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Le Top-5 K-tecnologie che ci hanno fatto entrare nella Top-100 Global Innovators

Ce l’abbiamo fatta di nuovo! Per la seconda volta siamo stati inseriti nella Top 100 Global Innovators di Derwent, una prestigiosa lista di aziende globali redatta sulla base dei loro portfolio di brevetti. Dico prestigiosa, perché nella lista siamo in contatto con aziende come Amazon, Facebook, Google, Microsoft, Oracle, Symantec e Tencent; inoltre, la lista non è solo una selezione di aziende apparentemente forti dal punto di vista brevettuale: è formata sulla base del titanico lavoro analitico della Clarivate Analytics, che la vede valutare più di 14.000 (!) aziende candidate su ogni tipo di criterio, di cui il principale è il tasso di citazione, alias “influenza”.

Entrando maggiormente in dettaglio, il tasso di citazione è il livello di influenza delle invenzioni sulle innovazioni di altre aziende. Per noi, è la frequenza con cui gli altri inventori ci citano nei loro brevetti. Ed essere menzionati formalmente nel brevetto di un’altra azienda significa che si è arrivati a qualcosa di nuovo e genuinamente innovativo e utile, che aiuta il loro “qualcosa di nuovo e genuinamente innovativo e utile”. Naturalmente, un sistema così consolidato di riconoscimento degli altri innovatori, non è il posto adatto per coloro che escogitano semplici brevetti di BS. Ed è per questo che nessuno di questi si avvicina a questa Top-100. Nel frattempo, noi siamo proprio lì, tra le prime 100 aziende innovatrici globali che fanno veramente progredire il progresso tecnologico.

Wow, che bella sensazione. È come una pacca sulla spalla per tutto il nostro duro lavoro: un vero riconoscimento del nostro contributo. Evviva!

Sono ancora in fibrillazione, è incredibile! Da tutto questo, per curiosità, mi sono chiesto quali, cinque, delle nostre tecnologie brevettate sono le più citate, le più influenti. Così ho dato un’occhiata. Ed ecco cosa ho trovato…

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I premi non sono mai troppi. Soprattutto se si tratta di premi europei!

Ciao a tutti! Oggi vi scrivo… dall’Austria!

Tuttavia, non sono venuto qui solo per guardare fuori dalle finestre il tempo cupo dell’Eurozona. Ero qui per lavoro (molto lavoro), in primo luogo per ricevere personalmente questo! ->

…Infatti, quando la tua azienda viene premiata con il titolo di “Product of the year” da nientemeno che AV-Comparatives, non è possibile non recarsi di persona in Tirolo per riceverlo…

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Bilancio del 2022: anche i brevetti stanno arrivando!

Inventare nuove tecnologie all’avanguardia è solo una parte del nostro lavoro. Aspettate, no: non va bene essere così categorici…

Una nuova tecnologia all’avanguardia e rivoluzionaria comporta un processo di creazione probabilmente molto più complesso e lungo di quanto molti possano immaginare. Certo, senza invenzioni non c’è progresso, ma senza il lungo processo di creazione che ne consegue, anche la più straordinaria tecnologia rivoluzionaria rischia di fallire prima ancora di decollare, e non potrà mai aiutare l’umanità come avrebbe potuto. Inoltre, l’invenzione potrebbe rischiare di finire nelle mani dei cosiddetti “consumer champion” o dei “patent troll“.

Tra le tante funzioni aziendali che si occupano del citato processo di creazione di una nuova tecnologia c’è anche quella del brevetto. Perché, ahimè, vige il sistema per cui, se la nuova tecnologia non è brevettata, non si ha alcun diritto su di essa, anche se la si è inventata! La storia è piena di esempi di questo tipo: la macchina del karaoke, le strisce magnetiche sulle tessere di plastica, i fidget spinner, per citarne alcuni.

