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Tenetevi forte! Sulle strade sterrate dello Utah

Vorrei spendere qualche parola sul veicolo con cui abbiamo percorso lo Utah. Per non parlare dell’autista super…

Eccolo qui, un classico del settore, il Toyota Land Cruiser, migliore del Land Rover Series Defender. Un 4×4 vecchio stile ma che si difende bene grazie alla sua potenza.

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Stanchi dei canyon dello Utah? Impossibile

I canyon dello Utah, con il loro stupefacente color rosso, sono davvero sorprendenti, un piacere per gli occhi. Almeno visti dall’esterno, che è quello che abbiamo fatto noi ieri, ma oggi daremo un’occhiata ai canyon dall’interno. Eccoci dunque in cammino verso i Fiery Furnace, una serie di canyon che fanno parte del Parco nazionale degli Arches. Questo è quello che abbiamo visto…

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Utah Saints: colonne rosso cremisi e funghi giganti

Già dal giorno prima la mia mente era in ebollizione e piuttosto inquieta. Un po’ di sollievo l’ho avuto sfogandomi un po’ con la macchina fotografica, ma alla fine ero completamente esausto, era come se il mio cervello fosse in stato di disidratazione.

La diagnosi è più o meno questa:

Ho visitato (finalmente) i canyon dello Utah!

I miei occhi sono usciti dalle orbite, le mascelle continuamente aperte per la sorpresa, la lingua fuori dalla bocca…ero praticamente impazzito dalla gioia. Le  macchine fotografiche erano in fiamme per quanto le abbiamo usate! Meno male, però, almeno loro hanno retto. Noi esseri umani eravamo fuori di testa, non riuscivamo a sopportare tanta bellezza dei canyon dello Utah.

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Guida pratica per fare notizia

Ci sono vari modi per attirare l’attenzione sui media. Uno dei più pratici è fare speculazioni e creare teorie cospirazioniste. Purtroppo, c’è una richiesta sempre crescente di questo genere di teori; per questo, quando vengono pubblicate, è molto probabile che abbiano successo.

Quale ruolo un’azienda russa può avere in una teoria cospirazionista? Beh, è piuttosto semplice: ci deve essere sicuramente lo zampino del servizio segreto russo. In molti casi si può canbiare l’aggettivo “russo” con un altro per ottenere lo stesso effetto. Un ingrediente semplice ma efficace per creare un buon articolo sensazionalistico. Un buona tecnica per ottenere più lettori è sfruttare i sentimenti di ansia e paranoia del grande pubblico.

Ho risposto ad alcune domande milioni e milioni di volte: “Qual è il suo collegamento con il KGB? Perché parla sempre e solo delle campagne di spionaggio dei servizi segreti occidentali? Quando assumerà Edward Snowden?” E altre più private del tipo “ha smesso di picchiare sua moglie?”.

Siamo un’azienda trasparente e diamo sempre risposte esaustive. Siamo sempre pronti a disspiare ogni dubbio in merito a eventuali coinvolgimenti in qualsiasi complotto. Non abbiamo nulla da nascondere: lavoriamo nel campo della sicurezza e abbiamo un certo successo, per questo siamo soggetti a una lente di ingrandimento continua.

Per mio sommo dispiacere, in alcune occasioni i giornalisti pubblicano articoli sensazionalistici mettendo da parte fatti ovvi e infischiandonde dell’etica professionale. E a volte articoli di bassa qualità, da tabloid, si trovano anche su giornali di una certa qualità e reputazione. Vi parlerò di uno di questi casi.

Anche i giornalisti di Bloomberg sono stati colpiti dalla febbrile ricerca di cospirazioni collegate al Cremlino. E curiosamente ciò è accaduto poco dopo la nostra ricerca su Equation Group.

Da molto tempo non leggevo un articolo così poco accurato a partire dal titolo. Per questo poi l’intero pezzo si è rivelato totalmente falso. Speculazioni, illazioni e conclusioni scorrette basate su premesse scorrette. Per ottenere un articolo sensazionalistico, i giornalisti hanno completamente ribaltato i fatti, ignorandone alcuni molto ovvi. I miei complimenti agli autori, se volevano distinguersi con del cattivo giornalismo ci sono riusciti.

Basta parlare di emozioni, passiamo ai fatti (o meglio, alla loro mancanza). Facciamo una carrellata delle interpretazioni sbagliate e delle varie gaffe presenti nell’articolo.

