Altre buone notizie dal fronte della proprietà intellettuale

Non ho potuto fare a meno di notare che le ultime notizie che abbiamo ricevuto dai nostri legali esperti in materia di brevetti sono state delle grandi vittorie! 😊 E sono contento di poter continuare a dare buone nuove, annunciandovi un’altra importantissima vittoria che abbiamo ottenuto solo pochi giorno dopo dall’ultima…

Ancora una volta abbiamo avuto la meglio in un’importante causa sui brevetti. Questa volta ci opponevamo a Uniloc (la stessa Uniloc che è riuscita a spillare 388 milioni di dollari alla Microsoft). Dovreste sapere che nel 2018 già ci avevano fatto causa per lo stesso brevetto, ma siamo riusciti a uscirne vincitori.

Di recente, durante la fase di negoziazione riguardante un’altra causa per violazione di brevetto intrapresa da Uniloc, abbiamo ricevuto un messaggio dai rappresentanti della compagnia in cui affermavano di essere stanchi di combattere ed erano pronti a finirla lì. Ovvero voleva dire che erano disposti a chiudere la causa se anche noi lo eravamo. E naturalmente eravamo disposti, ma solo senza compromessi e in poco tempo. E così abbiamo redatto un comunicato congiunto sul momento per “archiviazione senza appello” (“dismissal with prejudice”), il che vuol dire che non si potranno più intraprendere ulteriori azioni per la stessa causa.


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Cyber-notizie dal lato oscuro: chi vi ha detto che potevate vendere i miei dati?

Il 28 gennaio è stato il compleanno di mia zia Olga, che coincide con il Data Privacy Day. E mia zia Olga non ne era al corrente, eppure dovrebbe! I dati digitali sono la moneta del nuovo millennio. Avere a disposizione i dati su triliioni di click e transazioni è una vera e propria miniera d’oro per qualsiasi azienda. E ci sono tante aziende che ogni anno fatturano milioni di dollari, il cui business si basa sulla vendita di queste risorse.

Le compagnie IT globali hanno maggiore accesso ai dati personali rispetto ai governi. Di conseguenza, si tratta di un tema estremamente importante e, in un certo qual modo, anche tossico.

E quando ci sono i soldi di mezzo, ci sono sempre anche persone con cattive intenzioni. I cybercriminali che sfruttano i dati degli utenti si stanno moltiplicando a vista d’occhio, ma anche alcune aziende rispettabili possono utilizzare questi dati per scopi non proprio trasparenti, e la maggior parte delle volte sembrano farla franca. Ma ne parleremo più avanti.

Ora mi piacerebbe fare una semplice domanda alla quale, almeno nel mondo IT, non è ancora stata data una risposta: cosa è bene e cosa è male? Voglio dire: dove si trova la sottile linea di separazione tra la morale umana universale e l’etica del business?

Purtroppo, ciò che riguarda la cyber-etica e la cyber-morale è un argomento molto ambiguo. Nel frattempo, posso assicurarvi che con l’introduzione del 5G e nel futuro con il grande incremento dei dispositivi appartenenti al mondo dell’Internet delle Cose, i nostri dati saranno raccolti sempre di più, giorno dopo giorno.

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Indovinate quale azienda si è classificata nella “Top-100 Global Innovators”?

Ciao, gente!

I lettori abituali del mio blog sapranno che ogni tanto scrivo di alcuni dei nostri successi aziendali meno evidenti (ma non meno importanti): quelli relativi ai nostri brevetti e a come ci aiutano a combattere, incredibilmente, non solo il cyber-male, ma anche i patent troll che non fanno altro che ostacolare il progresso tecnologico.

Ho detto “successo”. Bene, ecco le ultime novità: siamo diventati la prima azienda russa ad entrare nel report Derwent Top 100 Global Innovators! Evviva!

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13 anni di fan club… e l’avventura continua!

Durante alcune conversazioni mi è capitato di menzionare il fan club di Kaspersky e immediatamente mi viene chiesto perché (e come) un’azienda di antivirus abbia un fan club. Vi spiego: perché produciamo protezioni antivirus da molto tempo, perché siamo un’azienda che si dedica a organizzare eventi e attività interessanti e divertenti e perché molte persone vogliono essere partecipi di ciò che fa Kaspersky pur non lavorando per l’azienda. E poi perché avere un fan club è figo.