Quindi, il brevetto. Si dà il caso che non sia il più semplice o il più accessibile dei processi aziendali, e che richieda molte competenze e molti soldi, soprattutto se si tratta di un’impresa internazionale. Ma questo non lo rende meno necessario. E poiché la nostra attività qui a K si è sempre basata sulle nuove tecnologie, non appena i nostri profitti lo hanno permesso, ci siamo subito lanciati nella gestione dei brevetti: nel 2008 abbiamo ottenuto il nostro primo brevetto. Da allora, a poco a poco, abbiamo continuato ad ampliare le nostre competenze in materia di brevetti, nei limiti del possibile e nel corso degli anni. E del resto, è giusto così…

Più l’attività aveva successo e più ci espandevamo in tutto il mondo (spesso i patent troll ci inseguivano in cerca di soldi facili). Inoltre, concorrenti senza scrupoli, pur disponendo di tecnologie che difficilmente potevano competere con noi in termini di qualità, non erano comunque contenti di permettere ai clienti di utilizzare i nostri prodotti. In totale, siamo stati coinvolti in 10 azioni legali in materia di brevetti; ne abbiamo vinte nove, mentre una è attualmente in fase di valutazione. Perché non ci arrendiamo mai. Combattiamo e vinciamo!

Quadro generale

Gli anni della pandemia e le attuali turbolenze geopolitiche hanno ovviamente influito negativamente sul nostro business nel suo complesso, con un effetto a catena sul nostro lavoro in materia di brevetti, anch’esso in calo. E sia gli eventi passati che quelli attuali sembrano destinati a riecheggiare nel futuro per anni. Tuttavia, questo non è un motivo per stare con le mani in mano fino a quando le cose non miglioreranno; al contrario, giustifica la necessità di andare a tutto gas spingere ancora di più sull’acceleratore! Ed è proprio quello che abbiamo fatto nel 2022 (se volete sapere di più 2021 qui), nonostante tutto. Permettetemi di tracciare un bilancio…

Abbiamo concluso l’anno scorso con un portfolio di 1367 brevetti e 330 domande di brevetto in diversi paesi (tra cui Stati Uniti, UE, Russia e Cina). Nel 2022, abbiamo ottenuto 123 nuovi brevetti (tra cui 51 negli Stati Uniti, 37 in Russia, 24 in Cina e 9 nell’UE) e presentato 58 domande di brevetto. Ma non concentriamoci solo sulla quantità. Osserviamo anche la qualità: ci sono stati concessi brevetti per circa il 98% di tutte le nostre richieste di brevetto (in alcuni paesi il 100%!), mentre la media mondiale delle aziende si aggira intorno al 50%. Ottimo!

Il nostro quadro complessivo dei brevetti si presenta così:

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Cyber-notizie dal Lato Oscuro (e non): audace hacking di criptovalute, K diventa neuromorfo e come entrare in un data-center attraverso un… bagno!

Salve gente!

Per coloro che stanno ancora sudando in ufficio e che non sono ancora potuti partire per una seria vacanza di disintossicazione digitale, ecco a voi, per non farvi sentire in colpa, alcune succose iNews, ovvero racconti dark (e light) dal mondo cibernetico, e altre storie straordinarie e difficili da credere direttamento dal mondo della cybersecurity.

Cripto-decrepito

La comunità gamer ricorderà sicuramente come, questa primavera, Axie Infinity, il gioco online di criptovalute (forse più noto per la possibilità di scambiare le vincite virtuali a cambio di denaro reale), abbia subito uno dei più grandi furti di tutti i tempi. A quanto pare alcuni hacker nordcoreani si sono introdotti nella blockchain Ronin che controlla il gioco e hanno rubato circa 625 milioni di dollari (la cifra esatta varia a seconda delle fonti) dai conti degli utenti! L’incidente è passato inosservato per un certo periodo, mettendo in evidenza la vulnerabilità del sistema di sicurezza del gioco e mettendo a rischio anche la reputazione del suo sviluppatore, Sky Mavis. Oh, no, la mia fortuna è andata perduta! Ma aspettate, non è finita qui. C’è dell’altro…

All’inizio del mese si è saputo con precisione come gli hacker siano riusciti a penetrare nella blockchain. Siete seduti?!…

Alcuni mesi fa alcuni falsi dipendenti di una falsa azienda hanno inviato su LinkedIn informazioni su false offerte di lavoro ai dipendenti di Sky Mavis. Un developer senior di Axie Infinity ha deciso di candidarsi. Ha superato diversi colloqui (falsi) al termine dei quali gli è stato offerto uno stipendio e una serie di benefit (falsi) estremamente allettanti. In pratica, gli è stata fatta un’offerta che non poteva rifiutare.

