Groenlandia, parte 2: gli aeroporti

Kangerlussuaq. Probabilmente l’aeroporto internazionale più strano del mondo. Prima di tutto, provate a pronunciarlo correttamente. Vi si attorciglia la lingua, vero? Anche per me è stato un problema.

Poi è la volta della sua stranezza geografica e demografica.

Avete mai visto un hub internazionale con una popolazione locale di sole 500 persone? Non 500.000: 500! Beh, adesso sì :).

E avete mai visto un aeroporto dove per i voli domestici non ci sono affatto controlli di sicurezza? Si entra, si fa il check-in, si consegna il bagaglio e si può gironzolare ovunque, anche di nuovo all’esterno dell’aeroporto! All’ora stabilita vi dirigete verso l’aereo da ovunque siate senza scocciature. Un sogno!

Ok. Ecco la risposta alla domanda nº 2:

La Groenlandia è un paese molto roccioso e glaciale. Per cui, costruire un aeroporto (per cui è necessario un buon tratto di terreno pianeggiante per la pista oltre a nessuna rocciosità nelle immediate vicinanze per consentire l’atterraggio e il decollo degli aerei) non è un compito facile. Ad ogni modo, hanno trovato un punto giudicato idoneo, Kangerlussuaq: un singolare pezzo di roccia pianeggiante lontano a sufficienza dalle rupi più prossime. Unico problema: la pista è lunga soltanto 2,8 km!

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Benvenuti in Groenlandia!

Per qualche scherzo del destino, spesso attraverso in volo l’Atlantico del Nord: Europa – America – Europa; a volte Asia – America – Europea; a volte altre combinazioni più esotiche. Per esempio: talvolta arrivo a sorvolare la Groenlandia. Certe volte di notte: in questo caso non c’è nulla da riferire. Altre volte di giorno, ma il clima è prettamente polare e la visibilità scarsa. Ma solo qualche volta, molto di rado, ho fortuna: volare sulla Groenlandia quando c’è il sole e un bel panorama.

Una di queste, ad esempio, è stata a luglio del 2012: un viaggio pazzesco, un aereo pazzesco e un bel tempo pazzesco.

grenlandiya_1Facciamo un salto a luglio del 2016 e fa di nuovo un bel tempo pazzesco sull’estesa terra verde bianca. Ma stavolta non la stavo soltanto sorvolando, dovevo atterrare poi fermarmi alcuni giorni. Urrà!

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Vulcanico

Ritorno a Tenerife. Magnifico! E poiché abbiamo programmato un giorno intero per acclimatarci prima della parte del viaggio dedicata agli affari, era proprio giunto il momento di mettersi al volante e via, in giro per questi tornanti… e a scalare vulcani, naturalmente!

In genere, per raggiungere la cima di un vulcano bisogna camminare, scalarlo e arrampicarsi, a volte per diversi giorni (il Kilimangiaro, ad esempio). Esistono poche eccezioni: una è l’Etna, che può essere scalato prima con uno ski-lift e poi con gli autobus. Un altro è il Teide, a Tenerife. Questo è per turisti daaaaaavvero pigri.

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Superjet, pesca e snooker

L’altro giorno ho volato per la prima volta su un Sukhoi Superjet 100! Ecco il mio breve resoconto.

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Beh, è andata… bene. Un aereo di linea convenzionale. Piccolo, energico. Decolla rapidamente e prende quota ancor più rapidamente, in maniera precipitosa.

Non appena ci siamo imbarcati e l’aereo era ancora fermo, gli ingegneri hanno deciso di aprire uno dei motori. Niente di nuovo per me, a volte succede. Ma alcuni degli altri passeggeri, meno “navigati”, a sentirli erano più che preoccupati!

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Che altro? È un aereo rumoroso. I motori rombano forte, non come quelli di un Boeing o di un Airbus. No, non è solo un rombo: è come se un enorme trapano stesse perforando le zanne di un elefante gigantesco! E poi ci sono i rumori di pompe, ventilatori e altri dispositivi meccanici aerei. Mi ricorda un vecchio Tu-154! No, non era così male: il superjet è molto più silenzioso e confortevole.