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Bonneville: Utah salato

Siamo ancora negli Stati Uniti girovagando di città in città e abbiamo deciso di fermarci in una cittadina di cui non abbiamo mai sentito parlare prima, Wendover, nello stato dello Utah.  La città ospita l’aeroporto più vicino alla famosa pianura salina di Bonneville Salt Flats.

Bonneville Salt Flats, Utah

Bonneville Salt Flats, Utah

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Massachusetts, tra neve e ricordi: la conquista del mercato statunitense.

Sono stato negli Stati Uniti un sacco di volte.

In genere solo per brevi soggiorni e presso località che offrono poche cose di interesse turistico, ma su cui c’è di solito molto da dire perché sono molto interessanti. Questa volta no! Questa volta solo affari, affari e nient’altro che affari. Dunque, cari lettori, in questo post non racconterò nulla di affascinante… solo un paio di aneddoti curiosi…

Il primo è la neve! Tanta neve!

Ora magari potreste pensare che non ha molto senso che un russo si emozioni tanto di fronte alla neve, ma vi sbagliate! È la prima volta che ne vedo COSÌ TANTA, proprio qui, negli Stati Uniti! Inconsciamente sono un po’ geloso: “Come è possibile! La neve è nostra, siamo noi l’immagine della neve nel mondo! Ridatecela indietro!” Per farla breve, era tutto molto strano e non me l’aspettavo!

Neve

Boston snow

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Risultati interessanti dai test indipendenti del 2014!

Noi di Kaspersky Lab ci sforziamo continuamente per migliorare nel campo della ricerca, nello sviluppo di nuovi prodotti, nel creare nuove e interessanti collaborazioni. Tuttavia, per migliorare e andare sempre nella giusta direzione, dobbiamo avere sempre presente il nostro obiettivo, la nostra missione. E già sapete qual è…

La nostra missione è salvare il mondo dalle minacce informatiche di ogni genere. E quanto lo facciamo bene? Dopotutto, non tutte le case produttrici di antivirus si sono prefissate questo obiettivo. Per questo vogliamo che i nostri utenti sappiano esattamente i grandi risultati che riusciamo ad ottenere rispetto agli altri…

Utilizziamo diversi tipi di metriche; una delle più importanti ci viene fornita dai test  indipendenti di esperti che mettono a dura prova  in laboratorio i  nostri prodotti e le nostre tecnologie. L’equazione è molto semplice: migliorisono i  risultati che si ottengono per un determinato settore, più le nostre tecnologie sono in grado di contrastare le minacce informatiche e quindi di salvare davvero il mondo. :)

La questione è: quali test devono essere presi in considerazione tra le centinaia eseguiti dai numeroisi centri indipendenti di tutto il mondo? Ovverosia, in che modo possono essere selezionati e raffinati i dati a disposizone per poter ricavare dei risultati importanti, facili da capire e contrastare? Inoltre, non ci sono soltanto centinaia di laboratori che effettuano i test, ma anche centinaia di produtori antivirus: come si fa a selezionare le compagnie antivirus di qualità da quelle meno efficienti e poi fare una comparazione solo tra le migliori? Altro problema (non è così complesso, lo prometto) sono i risultati dei test selettivi, che non forniscono un quadro completo della situazione, soprattutto nell’era del marketing e dell’advertising.

Per spiegare tutto ciò qualche anno fa abbiamo creato questa semplice formula per valutare le prestazione di un antivirus in maniera facile, accurata e onesta: la cosiddetta  Top 3 Rating Matrix!

In cosa consiste?

Innanzitutto, dobbiamo assicurarci di includere tutti i laboratori più importanti e rispettati che si sono occupati di ricerca anti-malware in un determinato periodo di tempo.

In secondo luogo, dobbiamo includere tutti i tipi di test dei laboratori prescelti da applicare a tutti i principali vendor.

In terzo luogo, dobbiamo tenere in considerazione: (1) il numero totale di test a cui prende parte la casa produttrice di antivirus, (2) la percentuale di primi posti ottenuti e (3) la percentuale di appartenza ai primi tre posti in una determinata categoria.

Seguiamo così i criteri di semplicità, trasparenza, analisi obiettiva, mettendo da parte il “test marketing” (purtroppo esiste). Potremmo aggiungere altri 25 mila parametri, solo per ottenere lo 0,0025% di obiettività, ma sarebbe elemento di soddisfazione solo per narcisisti della tecnologia e altri nerd, andando a scapito dell’utente normale e anche di qualche esperto.