L’offerta è giunta nella casella e-mail dello sviluppatore sotto forma di un documento pdf che il developer ha scaricato e aperto sul suo computer di lavoro. E così è come i cattivi sono riusciti a entrare nel sistema. Da quel momento in poi si trattava solo di mettere in pratica alcune tecniche: un programma di spionaggio si è infiltrato in Ronin, tramite il quale è stato possibile assumere il controllo di quattro dei nove validatori che proteggono la rete. L’accesso al quinto validatore (necessario per completare l’hackeraggio e quindi rubare tutto il denaro) è stato ottenuto dagli hacker tramite l’Axie Decentralized Autonomous Organization, un gruppo creato per supportare l’ecosistema di gioco. Risultato: bingo, jackpot!

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Un Kuarto di secolo? Come passa il tempo!…

Salve gente!

Venticinque anni e nove giorni fa, precisamente il 26 giugno 1997, è stata registrata l’azienda che porta il mio stesso nome. Non possiamo non definirle “umili origini” (nel vero senso della parola): all’epoca era un’azienda con una dodicina di persone e con un fatturato pari a zero, ma con una speciale competenza tecnologica e progetti altrettanto speciali e mooooolto ambiziosi. E noi-eravamo-più-o-meno-così:

Due anni dopo, nel 1999, siamo già una quarantina di persone.

Ed è così che è iniziato tutto. // Comunque, potete trovare maggiori dettagli sulla nostra storia qui.

Venticinque anni, un quarto di secolo, svolgendo un grande lavoro! Basandoci sulla nostra soluzione antivirus leader mondiale abbiamo sviluppato prodotti rivoluzionari nel campo dell’internet security per gli utenti privati. Non è sempre andato tutto liscio, ma ci siamo riusciti! C’era la nostra versione 6, ve la ricordate? Poi siamo passati gradualmente al mercato enterprise, riuscendo a sviluppare anche in quel settore ottimi prodotti: dapprima nella categoria degli endpoint, poi anche nel controllo del traffico di rete, nella protezione dagli attacchi mirati e così via. Poi ci siamo dedicati alla protezione degli oggetti industriali. E ora (senza essere troppo modesto), posso dire che siamo l’unica azienda al mondo a fornire una gamma così ampia di soluzioni per la sicurezza informatica di alto livello: per i dispositivi degli utenti, le workstation, le infrastrutture dei server e il traffico di rete, nonché i sistemi di controllo industriale come SCADA. Inoltre, offriamo la più ampia gamma di sistemi operativi e tipi di dispositivi.

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I 3 passi per una cybersecurity all’avanguardia: analizzare il passato, testare il presente e prevedere il futuro. Qualsiasi altro elemento = un riempitivo

Quando il passato viene studiato con attenzione, è possibile tracciare un quadro dettagliato e preciso del presente. In questo contesto, la mente analitica di un esperto (o meglio, di molti esperti) può mettere in guardia, o addirittura prevedere, il futuro. È proprio così che noi di Kaspesky siamo spesso in grado di indovinare prevedere con precisione quale sarà l’evoluzione nel breve termine del “male digitale”. Questo è anche il modo in cui ci teniamo aggiornati sulle ultime tendenze nel campo dei cyber-attacchi; l’essere sempre aggiornati ci permette di sviluppare tempestivamente le tecnologie necessarie nella lotta contro i “cyber-male”, che come sappiamo è sempre in agguato. Durante il processo di previsione del male cibernetico, a volte ci siamo sbagliati: alcuni tipi di minacce cibernetiche sono piuttosto difficili da prevedere, ma questi casi sono sempre stati l’eccezione alla regola. Infatti, il più delle volte abbiamo centrato il bersaglio.