Mi fa quasi paura dirlo ma tutta questa storia è iniziata ben 13 anni fa, quando abbiamo lanciato la nostra versione 6, ben accolta nel settore della sicurezza informatica. Sul forum pubblicavamo nuovi build quasi ogni giorno, e decine di volontari prendevano immediatamente questo codice promettente ma non ancora ben definito, lo installavano e ne testavano il funzionamento. Credo che ai tempi la motivazione principale per partecipare fosse che gli sviluppatori (l’intero team, senza eccezioni, faceva parte del forum) venivano a conoscenza all’istante di qualsiasi feedback che arrivasse dal report dei bug e delle funzionalità che sarebbe stato utile aggiungere. Gli utenti apprezzavano che venisse ascoltata la loro opinione su aspetto, comportamento e le future sorti di un popolare prodotto antivirus. Continua a leggere:13 anni di fan club… e l’avventura continua!

Una trappola irresistibile per i malware

Non ho visto il sesto film di Mission Impossible, e non credo che lo vedrò. Ho visto il quinto (in uno stato zombie durante un lungo viaggio a casa dopo una dura settimana di lavoro) solo perché una scena era stata girata nel nostro nuovo e moderno ufficio di Londra. Si trattava di un capitolo di troppo di Mission Impossible, film che non sono per niente il mio stile. Botte, spari, schianti, esplosioni, stupore, rabbia. Nah, io preferisco qualcosa di più impegnativo, intellettualmente stimolante e semplicemente più interessante. Dopotutto, il mio tempo è limitato e prezioso.

Sto davvero insultando Tom Cruise e compagnia, vero? Aspettate. In realtà, devo riconoscere il merito di almeno una scena fatta molto bene (voglio dire, che risulta essere intellettualmente stimolante e semplicemente interessante). Si tratta della scena nella quale i buoni devono far sì che uno dei cattivi tradisca i suoi compagni, o una cosa del genere. Per far ciò, mettono in scena un ambiente falso in un “ospedale” con la “CNN” che annuncia in “TV” un Armageddon nucleare. Contento del fatto che il suo manifesto apocalittico fosse stato diffuso al mondo intero, il cattivo consegna i suoi compagni (o era un codice di accesso?) come d’accordo con gli interrogatori. Ups, ecco lo spezzone.

Perché mi piace tanto questa scena? Perché, in realtà, dimostra adeguatamente uno dei metodi per rilevare minacce informatiche sconosciute! Effettivamente, esistono molti metodi, che cambiano a seconda dell’area di applicazione, efficacia, uso di risorse e altri parametri (scrivo spesso qui a proposito di ciò). Ce n’è uno che spicca sempre: l’emulazione (di cui ho parlato molto qui).

Come nel film MI, un emulatore introduce l’oggetto investigato in un ambiente artificiale isolato, spingendolo a rivelare il suo carattere dannoso.

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Cyber-notizie dal lato oscuro: cyber-ipocrisia, Mirai, spionaggio del governo britannico e tutto sulla vulnerabilità BlueKeep

Ciao a tutti!

Iniziamo con una buona notizia…

“Protezione Kaspersky: la più testata, la più premiata”. Ancora una volta.

Di recente il rinomato laboratorio di test indipendenti AV-Comparatives ha pubblicato i risultati del suo sondaggio annuale. Effettuato a fine 2018, il sondaggio ha coinvolto 3 mila intervistati in tutto il mondo. Tra le 19 domande c’era la seguente: “Quale soluzione di sicurezza anti-malware utilizzi per il tuo computer di casa?”. Indovinate qual è stata l’azienda a essere indicata nella maggior parte delle risposte degli utenti in Europa, Asia e Sud/Centro America? Ebbene sì, Kaspersky! In America del nord siamo arrivati secondi (sono sicuro che si tratta di un secondo posto temporaneo). Inoltre, in Europa siamo la soluzione di sicurezza più utilizzata sugli smartphone e siamo anche la prima azienda per la quale gli utenti chiedono più spesso un test dei prodotti, sia per quanto riguarda gli utenti privati, sia per i prodotti antivirus dedicati alle aziende. Bellissimo! Ci piacciono i test e, a giudicare dai risultati eccellenti che otteniamo, capirete certo perché! Qui troverete maggiori informazioni sui test indipendenti e le recensioni dei nostri prodotti.

“Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.
– Matteo 7 5

A maggio scorso, è stata scoperta un’altra backdoor dalle funzionalità daaaavvero utili per lo spionaggio. In quale azienda tecnologica è stata trovata la backdoor? È russa, cinese? Beh, in realtà si tratta di Cisco (di nuovo!). C’è stato grosso scalpore sui mezzi d’informazione? Titoli su titoli in prima pagina e dibattiti sulle minacce alla sicurezza nazionale? Si è parlato di voler vietare le sue soluzioni al di fuori degli Stati Uniti etc.? Vi siete persi tutto ciò, vero? E nel frattempo, non solo il linciaggio di Huawei a livello internazionale continua, ma continua senza che ci siano backdoor o prove di alcun tipo.

fuente

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Vi presentiamo la nostra nuova immagine

Ho sentito dire spesso: “nella vita c’è bisogno di qualche scossone ogni tanto, altrimenti si rimane impantanati”.

Non c’è ombra di dubbio, qui a KL è difficile impantanarsi, lavoriamo in un settore dove siamo costretti al movimento e al cambiamento costanti. In ogni caso, ogni tanto fa anche bene fermarsi, guardarci da un punto di vista esterno, pensare a cosa possiamo trovare dietro l’angolo e fare dei cambiamenti al look and feel dell’azienda. E con questa introduzione piena di slancio che voglio annunciarvi ufficialmente il nostro rebranding e spiegarvi i motivi che ci hanno spinto verso questa decisione.

L’azienda è nata negli anni ’90, l’abbiamo fondata nel 1997 e ai tempi avevamo un unico semplice obiettivo: creare il miglior antivirus al mondo. Non ci siamo posti il problema dell’immagine, del posizionamento o della filosofia del brand. Ma parliamo di altri tempi, sono trascorsi 22 anni e tutto è cambiato.

Ora abbiamo oltre 4 mila dipendenti all’attivo e proteggiamo centinaia di milioni di utenti privati e aziende in tutto il mondo. Il concetto stesso di antivirus, la nostra pietra angolare, è diventato ormai obsoleto. Il mondo dipende ormai così tanto da tutto ciò che ha a che fare con l’informatica, che ormai nessun aspetto ne è esente. E siamo pronti a proteggere qualsiasi sfaccettatura, dalla navigazione degli utenti privati su Internet alla sicurezza di grandi corporation, governi, industrie e infrastrutture. Solo una cosa è rimasta la stessa fin dall’inizio: produciamo le migliori soluzioni di sicurezza presenti sul mercato.

E con tutti questi cambiamenti, è da tempo ormai che pensiamo a come ci vedono dall’esterno, per capire se c’è bisogno di cambiare ancora, anche se da un altro punto di vista. Dopotutto, il nostro logo risale al 1997, epoca in cui la compagnia faceva i suoi primi passi: in quel logo, usavamo l’alfabeto greco arricchito da una serie di dettagli. Sono passati 22 anni e questa ricchezza di particolari si è perduta nel tempo.

E così, dopo tanto lavoro dietro le quinte, oggi aggiorniamo ufficialmente il nostro logo, dove la forma delle lettere così geometrica e matematicamente precisa rappresenta perfettamente i valori che ci rappresentano, come gli standard di ingegneria più elevati. Un’altra innovazione che noterete sicuramente è la scomparsa della parola Lab; un cambiamento che circolava da anni dal momento che spesso, per riferirsi a noi, nel mondo si è usato solamente il mio cognome, per semplicità, comodità, concisione o forse perché così era più facile, più pratico e più intuitivo da ricordare (potrei continuare all’infinito…).

