Che la lotta abbia inizio!

La prevenzione è la migliore cura. E questo vale anche per i patent troll.

È con questa idea nella mente che abbiamo deciso di fare causa a Device Security LLC e richiedere l’invalidazione di un loro brevetto relativo a una tecnologia che si occupa della protezione dei dati sui dispositivi mobili. Siamo in guerra con i troll da circa 8 anni, ma questa è la prima volta che sferriamo un attacco preventivo.

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La vendetta è un piatto servito freddo… ai troll

La vendetta è un piatto che va servito freddo – molto freddo. Ma presto o tardi, il piatto verrà servito. E a chi è destinato? A quei personaggi sgradevoli e meschini: i “patent troll” (società che brevettano tecnologie per poi denunciare le aziende e chiedere in cambio ingenti somme di denaro).

In questa sede, ho già parlato approfonditamente dei troll e delle misure necessarie per combatterli.

Lasciatemi dunque fare un breve riassunto circa quello che andrebbe fatto:

  • Limitare l’uso dei brevetti – istituire un periodo all’interno del quale è vietato inviare un reclamo.
  • Istituire una compensazione obbligatoria delle spese del processo all’imputato quando vince la causa  o quando viene ritirata l’accusa;
  • Bandire i “patent aggregators” che intraprendono azioni legali;
  • Maggiore chiarezza e accuratezza nelle descrizioni dei brevetti e un esame tecnico obbligatorio;
  • Infine (la cosa più importante), non brevettare idee, ma tecnologie che abbiano una ripercussione pratica concreta.

Qualche volta ho l’impressione che i legislatori statunitensi leggano il mio blog. Perché? Da quando ho iniziato a denunciare questi abusi, (finalmente) qualcosa si sta muovendo. Nello stato del Vermont è infatti entrata in vigore la prima legge anti-troll.

Sono molti i punti interessanti di questa legge; ma quello che mi piace di più è che ora l’azienda accusata, se riesce a provare che il troll non ha agito in buona fede, può richiedere all’ “azienda-troll” un rimborso di tutte le spese processuali.

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Un leader che ha ridato speranza al mondo

Signore e signori,

Oggi è una giornata speciale perché si festeggia una delle persone più importanti al mondo. Ricorre, infatti, il 90esimo compleanno di Lee Kuan Yew, il fondatore e leader indiscusso di Singapore. Senza di lui, questa prospera città-stato asiatica sarebbe oggi molto diversa. Lee Kuan Yew ha trasformato una Singapore un tempo anonima, in una nazione florida e in una città da sogno. Un esempio per gli altri paesi del mondo.

Com’era Singapore prima?

Nel 1965, Singapore ottenne l’indipendenza; in realtà, non solo fu obbligata a diventare indipendente, ma venne gettata via come fosse spazzatura. Si trattava di un piccolo gruppo di isole economicamente sottosviluppate con un futuro assolutamente non roseo, sul quale nessuno ci avrebbe scommesso un soldo. Nel panorama internazionale, Singapore non veniva affatto considerata.

Cosa caratterizzava Singapore?

  • Un territorio desolato, una zona paludosa dove vi pascolavano mucche e maiali;
  • Nessuna risorsa naturale a disposizione, nemmeno acqua potabile (apparentemente la situazione è ancora questa).
  • Paesi vicini non propriamente amichevoli (per usare un eufemismo);
  • Una popolazione quasi analfabeta, forte influenza comunista (anche con aiuti dall’esterno);
  • Conflitti etnici interni; popolazione composta da cinesi, malesi e indù, con le rispettive diverse religioni.

E in più:

  • Crimine organizzato;
  • Niente esercito, niente forza di polizia leale;
  • Corruzione con la C maiuscola;
  • Oltre alla base militare inglese e porti marittimi, nessun altro tipo di attività economica.

Non è abbastanza?

Disagio, povertà e nessuna prospettiva. Questa era Singapore nel 1965.

Dopo venticinque anni di riforme (fino al 1990), Singapore si è trasformata in una città completamente diversa.

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Aneddoti curiosi dal fronte della sicurezza IT

Il mio lavoro mi porta a correre da tutte le parti, parlare ad eventi e conferenze in giro per il mondo, incontrare esperti del settore con cui scambiare idee e opinioni. Un giorno ho pensato: perché non condividere questi aneddoti anche qui, nel mio blog? Con questa proposito ho iniziato a raccogliere alcune storie ‘curiose’ (e lo sono veramente) provenienti dal mondo della sicurezza IT.  Continua a leggere:Aneddoti curiosi dal fronte della sicurezza IT

Brevetti VS Innovazione

Ci sono opposizioni che sono paradossali: “Brevetti contro innovazione” suona contraddittorio come “api contro miele”, “hamburger contro panini”, “spiaggia contro mare” o “rock ‘n’roll contro droghe”.

