Asia: così varia da lasciare chiunque a bocca aperta

In Asia, tutti i paesi e le persone sono estremamente diversi tra loro. Credo che su questo punto siamo tutti d’accordo. Alcuni paesi si differenziano maggiormente rispetto ad altri, mentre altri si assomigliano un po’ di più. Storia, religione, tradizioni, abitudini, forme di commercio e di lavoro… ogni paese ha le sue “sfumature di diversità”. Le differenze che interessano il modo di lavorare possono toccare gli estremi opposti: dal liberalismo e la libertà di mercato, ai sistemi economici rigidi ed estremamente controllati dallo stato. Viva la diversità! Ma il grado di diversità può variare molto…

Prendiamo per esempio l’Europa, o l’America Latina. All’interno di queste aree, ogni paese differisce tra loro; tuttavia, se facessimo un passo indietro e osservassimo i paesi nel loro insieme come un tutto, ci potrebbero sembrare simili in un sacco di modi diversi. Tutto questo però non si applica ad un continente in particolare: l’Asia. Di fatto molte persone non se ne rendono conto se osservano l’Asia dal di fuori, e fanno il grande errore di pensare all’Asia nel suo insieme, un po’ come si potrebbe fare con l’Europa, presa sempre nel suo insieme. Questo ragionamento con l’Asia non funziona, non c’è modo. I paesi asiatici differiscono troppo tra loro, molto di più di Francia e Germania a confronto o Paraguay e Perù. Persino il Brasile, gli Stati Uniti e la Spagna si assomigliano di più tra loro che l’India, la Corea del Sud e l’Indonesia. In Asia le differenze sono più evidenti, il che rende tutto molto più interessante…

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Sono rimasto davvero ammaliato dalla diversità dei paesaggi, delle tradizioni e delle abitudini nel mondo del business. Persino le cose più elementari sono strane e interessanti. Per esempio, come le persone fanno conoscenza tra loro e come si scambiano i biglietti da visita. Davvero, adoro la diversità e le divergenze di questo continente.
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Cancun Sunrise

Il 2016 è nel suo apogeo. Una miriade di eventi invernali e primaverili si susseguono uno dopo l’altro tra cui la nostra partner conference dell’Nord America che si è appena conclusa.

È quasi sempre la stessa cosa: presentazioni, meeting, tavole rotonde. Prodotti-tecnologie-servizi, strategie, promozioni, problemi, opportunità, idee. Pranzi, divertimenti, fare contatti. Due giorni interi. Si arriva, si sta insieme, si lavora.

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Da un’alba ad un’altra… molte albe effettivamente 🙂 Parlando di albe, anche i tramonti sono meravigliosi.

#Cancun sunrise #Mexico // Ох уж эти канкунские рассветы!

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Una fiera dopo l’altra

Subito dopo il Mobile World Congress di Barcellona, folle corsa verso Norimberga per un’altra fiera: Embedded World.

Questa riguarda l’automazione di tutte ciò che ruota, gira, tira gli oggetti su e giù, riscalda e raffredda, pompa, si lega chimicamente, si muove su ruote, galleggia e vola, oltre a “tutto ciò che è digitale per gli uomini con i caschi arancioni”, e un sacco di altre cose del genere. Cyber-industrialismo di alto livello!

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Le attrazioni di Barcellona

Barcellona. È passato un po’ di tempo dalla mia ultima visita, e ancora di più da quando sono stato al Mobile World Congress: era il 2012, ossia quattro anni fa. Mi perdoni chi pensa che sia un peccato, lo penso anch’io. Detto ciò, è piuttosto divertente rileggere i miei vecchi racconti di viaggio.

Ma basta con la nostalgia, torniamo a oggi per continuare la mia storia —>

La manifestazione è molto cambiata negli ultimi quattro anni. Era un evento molto importante, sebbene centrato sui cellulari e con un un’atmosfera locale. Adesso è diventata una mega esposizione globale paragonabile in proporzione al CES di Las Vegas o all’immensa CeBIT di Hannover, o a quello che era. Purtroppo, per una qualche ragione, i suoi partecipanti internazionali se ne sono andati da qualche altra parte. La buona, vecchia e grande CeBIT ha smesso di parlare in tutte le lingue del mondo e adesso è una fiera informatica specificatamente di lingua tedesca, ed è un peccato.

OK, basta pessimismo. È ora di alzare la voce.
L’esposizione di Barcellona adesso è un’altra cosa! Ci sono otto enormi padiglioni, quasi tutti pieni zeppi di stand e folle di visitatori che gironzolano. Sembra molto popolare, nel senso buono del termine.

