Post del mese: giugno 2016

Kaspersky Racing Green a Milano

Un saluto dalla modaiola Milano, gente, con una temperatura di 28 gradi centigradi!

28°? Cosa? Dopotutto, è estate. Eh sì, e due settimane fa le temperature a Mosca hanno sfiorato i 28°. Ma negli ultimi giorni la capitale russa si è mantenuta intorno ai 7°, e a malapena ha smesso di piovere (ho anche sentito che nel fine settimana a San Pietroburgo ha grandinato!). Che sta succedendo? Mosca non sta in Groenlandia, e neanche nella Kamchatka (dove la neve a giugno non sconvolge nessuno). Si trova nel relativamente temperato Rialto Centrale Russo! Tuttavia, dovrei essere grato che non è andata così male come a Parigi.

Dalla mia camera d’hotel ho una vista della stazione di Milano Centrale. Che grandioso esempio di architettura…

Sebbene ci sia già entrato alcune volte e ne sia rimasto sempre colpito, ho deciso di darle un’altra sbirciata, solo per alleviare la mia sclerosi.

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Decapottabile catalana

Un’altra regional partner conference finita! Ne abbiamo molte durante tutto l’anno: Nord d’America (quest’anno a Cancun), America Latina (in Bolivia, ma quest’anno non sono potuto essere presente purtroppo) e l’APAC (proprio la settimana scorsa, in Vietnam). C’è anche in programma una conferenza sui “Mercati Emergenti” ed è proprio quella che si è appena conclusa, a Barcellona, e includeva diversi paesi dell’America Latina (sì, sono proprio fortunati, hanno ben due conferenze all’anno), dell’Est d’Europa, del Medio Oriente e dell’Africa.

Come sempre, è stato “come sempre”: meeting, presentazioni, tavole rotonde, trattative e così via. Ma non è mancato un po’ di divertimento: la cena di gala, questa volta nel Museo Marittimo. Un posto fantastico, per un altrettanto fantastico buffet serale.

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Intelligenza artificiale: verità artificiale, qui e ora

Intelligenza artificiale… due parole che insieme evocano così tanta meraviglia e stupore nell’immaginario di programmatori, fanatici della fantascienza o forse in chiunque sia interessato al destino del mondo!

Grazie al miglior amico dell’uomo, il cane R2-D2, al cattivo Skynet, al bizzarro 2001: Odyssea nello spazio, ai cacciatori di androidi post apocalittici e forse anche a Gary Numan, tutti se ne intendono abbastanza del concetto di intelligenza artificiale (IA). Sì, libri, il grande schermo, fumetti, ehm… pubblicità di purè di patate: in ognuno di essi, l’IA si trova alla grande. È fortemente presente anche nel materiale di marketing di aziende di sicurezza informatica apparse di recente ed estremamente ambiziose. Infatti, oggi è probabile ci sia un solo luogo dove non riuscirete a trovarla. Il punto è che questo unico posto risulta casualmente includere, in sostanza, tutto ciò che compone questo mondo e la vita in esso contenuta: la non così insignificante sfera chiamata “vita reale”.

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È risaputo che dai tempi di Alan Turing e Norbert Wiener (ossia intorno alla metà del ventesimo secolo) i computer hanno fatto passi da giganti. Hanno imparato come (o meglio, gli è stato insegnato come) giocare a scacchi, e meglio degli esseri umani. Pilotano aerei, adesso anche auto su strada. Scrivono articoli di giornale, acchiappano i malware e fanno un sacco di altre cose utili, e spesso non così utili. Superano il test di Turing per dimostrare di possedere un comportamento intelligente equivalente a quello di un umano. Tuttavia, un chatterbot che simula un tredicenne incapace di altro, non è che un algoritmo più una collezione di biblioteche. Non è intelligenza artificiale. Non siete convinti? Allora vi consiglio semplicemente di dare un’occhiata alla definizione di IA, poi a quella di algoritmo, e poi guardate la differenza tra le due. Non è scienza informatica.

Attualmente stiamo assistendo a un’ulteriore ondata d’interesse nei confronti dell’IA nel mondo. Ho perso il conto di quante siano queste ondate…

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