Quindi come gestiamo questo processo? Sono solo i nerd barbuti e super cervelloni a fare tutte queste analisi e profezie informatiche? In realtà, no. Molti passaggi sono automatizzati. E questo va apprezzato: un essere umano, per quanto intelligente, non può competere con la potenza di calcolo, gli algoritmi, i robot e l’apprendimento automatico intelligenza artificiale di oggi. L’uomo intelligente è ancora necessario, naturalmente; ma perché fare tutto il lavoro pesante da solo?

Oggi, in questo post, vi parlerò proprio di questo duro lavoro. Un lavoro duro, tecnologico e scientifico che ci permette di prevedere il futuro (senza cartomanzia alla Baba Vanga:).

Per cominciare, vi parlerò dell’evoluzione della nostra Threat Intelligence Platform (TIP).

La suddividerò proprio come nel titolo: come analizziamo il passato, testiamo il presente e prevediamo il futuro senza la sfera di cristallo

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Una recensione sulle novità dell’anno scorso, e aspettatevi molto di più, nel 2022!

Il nuovo anno lavorativo è cominciato, naviga costantemente e con sicurezza come… un aereo di linea a lungo raggio che vola verso est. Fuori dalla finestra è sempre più luminoso: a Mosca la luce del giorno è aumentata di quasi un’ora rispetto a un mese fa; a New York di 40 minuti e a Reykjavik di più di due ore. Anche a Singapore c’è… un minuto di luce solare in più al giorno rispetto a un mese fa.

Tuttavia, l’anno 2021 semplicemente non mi molla! Prima c’è stata la mia recensione dell’anno (tutta positiva); poi c’è stata la recensione dei K-brevetti 2021 (tutta positiva). Un po’ più tardi ci sarà la recensione dei risultati aziendali/finanziari (tutti positivi:). E ora, qui, oggi, ho un’altra recensione per voi!…

Diverse recensioni di un solo anno? Se alcuni di voi ne hanno avuto abbastanza del 2021 e vogliono lasciarselo alle spalle, dimenticarlo, e andare avanti con questo anno, questo è per voi! ->

In realtà, è possibile scaricare il calendario da cui è tratta la foto di cui sopra, qui (e, in ogni caso, ciò di cui parla la foto di cui sopra è qui:).

Bene, torniamo alla quarta recensione del 2021…

E si dà il caso che sia, una recensione professionale, come: del prodotto e delle scoperte tecnologiche che abbiamo realizzato nel corso del nostro impegnatissimo 2021, e tutto in nome della protezione dal cyber-male. Ma prima, un po’ di storia del prodotto e della tecnologia…

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I nostri brevetti del 2021 in rassegna: il maggior numero di brevetti negli Stati Uniti, e molti altri anche in tutto il mondo

Ciao gente!

Devo semplicemente condividere questa buona, anzi meravigliosa notizia: abbiamo ottenuto il maggior numero di brevetti di qualsiasi azienda di origine russa negli Stati Uniti nel 2021! E siamo stati un vero fenomeno di tendenza, perché nel 2021 c’è stato un calo del 7,5% nel numero di brevetti registrati nel paese.

Nell’analisi annuale della classifica dei brevetti pubblicata da IFI Claims Direct, Kaspersky è stata nominata la prima azienda russa brevettata negli Stati Uniti con 43 brevetti pubblicati nel 2021. Nel corso della sua storia l’azienda ha ricevuto 412 brevetti solo negli Stati Uniti, con più di 1200 brevetti in tutto il mondo, tra cui Russia, UE, Cina e Giappone.”

// Comunque: nonostante il calo generale del numero di brevetti rilasciati l’anno scorso, quelli rilasciati per il machine learning e il quantum computing sono aumentati. Questo è solo un rapido promemoria, nel caso non ne foste a conoscenza, di dove questo mondo moderno si sta dirigendo).

