Le cascate islandesi

Islanda è un paese molto umido e anche molto nevoso (non c’è una stagione estiva, al massimo potete immergervi per tre mesi nelle acque delle sorgenti termali). Per quanto riguarda l’H2O, ce n’è molta e, dal momento che ci sono anche tanti vulcani, ci sono le condizioni perfette per le sue famose cascate, che ovviamente sono tantissime. Ecco le cinque più importanti che ho visitato nel sud e sud-ovest del paese, vale la pena vederle tutte.
Cascata nº1: Gullfoss. Qui l’ubicazione e qui le immagini:

Gullfoss, una delle più cascate più famose dell’Islanda.

Il fiume Hvítá forma una sorta di “scala” a tre gradini e poi all’improvviso si divide in due (da 11 e 21 metri), che sfocia in un crepaccio di 32 metri di profondità.

Si è provato a utilizzare Gullfoss per generare elettricità, ma il progetto è andato a monte per le proteste degli abitanti.

Quando ci si avvicina alla cascata, il crepaccio non si vede immediatamente. Sembra che il fiume scompaia nella terra.

Sigríður Tómasdóttir ha evitato che Gullfoss fosse trasformata in una centrale idroelettrica grazie alle sue minacce di buttarsi nella cascata.

Il crepaccio di Gullfoss è di 20 metri di grandezza e di 2,5 km di lunghezza.

Mediamente scorre una quantità di acqua pari a 140 m³/s d’estate e 80 m³/s d’inverno. La quantità d’acqua più alta mai registrata è stata di 2000 m³/s.

“Gullfoss” significa “Cascate d’oro” in islandese.

La lunghezza totale di Gullfoss è di 32 metri.

Insieme a Þingvellir e ai geyser di Haukadalur, Gullfoss fa parte del Golden Circle, un itinerario turistico molto famoso della durata di un giorno.

Sì, il terreno è scivoloso dappertutto.

Cascate nº 2 e 3: Seljalandsfoss e Gljufrafoss (e un paio di altre cascate nelle vicinanze). Si trovano un po’ più lontano da Gullfoss, lungo la costa sud (in direzione ovest). La cosa bella della cascata nº2 è che potrete fare il giro e collocarvi dietro la cascata d’acqua grazie a una caverna, scavata dagli elfi del posto tanto tempo fa. J La cascata nº3 scende in un profondo crepaccio. Mai visto prima qualcosa del genere. Le cascate vanno viste sia dall’alto, sia dal basso. La strada (pulita e ben ordinata) è davvero ripida e a volta bisogna fare il giro lungo l’acqua. Ne vale davvero la pena.

Seljalandsfoss provient de la rivière de Seljalandsá. Elle tombe sur 60 mètres au-dessus des falaises de la côte précédente.Seljalandsfoss deriva dal fiume, scende per 60 metri lungo la costa.

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Seljalandsfoss deriva dal fiume Seljalandsá, le acque cadono da 60 metri di altezza lungo le scogliere della costa. Ecco perché la chiamano Gljúfrafoss (letteralmente “colui che vive nel canyon”).

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È possibile percorrere un sentiero tortuoso o utilizzare una scala di legno per arrivare a metà della cascata e ammirarla da un altro punto di vista.

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Cascata nº 4: Skógafoss. Ancora un po’ più lontano lungo l’Anello, 8 km dopo il centro informazioni di Eyjafjallajökull. Una vista incredibile!

A causa della spuma prodotta costantemente dalla cascata, nei giorni di sole si possono vedere uno o due arcobaleni.

Sì, c’è molta gente che la visita anche in giorni di pioggia.

Skógafoss è una delle cascate più grandi dell’Islanda, con i suoi 25 metri di profondità e 60 di altezza.

Secondo la leggenda Þrasi Þórólfsson, il primo vichingo stabilitosi nella zona, nascose un tesoro nella caverna dietro la cascata.

Skógafoss è un buon punto di partenza per una bella escursione di trekking di due giorni a nord, nella valle Þórsmörk.

Skógafoss ha fatto parte del set del film della Marvel “Thor: The Dark World”, così come del film “La vita segreta di Walter Mitty”.

Se riuscite ad arrivare in cima verrete ricompensati da una cascata meravigliosa e con un canyon incredibile. Nei dintorni si può fare trekking, dicono che i sentieri e il panorama sono ideali per fare delle belle passeggiate, tra due vulcani e due ghiacciai.

Un sentiero porta al passo Fimmvörðuháls tra i ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull. Scende lungo la valle Þórsmörk, dall’altra parte, e continua verso Laugavegur e Landmannalaugar.

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Tour virtuale panoramico di Skógafoss

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Cascata nº 5: Svartifoss. Ancora più in là lungo la costa, verso est. Non così grande ma di sicuro la più originale! “Ufficialmente” (secondo il punto informazioni) ci vuole una buona ora e mezza per andare e tornare a piedi. Ma c’è un trucco: si può percorrere la maggior parte del tragitto in macchina e alla fine si trova un mini-parcheggio per 10 automobili. Da lì sono soli 15 minuti a piedi fino alla cascata, l’espressione di sorpresa è assicurata!

Svarfloss in islandese significa “Caduta nera”.

La cascata Svartifoss è circondata da colonne di lava oscura conosciute con il nome di Celle di Bénard.

Formazioni simili si trovano in tutta l’Islanda, anche nella piccola caverna sulla spiaggia di Reynisdrangar.

Il mio posto preferito dove trovare le celle di Bénard si trova sull’isola di Kunashir, Curili.

Le colonne di lava con sezione esagonale si rompono più facilmente perché l’acqua erode i bordi.

Svartifoss si trova nel Parco Nazionale Skaftafell, famoso per i percorsi di trekking.

In Islanda ci sono oltre 20 meravigliose cascate. Purtroppo ne abbiamo viste solo un quarto. Sono comunque tante, no? Non sarebbero state troppo 20 e più cascate? Bisogna essere proprio fan delle cascate per vederne oltre 20. Si arriva al collasso!

Un viaggio virtuale incredibile delle cascate islandesi, ad opera di @e_kasperskyTweet

Trovate il resto delle foto sulla mia pagina di Flickr.

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