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La nostra nuova tecnologia di emulazione: il peggior incubo dei malware più insidiosi

Vi siete mai chiesti perché i virus informatici vengono chiamati, per l’appunto, “virus”? A dire il vero, al giorno d’oggi la parola virus è utilizzata in maniera impropria per riferirsi a “praticamente qualsiasi tipo di programma dannoso o per descrivere qualsiasi azione dannosa di un programma su un computer”. Ho preso questa definizione dalla nostra enciclopedia.

In realtà (sempre prendendo spunto dalla nostra enciclopedia), “in senso stretto… un virus si definisce tale quando il codice del programma è in grado di autoreplicarsie di diffondersi, così come fa un virus biologico, tipo quello dell’influenza.

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Cyber-notizie dal lato oscuro – Versione SAS 2019

Ciao a tutti!

Eccoci a una nuova pubblicazione della mia serie iNews, ovvero le cyber-notizie dal lato oscuro, anche se stavolta mi concentrerò sulle presentazioni a cui ho assistito durante il Security Analyst Summit che si è tenuto il mese scorso a Singapore.

Un tratto distintivo del SAS ha a che fare con le presentazioni tenute dagli esperti. A differenza delle altre conferenze geopoliticamente corrette, al SAS gli analisti condividono sul palco le loro scoperte inerenti a qualsiasi minaccia informatica, indipendentemente da dove provengano, perché seguono dei princìpi. I malware rimangono malware e gli utenti devono essere protetti da tutti le minacce, senza considerare le buone intenzioni dichiarate da coloro che li hanno creati. Non va mai dimenticato l’effetto boomerang.

E se certi mezzi d’informazione mentono spudoratamente in risposta a questa nostra posizione di principio, che continuino a farlo. E attaccano non solo i nostri princìpi, dal momento che mettiamo sempre in pratica ciò che predichiamo, e quando si tratta del numero di operazioni di cyberspionaggio risolte, non c’è competenza che tenga. Ma soprattutto non abbiamo intenzione di cambiare il nostro atteggiamento a scapito degli utenti.

Ecco un breve riassunto delle ricerche più cool che hanno presentato i nostri esperti al SAS. Le ricerche più interessanti, più scioccanti, più spaventose, più incredibili…

1. TajMahal

L’anno scorso, abbiamo scoperto un attacco a un’organizzazione diplomatica dell’Asia centrale. Ovviamente non deve sorprendere che un’organizzazione di questo tipo susciti l’interesse dei cybercriminali. I sistemi informatici di ambasciate, consolati e missioni diplomatiche sono sempre stati allettanti per gli altri stati e le loro agenzie di spionaggio, o anche per quelle persone dagli scopi poco trasparenti con le capacità tecniche e i mezzi economici necessari a disposizione. Dopotutto abbiamo letto i romanzi di spionaggio. Ma c’è una novità: è stato costruito un vero “TajMahal” per perpetrare degli attacchi, ovvero una piattaforma APT con tutta una serie di plugin (fino a ora, non avevamo mai visto tanti plugin utilizzati in una sola piattaforma APT), tool ideali per scenari di attacco di ogni tipo.

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Nuovo Transparency Center e Data Center… a Madrid!

Hola, amigos! 

Verso la fine dello scorso anno abbiamo aperto il nostro primo Transparency Center e anche un Data Center a Zurigo, Svizzera, dedicati all’elaborazione dei dati dei nostri clienti in Europa. Sebbene parliamo solamente di cinque mesi fa, è chiaro che questo progetto a grande scala rispecchia perfettamente l’interesse attuale del settore della cybersecurity verso il clima geopolitico moderno.

Al momento, sia le aziende, sia le agenzie governative prestano una graaaande attenzione a un aspetto in particolare: la trasparenza assoluta. E non c’è da meravigliarsi! In un’epoca in cui un’azienda qualsiasi può essere accusata di qualsiasi cosa passi per la testa e arrivando ai livelli più importanti di ufficialità, il tutto senza alcun tipo di prova in mano (state seguendo la saga Huawei, no?), le aziende e i sistemi legislativi di tutto il mondo non hanno altra opzione se non quella di effettuare le proprie valutazioni e andare alla ricerca di fatti concreti (e di utilizzare anche qualcosa che sembra mancare ultimamente, il che è preoccupante: il buonsenso). Continua a leggere:Nuovo Transparency Center e Data Center… a Madrid!