Un grande ringraziamento da parte mia a tutto il team del nostro dipartimento IP. Sempre lavorando duramente, lavorando in modo intelligente, e lavorando con successo (ricordate le vittorie contro i patent troll, e le vittorie antitrust contro Microsoft e Apple?) E un grande ringraziamento anche ai nostri sviluppatori che hanno inventato le nostre tecnologie che battono il mondo in primo luogo – e non è un’iperbole di marketing senza senso: la nostra tecnologia vince nei test indipendenti più di qualsiasi altra. Oh yeah!

Questa super notizia sui nostri brevetti mi ha fatto pensare… Perché non diamo un’occhiata più da vicino ai nostri successi di brevetto del 2021, non solo quanti, ma anche quali, dove, come e quando? Sì, perché no? Dopo tutto, i miei post sui brevetti in passato sono stati popolari. Sarà anche un bel complemento alla mia rassegna del 2021

Va bene. Ci siamo!…

Nel 2021 abbiamo ottenuto 137 brevetti e ne abbiamo richiesti altri 76. Questo porta il nostro totale a 1240 brevetti e 392 domande. Ecco queste cifre aggiunte al nostro grafico storico dei brevetti:

Ecco la situazione della nostra attività brevettuale dell’anno scorso:


Ed ecco i totali del nostro portfolio e la diffusione geografica complessiva:

Ora diamo un’occhiata ai principali sotto-settori che i nostri brevetti coprono (il settore è la cybersecurity nel suo complesso) ->
(*) CIP = Protezione delle infrastrutture critiche

Quindi, cosa c’è da sottolineare?

In primo luogo, che l’AI machine learning è una tendenza globale. E non solo nei portfolio di proprietà intellettuale, ma nella tecnologia in generale. L’apprendimento automatico in un certo senso ingigantisce la conoscenza esperta degli esseri umani; aggiunge un sollevamento pesante, ad alto volume, che gli esseri umani da soli non sarebbero mai in grado di fare nei tempi brevi che i computer riescono a fare. Quindi è la competenza umana + apprendimento automatico + Big Data (ossia, HuMachine) che forma la sinergia che ti protegge da più di 380.000 nuovi programmi dannosi ogni giorno! In secondo luogo, l’Internet delle Cose (IoT) e la protezione delle infrastrutture critiche (CIP). Il primo si sta sviluppando a una velocità pazzesca, vedendo case, bollitori, aspirapolvere, frigoriferi, ecc, ecc, tutti collegati a Internet. La cybersecurity spesso passa in secondo piano nella progettazione del kit IoT, quindi interveniamo per aiutare a rendere sicuro il tutto. C’è una situazione simile con il CIP, ma per una ragione diversa: per esempio, i sistemi di automazione industriale legacy si stanno connettendo a Internet, ma con una marcata riluttanza a introdurre la cybersecurity allo stesso tempo, a causa di un conservatorismo innato (se funziona, non toccarlo).

E infine, ci sono altre due direzioni interessanti sul grafico. C’è la tecnologia antidrone, il nuovo e molto promettente business di tenere a bada i fastidiosi droni. E c’è l’anti-ransomware: mentre il resto dell’industria della cybersecurity sta facendo in modo abissale nella lotta contro questo flagello (in grado di proteggere solo contro il 50% dei ransomware, se è così, come dimostrato in test indipendenti), noi non potremmo fare meglio, letteralmente (100%!). Quindi forse non è una sorpresa che abbiamo già 13 brevetti nel nostro portafoglio e 17 brevetti in sospeso per le tecnologie ransomware. E ce ne saranno altri!

In conclusione, brevi descrizioni dei brevetti pionieristici più interessanti che abbiamo registrato nel 2021 (e comunque: la ‘hit-parade’ del 2020 è proprio qui).