Un particolare che mancava (in business class) era la presa elettrica. Ho guardato con attenzione, ma niente. Ad ogni modo, forse non è così necessaria per i passeggeri su un volo che non va poi così lontano.

Comunque, dov’eravamo diretti su questo superjet? Vi lascio un indizio nelle foto:

Siamo andati in Lettonia al Kaspersky Riga Masters, l’annuale torneo professionistico di snooker, giunto alla terza edizione, e che di cui siamo sponsor per il terzo anno.

Ahhh, lo snooker. A mio modesto parere, il più divertente di tutti i tipi di biliardo, quando è in tv. Ma quando lo si vede dal vivo, è persino 100 volte meglio!

Ecco qui dei link su YouTube ad alcune partite a Riga, e qui il sito ufficiale del torneo con i risultati, compreso quello dell’inaspettato campione australiano Neil Robertson.

E durante gli intervalli si può… andare a pesca!

Adesso, proprio come “Non sono uno specialista, non sono uno studioso di storia antica, archeologia e scavi“, non sono neanche un pescatore esperto. Tuttavia, mettetemi vicino a un fiume o a un lago o al mare e datemi una canna e delle esche, e sarò sempre disponibile per un po’ di pesca, perfino per la traina! Specialmente quando il clima è ideale, il cielo è limpido e non c’è assolutamente vento, come è stato in Lituania, per cui siamo andati.

Non ho mai visto un mare così calmo. Perfezione perfetta!

Anche la temperatura era quasi perfetta: diversi dispositivi hanno confermato i 21 gradi Celsius! Sul Mar Baltico (Brrr!)! A giugno! E io che credevo alla legenda che il Baltico fosse sempre piovoso e fosco. :).

Con quel tempo ce la siamo passata alla grande, ma il pesce? Naaah. Niente. Erano troppo occupati sul fondale, sui loro lettini sotto gli ombrelloni, sorseggiando cocktails. Non erano affatto interessati ai pesciolini o ad altre esche che gli gettavamo in mare. Pesca fallita.

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Oh, ebbene: la pesca non ha avuto successo? C’è solo una cosa da fare: tuffarsi!

Ok, per quanto riguarda la pesca, o la sua mancanza, è tutto. Ma domani vi dirò di più sullo snooker, gente!

Santorini: a volte i sogni sì che si realizzano

Grandi notizie! Sono ripresi gli scavi archeologici ad Akrotiri grazie a… noi! (non voglio elogiare troppo Kaspersky Lab ma cosa volete che dica? I soldi non crescono sugli alberi!). E non parlo solo degli scavi, è ripresa anche il restauro degli affreschi e il rinforzo delle strutture murarie! Siamo diventati lo sponsor principale degli scavi di Akrotiri! Urrà! Per questo motivo la settimana scorsa mi trovavo a Santorini.

Come è partito questo filo diretto tra Kaspersky Lab e Akrotiri? Perché abbiamo scelto proprio la Grecia e in particolare Santorini? E soprattutto perché Akrotiri? Vi racconterò tutto in questo post; è una lunga storia ma non tanto come i 13 anni che ci abbiamo messo per arrivare a questo traguardo!

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Mistero minoico a Santorini

L’isola di Santorini non è famosa solo per i suoi panorami sensazionali, i suoi tramonti stupendi e le sue spiagge multicolore (bianche, rosse e nere), ma anche (e per qualcuno, soprattutto) per la sua storia antica. A sud dell’isola sono state ritrovate tracce di un antico insediamento, ben conservate sotto la cenere vulcanica. Case a tre piani, tubi di scarico e fognature (!), e uno scenario culturale unico. Oh per Zeus!

