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Su le mani per Copenaghen!

Copenaghen, Danimarca. Era da un pezzo che non ci venivo, l’ultima volta è stata a febbraio del 2011. Dunque, come ci si potrebbe aspettare da questa capitale nordica, faceva freddo (e tirava vento). Eppure stavolta il tempo era adeguatamente estivo: soleggiato, caldo e con lunghe serate di luce. Anche molto cool, all’europea: gente languidamente accomodata nelle caffetterie e nei ristoranti, ciclisti che pare prendano direttamente di mira i turisti-pedoni non abituati (e non europei), e barche che, senza fretta, trasportano passeggeri avanti e indietro lungo i fiumi e i canali. Cool all’europea? Paradiso all’europea!

Come al solito, dopo aver concluso i nostri affari sul posto, era tempo di andare alla volta di un po’ di micro-turismo. Rettifico. Nano-turismo: appena tre ore! Sono sicuro che tre giorni sarebbe stati un lasso di tempo più idoneo per visitare meglio questa città, ma che potevo fare? Dovevo tornare prima di sera. Perciò, il tempo dedicato al turismo era decisamente scaduto.

LEZIONI ARMENE

Signore e signori!

Non sono mai stato il tipo di persona cui piace vantarsi troppo dei propri successi, ma questa devo proprio dirvela.

La scorsa settimana (il 17 Novembre), sono stato insignito dell’Armenian President’s 2015 IT Award for Global Outstanding Contributions in the Field of Information Technology!


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TERRA INCOGNITA. I VULCANI DELLA KAMCHATKA MERIDIONALE, KOSHELYOV

Mentre la nostra An-Kam 2015 volge inesorabilmente al termine, ci è rimasto un altro vulcano da esplorare: il Koshelev, in realtà pronunciato Koshelyov (accento su lyov).

Sebbene il nome sia al singolare, non è uno solo, ma una serie di cinque distinti vulcani, ciascuno dei quali erutta in momenti differenti e che insieme formano un’unica, gigantesca struttura di vulcanesimo vario. Dato che i vulcani sono antichi, tutti sono in parte crollati. Ma è proprio questo che li rende ancora più fotogenici.

Le zone del Koshelyov che abbiamo visto (le cime occidentali) consistono in cataste di lava (i centri di precedenti crateri) colorati da resti vulcanici multicolore. Varie sfumature di nero, bianco, rosso e giallo quasi luccicano alla luce brillante del sole in un giorno limpido come quello che abbiamo trovato.

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TERRA INCOGNITA. I VULCANI A SUD DELLA KAMCHATKA: KAMBALNY

Sebbene Kamchatka non sia la destinazione turistica più rinomata o accessibile del mondo,  ha le sue “mecche turistiche”, come la Valle dei Geyser, Tolbachik (specialmente durante un’eruzione), e i vulcani Mutnovsky e Goreliy. Ma vanta anche attrazioni meno visitate, per esempio il vulcano Ksudach. Poi ci sono posti dove l’impronta della zampa di un orso nel fango viene osservata senza il minimo aumento del battito cardiaco, come se fosse soltanto una tra migliaia di impronte d’orso. E la vista dell’impronta di uno stivale di un essere umano, allo stesso modo non provoca alcuna emozione perché non se ne vedono mai! Nessuno vive in questi posti, e li visitano solo uno o due gruppi di turisti… all’anno! Questi luoghi sono completamente spogli, desolati, deserti e silenziosi: Terra Incognita!

Che peccato. Queste terre nascoste sono tutte da vedere!

Due luoghi da visitare  nella Terra Incognita di Kamchatka sono i vulcani Kambalny e Koshelev.

Ahimè, non siamo saliti fino in cima ai loro crateri perché il nostro programma non lo permetteva. Abbiamo deciso invece di fare un giro intorno e così facendo abbiamo stabilito il nostro programma per la prossima visita a Kambalny/Koshelev: camminare da Pauzhetka fino a Kambalny, quindi scendere fino al lago Kambalny e poi… vedremo quanta energia ci sarà rimasta per continuare la scalata al vulcano.

Kambalny è un vulcano alto 2.161 metri, ma ha anche un promontorio vulcanico lungo circa 15 km, che va dritto da nord a sud nel mezzo della bassa Kamchatka, direttamente tra il Mare di Okhotsk e il lago Kuril.

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TOP 100, LA SERIE: EUROPA

È probabile che conosciate già le tante meraviglie e bellezze create dall’uomo su questo continente, culla della civiltà occidentale: ce ne sono a valanghe. Tuttavia, c’è tanto da ammirare anche dal punto di vista storico-naturale, qualcosa di cui forse non siete ancora al corrente. Fino a ora!

Curiosamente, in sostanza tutte le meraviglie storico-naturali d’Europa si trovano lungo la costa o sulle isole. Nell’entroterra non c’è praticamente niente di notevole. Ma questo non conta, perchè l’Europa è ricca sia di coste sia di isole. 🙂 Bene. Partiamo!..

Europa

  1. Islanda vulcanica

Uno dei luoghi con la maggiore attività eruttiva del pianeta. Vulcani, geysers, sorgenti termali, più i ghiacciai e il rigido clima nordico che ti aspetti da un Paese con la parola “ice” nel suo nome. Ero quest’estate. Incredibile. Dà del filo da torcere anche alla Kamchatka. Tuttavia ne ho visto solo una piccola parte, devo tornare ed esplorare il resto.

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Fonte

wiki_en (1) gmaps google flickr

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La guida completa delle Isole Curili

Diciamola tutta: le Isole Curili sono spoglie e desolate. Tempo atmosferico estremo, difficoltà nelle comunicazioni con il continente, prezzi aumentati perché bisogna importare tutto (e sono tutti prodotti importati dalla madrepatria Russia), minaccia costante di disastri naturali come eruzioni vulcaniche, terremoti e tsunami!

Bisogna avere una tempra forte per sopravvivere qui e ancora più forte per amare questo posto. Comunque sia, sì che le Curili hanno cose belle, bisogna solo guardare con attenzione….

La superficie totale di terraferma è di poco inferiore a quella di Israele, della Slovenia o metà del Belgio. La popolazione è di circa 20 mila abitanti, metà dei quali vive in tre città: Severo-Kuril’sk (Kuril’sk del nord), Kuril’sk e Yuzhno-Kuril’sk (Kuril’sk del sud). Tutto nella massima logica.

Le prime due hanno ricevuto lo status di “città”, anche se sommando gli abitanti non arrivano a quelli della terza, classificata  come “insediamento urbano” (logico?).  Poi ci sono villaggi e paesini di pescatori che d’estate prendono vita  dopo essere rimasti in letargo tutto l’inverno.

Allora, com’è vivere alle Curili?

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