US11175976: “Sistema e metodo di generazione di dati per il monitoraggio di un sistema cyber-fisico per la determinazione precoce delle anomalie”. Questa tecnologia può essere applicata anche al di fuori dei limiti della sicurezza informatica, per garantire la continuità dei processi produttivi nel loro complesso. Fondamentalmente aiuta a prevedere errori o azioni non autorizzate nei sistemi cyber-fisici. Maggiori dettagli su questa tecnologia, che noi chiamiamo MLAD, qui.

US11170103: “Metodo di rilevamento dei file dannosi che resistono all’analisi in un ambiente isolato”. Analisi comportamentale avanzata legata alla sandbox su una macchina virtuale. Questa tecnologia “under the hood” è utilizzata nelle nostre soluzioni sandbox, KATA, e EDR/MDR.

US11005880: “Sistema e metodo per bloccare un attacco informatico su un mezzo di trasporto“. Dal momento che le auto al giorno d’oggi sono più computer che automobili (ricordate Die Hard 4?!), le loro ECU devono essere protette, è la tecnologia a farlo.

E questo è tutto per il vostro aggiornamento K-brevetti-2021, gente. Restate al sicuro e protetti, e questo vale anche per i vostri dispositivi digitali, che siano in tasca, in auto o in azienda!

Un cambio di prospettiva per la sicurezza industriale: immunizzare le aziende

Dieci anni sono un tempo lungo nella cybersecurity. Se avessimo potuto vedere nel futuro di una decina di anni, nel 2011, e capire quanto lontano sarebbero arrivate le tecnologie di cybersecurity entro il 2022, probabilmente nessuno ci avrebbe creduto. Me compreso! Paradigmi, teorie, pratiche, prodotti (anti-virus, che cosa?:), tutto è stato trasformato e progredito oltre il riconoscimento.

Allo stesso tempo, non importa quanto siamo progrediti, e nonostante le vuote promesse di miracoli dell’intelligenza artificiale e altri assortimenti di quasi-cybersecurity hype, oggi siamo ancora di fronte agli stessi, classici problemi che avevamo 10 anni fa nella cybersicurezza industriale:

Come proteggere i dati da occhi estranei e da modifiche non autorizzate, preservando al contempo la continuità dei processi aziendali?

In effetti, proteggere la riservatezza, l’integrità e l’accessibilità costituiscono ancora la fatica quotidiana della maggior parte dei professionisti della cybersecurity.

Non importa dove vada, il ‘digitale’ porta sempre con sé gli stessi fondamentali problemi. E anche il ‘digitalizzarsi’ perché i vantaggi sono così evidenti. Anche campi apparentemente conservatori come la costruzione di macchine industriali, la raffinazione del petrolio, i trasporti o l’energia sono stati pesantemente digitalizzati già da anni. Tutto bene, ma è tutto sicuro?

Con il digitale, l’efficacia del business cresce a passi da gigante. D’altra parte, tutto ciò che è digitale può essere (e viene) violato, e ci sono moltissimi esempi di questo nel campo industriale. C’è una grande tentazione di abbracciare completamente tutto ciò che è digitale, per raccogliere tutti i suoi benefici; tuttavia, deve essere fatto in un modo che non sia agonizzante e doloroso (leggi, con i processi aziendali che vengono interrotti). Ed è qui che il nostro nuovo (quasi) speciale antidolorifico può aiutare: il nostro KISG 100 (Kaspersky IoT Secure Gateway).

Questo piccolo dispositivo (RRP, un po’ più di €1000) è installato tra l’attrezzatura industriale (ulteriormente ‘macchinari’) e il server che riceve vari segnali da questa attrezzatura. I dati in questi segnali variano, sulla produttività, i guasti del sistema, l’uso delle risorse, i livelli di vibrazione, le misurazioni delle emissioni di CO2/NOx, e molti altri, e sono tutti necessari per avere un quadro generale del processo di produzione e per essere in grado di prendere decisioni aziendali ben informate e ragionate.