Brevetti contro innovazione? Come può essere possibile? I brevetti esistono per proteggere i diritti degli inventori, offrire un ritorno sugli investimenti e in generale stimolare il progresso tecnologico. Beh, forse è ancora così in alcuni settori, ma nel mondo del software non più.

Attualmente, la legge in materia di brevetti per software è un po’ come… gli specchi deformanti del circo. È totalmente assurda e necessita al più presto di una riforma. Il sistema dei brevetti dovrebbe proteggere e incoraggiare l’innovazione e se non verrà rinnovato si bloccherà tutto (e in tal caso, complimenti!)

Ma come siamo arrivati a questo punto?

Nonostante le buone intenzioni, il sistema si è trasformato poco a poco in uno strumento di estorsione in cui obiettivo ultimo è il contrario di quello per cui è nato (in teoria, proteggere l’innovazione).  Il sistema dei brevetti si è trasformato in un ‘business tecnologico’, in un ‘animale dedito al racket’- un incrocio tra una gazza ladra e una scimmia cleptomane che afferra tutto quello che trova e lo porta dentro la propria tana.

Aumento del numero di cause che vedono coinvolte “patent troll”

grafico patent troll

 Fonte: PatentFreedom

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La visita di INTERPOL alla sede di KL

Alcuni giorni fa, per la prima volta (ah, no era la seconda), ci sono venute a trovare alcune Persone Veramente Importanti. Questa volta si trattava di Ronald Noble, Segretario Generale di INTERPOL, e Noboru Nakatani, capo del nuovo ‘cyber dipartimento’ di INTERPOL in Singapore. Questa visita si deve all’annunciata collaborazione tra Kaspersky Lab e INTERPOL nella lotta internazionale al cybercrimine.

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Un caffè con l’Ambasciatore USA

Ciao a tutti!

Questa mattina abbiamo avuto l’onore di ricevere un visita importante: l’Ambasciatore statunitense in Russia, Michael A. McFaul. L’ambasciatore era stato invitato a un meeting informale che aveva l’obiettivo di discutere, tra le altre cose, delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia e del grande successo raggiunto da alcune note aziende del paese. L’Ambasciatore ha particolarmente gradito la spendida vista offerta dalla finestra del mio ufficio: una candida distesa di neve.

L’Onorevole è una persona molto carismatica, con cui è facile parlare; è stato davvero un piacere conversare con lui. Entrambi siamo d’accordo sul fatto che dobbiamo mantenere le relazioni.

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Tre volte Re: la corona si colora di verde

In astrologia, i quadranti non portano mai buone notizie, rappresentano conflitti – e non mi chiedete come lo so. Tuttavia nel mondo IT i quadranti sono degli elementi positivi. Molto positivi! Riuscire a entrare in uno dei quattro quadranti, e in particolare nei quadranti migliori (come leader o visionary) è qualcuna di fantastico.

Da poco siamo riusciti a entrare in tre quadranti, quelli di Gartner, IDC e Forrester. Tutti e tre ci hanno eletti leader nel campo della sicurezza IT aziendale. Non si tratta di una semplice medaglia. Siamo stati incoronati re tre volte e a darci tale onoreficenza sono state tre delle più rispettate agenzie di analisi internazionali. Una cosa che non capita tutti i giorni! Infatti questa corona (o dovrei dire queste “tre corone”), oltre ai qui presenti, è stata conferita solo ad un’altra azienda del settore – il nostro concorrente, quello che ha un debole per il giallo. Beh, ora la corona si colora di verde.

Quadrante Magico di Gartner

Gartner Magic Quadrant

IDC MarketScape

IDC MarketScape

Forrester Wave

Forrester Wave 2013

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Eugene Kaspersky: una conversazione sui social media con gli utenti

Ciao a tutti!

Durante le ultime due settimane i fan di tutto il mondo della pagina Facebook ufficiale del nostro Kaspersky Lab, hanno avuto la possibilità di farci qualsiasi domanda gli venisse in mente (e dobbiamo ammettere che qualcuno ha preso l’invito davvero alla lettera :)) Grazie per le centinaia di domande!  Non c’è nulla di più utile al mondo dei vostri feedback e suggerimenti. Il nostro progetto di Salvare il Mondo non sarebbe realizzabile senza il vostro prezioso aiuto. Il mio team ha selezionato le domande più interessanti e taglienti. Di seguito, la prima “Conversazione sui Social Media con gli utenti”, un appuntamento che vorrei portare avanti, come tradizione:


Quando la Apple dirà di sì a Kaspersky come soluzione antivirus…