L’insediamento ha fatto la fine di Pompei circa 3500 anni… non fa, ma avanti Cristo!! Ciò significa che quei muri, strade, finestre, pentole e padelle sono più vecchi di 3500 anni!

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Viaggio in Grecia: Atene

Prossima fermata del mio viaggio in Grecia: Atene. Ho approfittato di un giorno libero tra un incontro d’affari e l’altro per dare una rapida occhiata alla città.

Sebbene negli anni sia stato praticamente in tutta Europa, per una qualche bizzarra ragione non avevo mai visitato il centro storico di Atene. Ciò è particolarmente strano perché io vado pazzo per le antichità storiche. E come tutti sappiamo, Atene ne possiede in quantità.

A mio parere, c’è qualcosa di infinitamente affascinante nel fatto che questi templi, case (o meglio, le loro rovine), ponti di pietra e immensi “mattoni” che compongono gli edifici… siano stati tutti creati migliaia di anni fa da persone come noi. Ok, senza gli smartphone e i reality, ma sicuramente con quegli eterni tratti umani come avere problemi, passare attraverso la gioia, il dolore, la vita e la morte. È qui che camminavano, amavano, odiavano, invidiavano, si emozionavano, costruivano, distruggevano. Migliaia di anni fa. Qui ad Atene, in luoghi come l’Acropoli e il Partenone.

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Monasteri a strapiombo

Oh no! Devo trasformare la mia lista dei Top 100 in Top 101! Non proprio una cifra tonda, ma che posso farci? Quando ci vuole, ci vuole.

Cosa c’è di così speciale da rendere necessaria l’aggiunta? Si tratta delle Meteore in Grecia, una “formazione di immensi pilastri monolitici e colline simili a immense rocce tondeggianti che dominano il territorio”. Rupi a strapiombo che arrivano a 600 metri d’altezza, in tutte le diverse sfumature di grigio, con dei monasteri sulle cime delle rocce.

 

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Legoland: non solo per bambini

Per che cosa è famosa la Danimarca? Certo, produce burro, pancetta, birra… e drammi politici. Inoltre credo davvero che siano stati loro a inventare la Danish pastry o treccia danese. Ma qual è la quinta essenza della Danimarca? Ebbene sì, parlo dei Lego. E dato che mi trovavo in Danimarca non potevo non visitare…

Legoland, esattamente qui! Tanti minuscoli Lego! Costruzioni, istallazioni, modellini, miniature e ogni sorta di gioco relazionato con i Lego. Se solo avessi 40 anni in meno, sarei rimasto qui per sempre. Ma non è necessario essere bambini per godere di questo parco, io sono sulla cinquantina e mi sarebbe piaciuto rimanere qui molto di più.

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Ancor prima di entrare vi trovate già un’enorme installazione Lego, fatta con Lego anch’essi enormi, molto più grandi rispetto ai mattoncini Lego standard. Comunque sia, la maggior parte delle installazioni sembra essere costruita con dei mattoni veri e propri. 3, 2, 1… si entra!

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L’hotel del pavone

Hej! (Ciao in danese)

Un altro resoconto dal fronte del Nord.

Mentre eravamo a Copenaghen, in città si stavano svolgendo contemporaneamente molti congressi, forse anche esposizioni. Per cui tutti gli hotel erano, logicamente, pieni, essendo stati prenotati mesi fa. Quindi abbiamo dovuto adattarci da “qualche parte, ovunque… la cosa più importante, che ci sia un tetto”.

Temevo il peggio, ma non era il caso poiché l’unico hotel con camere libere che i miei buoni uffici hanno trovato era il Nimb Hotel, non proprio un dormitorio pubblico :). Inoltre, incredibilmente comodo, si trovava a soli cinque minuti a piedi dalla sala conferenze dove stavo intervenendo. L’unico problema erano i pavoni, che strillavano a tutta forza proprio sotto le nostre finestre!

copenhagen-denmark-nimb-hotel-1Il panorama dalla mia finestra. Niente male, consigliato.