Come puoi vedere, il dispositivo è piccolo, ma sicuramente è anche potente. Una funzionalità cruciale è che permette di trasferire solo i dati “consentiti”. Permette anche la trasmissione dei dati rigorosamente in una sola direzione. Così, KISG 100 può intercettare un grande insieme di attacchi: man-in-the-middle, man-in-the-cloud, attacchi DDoS, e molte altre minacce basate su internet che continuano ad arrivare in questi tempi digitali “ruggenti”.
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La nostra storia di rebranding, e come Midori Kuma è quasi diventato il nostro logo

L’inizio di giugno del 2019 lo ricordiamo come piuttosto tranquillo, niente di speciale. Il mondo ruotava intorno al Sole come di consueto, mancavano 19 giorni all’estate astronomica, la “Corona” era un tipo di birra messicana e  la parola “COVID” non significava assolutamente nulla per nessuno. Insomma, era la vita come la conoscevamo prima della pandemia, e potevamo fare molto di più di quel che possiamo fare oggi.

Mentre, per quanto riguarda la nostra Kompagnia, avevamo i nostri orari e le nostre tempistiche, sempre come da programma. E l’inizio di giugno, 25 mesi fa sulla nostra tabella di marcia è stato per noi significativo: è stato il momento del nostro grande rebranding. Era arrivato il momento di dire addio al vecchio stile Korporativo (in termini di logo, oltre a un sacco di altre cose, compresi i caratteri , stili e colorazioni, immagini e quant’altro), che, con qualche ritocco nel corso degli anni, era stato con noi per ben 22 anni! Fuori il vecchio, dentro il nuovo, un rilancio, un aggiornamento, una Porsche, un ringiovanimento, un cambiamento d’immagine: Era arrivato il momento di qualcosa di diverso, più in linea con i tempi, e anche più raffinato; almeno questo è quello che mi è stato detto (scherzo). No, davvero, era necessario darci un nuovo stile aziendale per riflettere più accuratamente la prossima fase di sviluppo dell’azienda, una fase ambiziosa ma fiduciosa, e certamente futuristica dato il nostro settore (la cybersicurezza).

Ma mentre gli altri cambiano il loro logo (a malapena!) e poco più, noi avevamo molto di più in cantiere. Infatti, un rebranding completo è un processo lungo e complesso di messa a punto perfezionamento di tutti gli aspetti dell’identità e della vita dell’azienda, non solo l’aspetto esteriore, ma anche il modo in cui interagiamo con il pubblico, lo stile di comunicazione e molto altro.

Quindi sì, il post di oggi è tutto sul rebranding. Ed ora un po’ di dettagli…

Il lavoro sul nostro grande rebranding è iniziato nel 2018. Sapevamo da un po’ come il nostro buon vecchio logo/marchio e la nostra comunicazione fossero più orientati alla fine degli anni ’90/inizi 2000 e non proprio al 2019. Per anni avevamo percepito una certa dissonanza tra le nostre tecnologie/nostri prodotti, che erano sempre veramente all’avanguardia, e l’immagine dell’azienda per i nostri utenti. Già da diversi anni non eravamo “solo un’azienda di antivirus” ma sviluppavamo soluzioni di cybersicurezza ad ampio raggio. Eppure il nostro logo era ancora abbastanza antiquato con le sue lettere pseudo-greche. Era come se ancorasse l’azienda al passato, ai tempi dei floppy-disk ormai dimenticati.

Per quasi un anno abbiamo fatto brainstorming, pensato, confrontato, immaginato, soppesato, discusso, argomentato, consultato, concordato e poi dissentito, considerato, dibattuto, deliberato… il tutto per trovare il migliore modello perfetto per il nostro rebranding. Una stima approssimativa del numero di varianti di logo che il nostro team di design ha proposto è  stato più o meno di… 300! Poi, per quanto riguarda l’ultimo paio di versioni sono state respinte da moi. Non perché fossi ostinato, sono stato super ostinato ma semplicemente perché non vedevo nemmeno in quei pochi prototipi finali uno che rispecchiasse al 100% gli obiettivi e i valori dell’azienda.

Oh, ed ecco le varianti rifiutate! ->
Durante l’anno del dibattito si sono verificati alcuni curiosi quasi-successi (?!)
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