dell’articolo, le azioni di Super Micro erano crollate del 60%. La società ha richiesto quindi l’intervento di una ditta esterna affinché conducesse un’inchiesta che, alla fine, non ha evidenziato alcuna prova a supporto delle accuse del giornalista. Bloomberg non si è di certo affrettato a porgere le sue scuse, sebbene abbia poi assegnato il compito di ulteriori ricerche in merito a un altro giornalista.

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Notizie in chiaroscuro dal mondo informatico

Ciao a tutti!

Abbiamo in serbo per voi alcune notizie di sicurezza informatica piuttosto sorprendenti. La prima della lista preoccupa un po’ e riguarda un piccolo dispositivo piuttosto diffuso e che in molti non ne possono fare a meno e devono averlo sempre a portata di mano (anche a letto o in bagno). L’ultima, invece, è una storia positiva e incoraggiante che riguarda le donne nel settore IT. Iniziamo dalle brutte notizie…

Non entrate nel club delle vittime di Asacub

Oggi come oggi, gli utenti affidano ai propri smartphone (di fiducia?) tutta una serie di informazioni di grande importanza (dati bancari, di lavoro, documenti personali, messaggi che dovrebbero essere visti solo da pochissime persone etc etc.). Sicuramente siete già al corrente di questa situazione e probabilmente fate parte di questo esteso gruppo di persone. Se è questo il caso, vi consigliamo di leggere attentamente quanto segue…

A fine agosto è stato registrato un importante incremento nella diffusione del Trojan Android Asacub, che sfrutta quella debolezza peculiare dell’essere umano che si chiama curiosità. Il Trojan invia un messaggio di testo del tipo: “Hey Mario, dovresti proprio vergognarti + link”, oppure “Mario, abbiamo ricevuto un MMS da Carlo che ti riguarda + link”. Mario inizia a domandarsi di cosa si tratti, la curiosità cresce, vuole sapere cosa c’è nella foto, clicca sul link e scarica (volontariamente!) un’applicazione… che accede alla sua rubrica i cui contatti, a loro volta, riceveranno lo stesso messaggio o uno simile.

Ma non finisce qui. Il malware, ad esempio, può leggere i messaggi in arrivo e mandare il loro contenuto agli hacker che lo hanno creato o a un numero di telefono prescelto. La capacità di intercettare e inviare messaggi fa sì che i creatori del Trojan, tra le varie cose, possano trasferire denaro dal conto bancario della vittima, se la carta di credito è collegata al numero di telefono. Come se non bastasse, la vittima riceverà un “bonus”: una bolletta telefonica salatissima per l’invio in massa di messaggi a tutta la rubrica (a sua insaputa).

Come proteggervi da questi malware mobile così preoccupanti?

Ecco qualche consiglio:

  • Non cliccate mai su link sospetti;
  • Verificate attentamente le autorizzazioni richieste dall’applicazione che vorreste installare (ad esempio, accesso a microfono, videocamera, posizione etc.);
  • Ultimo ma non meno importante (e il passo più semplice da fare): installate una protezione affidabile sul vostro dispositivo Android.

Android? Sento già un enorme sospiro di sollievo provenire da molti di voi: “Aaaaaah, ma io per fortuna ho un iPhone!”

Prestate molta attenzione a quanto vi dico, cari amanti del mondo Apple: ecco un paio di link anche per voi (non preoccupatevi, su questi sì che potete cliccare, ve lo assicuro):

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