Ci siamo anche noi qui:

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È uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo

A febbraio di ogni anno, centinaia tra i migliori esperti di sicurezza informatica del mondo si riuniscono in un resort sulla spiaggia, sia esso nelle Americhe, in Europa, Asia o al largo della costa occidentale dell’Africa. Ma non per il sole in sé. O per la spiaggia. O per i cocktail. Ci vanno per… combattere le malefatte del mondo cyber! Per lo meno, questo è quello che raccontano ai loro cari quando scompaiono per una settimana alla volta di un paradiso idilliaco. Il paradiso in questione erano le isole Canarie, scelte per, l’avrete capito, il Security Analyst Summit (SAS), il nostro raduno speciale rivolto ai guru della sicurezza IT.

Il SAS riunisce i pezzi grossi di differenti compagnie, con diverse specializzazioni, da ogni parte del globo: in sostanza, per fare quattro chiacchiere, a volte formali, ma per lo più informali, in sale conferenze seminterrate con aria condizionata, e su lettini sulla spiaggia (oops, è stato svelato il segreto:) Il fine è aiutare più gente possibile a comprendere il dove, il come e il perché delle minacce informatiche, scambiando esperienze e un valido know-how.


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TIPI DA CAPODANNO!

Ho ho ho!

Una volta l’anno, di solito verso la fine di dicembre, cominciamo d’un tratto a sentirci tutti in vena di festeggiare. E non importa se fuori ci sia un paesaggio innevato o un triste inverno continentale: pioggia spessa che cade dal cielo plumbeo e vento pungente che soffia attraverso il nostro ufficio o i palazzi. Perlomeno, potete sfuggire al clima nel parcheggio sotterraneo che, in effetti, è l’unico posto.

La grigia oscurità nordica è la dura realtà dei giorni che precedono Capodanno. Malinconia ed “estetica della decadenza” (cit.).

Ma noi non siamo quel tipo di persone cui il clima impedisce di divertirsi! Ogni anno ci scrolliamo di dosso la tristezza invernale e grazie a una gran forza di volontà e con un piccolo aiuto da parte di volontari, artisti professionisti, truccatori, organizzatori d’eventi, più un sacco di prove, ci riuniamo tutti in un luogo prestabilito. Questa è l’annuale festa di Capodanno di Kaspersky Lab! E i risultati parlano da soli!


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La Ferrari è tornata

Ciao a tutti da Singapore!

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Cosa c’è da fare a Singapore? Tanto, a dire il vero. Ma il weekend appena trascorso c’è stato un evento che ha tolto il protagonismo a qualsiasi altra cosa e che è stato il centro d’interesse di questa città-isola-stato: la Formula 1.

Abbiamo (noi della Scuderia Ferrari, per chi non l’avesse ancora capito) iniziato la gara del sabato con il piede giusto: pole e terzo posto sulla griglia di partenza. Le cose poi sono andate sempre meglio…

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Questa foto e la precedente sono state scattate dagli schermi TV ai box.

Ma non ero l’unico di KL ad ammirare lo spettacolo dai box:

post-29-0-46616400-1442692032Davvero, ragazzi, che weekend incredibile!

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Avvistamenti inaspettati e assolutamente inspiegabili

Quante probabilità ci sono che l’Inferno si congeli o che un gatto sopravviva ad un soggiorno da queste parti? Ben poche, effettivamente…

Altrettando poche dovrebbero essere le probabilità di avvistare un’auto russa targata 41 (ovvero della Kamchatka, penisola situata nell’estremo oriente della Russia accanto al Giappone) nelle strade di Kalingrad, nnella punta opposta del paese rispetto alla Kamchatcha. Tuttavia, devo dire che di recente ne ho vista una. Un avvistamento assolutamente improbabile, ma è successo…

41… Sarà in fuga

In un’altra occasione ho avvistato alcune moto con targa tedesca sull’isola di Creta, a più di 1.000 km di distanza dalla Germania. Incredibile!

Altre volte ho avvistato targhe inglesi (bianche davanti e gialle sullo sfondo) a Mosca. Anche in questo caso, c’è molta distanza tra i due paesi.

Sorpresi? Incuriositi? Colpiti? Non dovreste, perché…

… date un’occhiata qua! Ecco cosa ho visto l’altro giorno:

Un paraurti “Extreme Duty Winch” in una Mercedes Benz

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Vivid Sydney, il festival delle luci

Ogni anno, tra fine maggio e i primi giorni di giugno, Sydney si trasforma e diventa più “vivida” che mai! Mi riferisco a Vivid Sydney, il “festival delle luci, della musica e delle idee”. Si estende per quasi tutta la città: tra i punti nevralgici del festival l’Opera House, il Darling Harbour (una delle tante baie di Port Jackson) e molti altri edifici e ponti dove hanno luogo numerosi e bizzarri spettacoli pirotecnici.

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