Riassumendo: prendiamo in esame un intervallo di tempo specifico, considerando tutti i test di tutti i migliori laboratori (effettuati su tutti i principali vendor) e non ci lasciamo scappare nulla (come scarsi risultati in un test piuttosto che un altro). Ciò si applica anche ai prodotti Kaspersky Lab.

Ok, basta teoria. Trasportiamo questo metodo al mondo reale, in particolare all’anno 2014.

Prima, però, qualche precisazione tecnica:

  • Nel 2014 sono stati effettuati studi comparativi da parte di 8 importanti laboratori indipendenti (ho visto di persona che si tratta di laboratori con molti anni di esperienza e dai grandi requisiti tecnici e membri dell’AMTSO): AV-Comparatives,AV-TestAnti-malwareDennis Technology LabsMRG EFFITASNSS LabsPC Security Labs e Virus Bulletin. In questo documento e in questo video vengono spiegate chiaramente le metodologie adottate;
  • Sono stati prese in considerazione solo le case produttrici di antivirus che hanno partecipato almeno al 35% dei test. In caso contrario, si sarebbero potuti decretare “vincitori” alcuni prodotti in certe categorie, mentre in molti altri test i risultati non sarebbero stati altrettanto buoni (in questo modo, si eliminano le prove di marketing false).

Ebbene… analizzando i risultati dei test nel 2014….

Rullo di tamburi…

Espressione di attesa…

Battito accellerato…

Eccoci!

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Coccodrilli all’ombra delle Everglades

Stare a Miami per turismo e non fare una capatina alle Everglades è come… andare a Manhattan e non visitare Broadway o Times Square, non ha senso. E in particolare, visitare le Everglades in un mezzo che non sia un airboat (idroscivolatore) neanche ha tanto senso. Andare a piedi o a nuoto è fuori questione: le Everglades sono paludi infestate di coccodrilli, per cui non è possibile attraversarle con nessun altro mezzo di trasporto. Solo con gli airboat si può navigare per questi pantani fitti di vegetazione.

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MIAMI NICE

Nel mondo ci sono bellissime montagne, e anche vulcani, scogliere, grotte, valli, laghi, geyser, ghiacciai e altre meraviglie della natura. Ma esistono anche altre meraviglie create dall’uomo. E tra queste ci sono anche delle strade davvero cool.

La più bella (parlo ovviamente per via del panorama, non  certo per l’asfalto) a mio parere si trova in Nuova Zelanda, qualle che porta a Milford Sound. Ce ne sono tante altre sparse per il mondo altrettanto belle: Great Ocean Road nella vicina Australia, la strada che percorre la costa della California, la Route 360 di Maui (Hawaii), la strada che porta da Platja Aro a Lloret de Mar in Spagna, la Costiera amalfitana, le strade di Creta e molte altre che devo ancora vedere.

Da poco ho eliminato un’altra strada dalla mia lista tra quelle assolutamente da percorrere. Finalmente sono riuscito a guidare lungo la strada che porta a Key West, sud della Florida. Key West è l’ultima delle isole che vanno da Miami verso Cuba; tutte sono collegate da una lunga strada. Bello. Anzi, Miami Nice per parafrasare il famoso telefilm. Presidente delle Isole Curili, prenda appunti!

Из Майами в Ки Уэст

Из Майами в Ки Уэст

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Vulcani in Guatemala: wow!

Sembra che la Cintura di fuoco abbia lasciato il segno anche in Guatemala. Ma non è l’unico paese, ce ne sono tanti altri e sarà sempre così. J In realtà non dipende dalla placca tettonica litosferica della Cintura di Fuoco che ha portato alla presenza di tanti vulcani in Guatemala.

Ebbene sì, in Guatemala ci sono circa 30 vulcani, un numero importante per un paese non così grande. Prendendo in considerazione la cara, vecchia Wikipedia, Guatemala ha una superficie di circa 100 mila chilometri quadrati e, diviso per il numero di vulcani… oh la la! I vulcani qui hanno una forza incredibile! Niente a che vedere con le Curili naturalmente (68 vulcani in 10.500 chilometri quadrati!) ma le Curili non sono un paese intero…

Antigua è circondata da tre vulcani: Agua, Fuego e Acatenago, e potevamo vederli tutti e tre dal nostro hotel:

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