Post del mese: marzo 2014

3, 2, 1… Decollo!

Finalmente! Un altro dei miei sogni è diventato realtà: assistere al lancio di una navicella spaziale. Urrà!

Ha lasciato la località di Bajkonur, in Kazakistan, la scorsa settimana e prima della fine del weekend aveva già raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale e attraccato. L’equipaggio era composto da due russi e un astronauta statunitense.

Abbiamo osservato il lancio da circa due chilometri di distanza, che a noi sembrava una buona distanza, ma in realtà non è stato così. Diciamo che non è esattamente come quando si va a un concerto degli U2 e si comprano i posti peggiori e più lontani, in fondo allo stadio (uno spreco di tempo e denaro). Nel nostro caso, anche a due chilometri di distanza, la potenza generata dal motore del razzo è stata fortissima. Ha scosso qualsiasi cosa lo circondava, come se si trattasse di un terribile terremoto. Un’esperienza decisamente forte.

Baikonur Space Launch CenterSe c’è la punta significa che il razzo parte con equipaggio. Se non ha la punta, decolla senza equipaggio e la missione e controllata in remoto.

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Nuovo ufficio in Corea, déjà vu ad Hainan & pesce

Ciao a tutti!

Un altro dei nostri periodi di vagabondaggio in giro per il mondo è giunto al termine – finalmente. Siamo siati in viaggio per circa 2 mesi, visitando in totale 8 paesi. Ecco quale è stata la nostra “rotta”: Repubblica dominicanaBrasileCile (Patagonia) – Arabia Saudita – Italia – Germania – Corea – Cina.

La seconda metà del viaggio si è rivelata davvero dura: un non-stop di incontri e impegni che contrastavano con i ritmi a cui in genere siamo abituati. Meeting, discorsi e spostamenti senza fine da A, a B, a C… quasi senza pause, tranne qualche giretto dopo la lunga giornata. E così per due settimane. Non ce la facevo più, davvero. Normalmente sopporto bene lo stress ma dopo un po’ tutto mi appariva poco interessante o irritante o entrambe le cose. Aggiungiamo un po’di jetlag, che da disturbo temporaneo si è trasformato in un problema cronico… in poche parole avevo ASSOLUTAMENTE bisogno di una pausa. Per fortuna, ho trovato un po’ di respiro a Hainan, la meravigliosa isola cinese a 30 chilometri dalla costa. Qui sono rimasto una settimana. Ne avevo proprio bisogno e mi sono proprio rilassato.

Hainan, Sanya

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La lotta contro le truffe online

Internet, dispositivi mobili e tutta una serie di apparecchiature elettroniche che abitano le nostre case hanno trasformato così profondamente le nostre vite che è quasi difficile immaginare vivere senza. Comprare biglietti online, effettuare il check-in, realizzare acquisti su Internet e controllare il conto in banca, condividere dati e file, tenere i bambini occupati nel sedile posteriore dell’auto facendogli vedere un film sul tablet (quando ero piccolo io o ti sedevi sul sedile e zitto, oppure potevi giocare a contare le auto e i cartelli stradali). Scusate, sto divagando, e già dall’inizio, andiamo bene…

Comunque sia, insieme a tutte le cose che ci rendono la vita più semplice, Internet ha portato con sé anche altri aspetti, certamente più negativi e pericolosi: malware, spam, cyber-crimini difficili da localizzare, armi cibernetiche , ecc. Inoltre, Internet ha permesso anche la diffusione delle truffe online o frodi cibernetiche. Ed è proprio di questo che parlerò in questo articolo, o meglio, di come combatterle.

Ma partiamo dall’inizio: chi sono le vittime delle truffe online?

I consumatori? Certamente, ma non quanto le aziende: l’impatto del costo delle frodi online è a carico delle banche, dei rivenditori e degli operatori online.

L’impatto del costo delle frodi online è a carico delle banche, dei rivenditori e degli operatori online.

E ora alcuni dati relativi alla portata delle truffe online:

  • Nel 2012 negli Stati Uniti, le perdite dirette imputabili alle truffe cibernetiche si aggiravano sui 3,5 miliardi di dollari (circa 2 miliari di euro);
  • Queste perdite sono dovute a circa 24 milioni di ordini online fraudolenti;
  • 70 milioni di ordini sono stati cancellati in seguito al sospetto di frode.

Una situazione sicuramente allarmante.

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Patagonia: Pata-utopia

Jules Verne, racconti di avventura, I figli del capitano Grant, Paganel e la Patagonia

Sono ricordi indelebili della mia infanzia che riaffiorano nella mia memoria. Evocavo sempre qualche immagine di una di queste terre lontane e misteriose, scorci esotici e inusuali… ma sempre bellissimi.

Tuttavia, ora scopro che queste immagini erano molto più reali e precise di quanto credessi. Quarant’anni dopo mi ritrovo in Patagonia per una escursione, e se mi fosse concesso di descrivere questo luogo con una sola parola, non sarebbe difficile sceglierla: bellissimo.

Siamo atterrati qui dopo che la nostra visita a Brasilia ci ha concesso 3 giorni di pausa. E dato che la visita alla capitale è stata un non-stop di brainstorming ed esercizi di oratoria, avevamo davvero bisogno di una serio tuffo nella natura e di un po’ di aria fresca di montagna.

Certamente, data l’estensione del suo territorio, l’intera Patagonia non può essere visitata in pochi giorni. Tuttavia, abbiamo cercato di visitare uno dei suoi gioielli: il Parco nazionale Torres del Paine.

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I “pinguì” irraggiungibili di Porvenir

Tierra del Fuego, Cile. Per via delle mie letture giovanili, i viaggi di Jules Vernes e altri libri di avventure, me lo sono sempre immaginato come un luogo mistico e misterioso. Ma mandiamo avanti la macchina del tempo di tre o quattro decadi: eccomi qua (quasi) nella Terra del Fuoco (sebbene il fuoco bisogna un po’ immaginarselo). Abbiamo attraversato con il ferry lo Stretto di Magellano partendo da Punta Arenas. Dal mare abbiamo osservato con i nostri occhi l’impetuoso arcipelago della Patagonia. Il passo successivo era esplorarlo…

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