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i-news: il meglio del meglio del 2018.

Ciao a tutti! Eccomi con l’ultima edizione delle i-news per il 2018. Ogni anno, in questo periodo, sento il bisogno di fare un po’ di riassunto e punto della situazione in modo leggero e spensierato, per iniziare il nuovo anno già di buon umore :-). Quindi, oggi parleremo non solo delle news che hanno suscitato più clamore ma anche di quelle più strane, divertenti e assurde dal mondo dell’IT e della cybersicurezza che sono apparse sui nostri schermi nel 2018.

Iniziamo parlando della professionalità dei media   ̶ lo sapete, cose tipo obiettività, giornalismo di inchiesta e fact-checking. O meglio, per essere più precisi, dell’assenza di tutte queste cose.

Lo scorso ottobre, Bloomberg Businessweek ha pubblicato un’ “inchiesta” con un titolo piuttosto sensazionalistico. La prima parte del titolo già diceva tutto: The Big Hack. La storia si basava su informazioni provenienti da fonte anonima (ma che sorpresa!) e sosteneva che l’hardware prodotto da Super Micro contenesse dei bug, supponendo inoltre che ciò andasse avanti già da diversi anni. I chip erano stati presumibilmente identificati da dipendenti Apple e Amazon e le autorità statunitensi stavano conducendo un’inchiesta dal 2015. E qui inizia la parte interessante . . .

Amazon ha smentito di aver trovato dei bug, mentre Tim Cook di Apple ha affermato che si trattava solo ed esclusivamente di falsità, chiedendo la ritrattazione dell’articolo. Da parte sua, Super Micro ha dichiarato di non aver ricevuto né alcun reclamo dai clienti né richieste da parte delle autorità. (Tutto ciò suona molto familiare!). Entro le 24 ore successive dalla pubblicazione dell’articolo, le azioni di Super Micro erano crollate del 60%. La società ha richiesto quindi l’intervento di una ditta esterna affinché conducesse un’inchiesta che, alla fine, non ha evidenziato alcuna prova a supporto delle accuse del giornalista. Bloomberg non si è di certo affrettato a porgere le sue scuse, sebbene abbia poi assegnato il compito di ulteriori ricerche in merito a un altro giornalista.

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Oh-oh Cyber News: infettare un amico, riavviare i Boeing, errori di non autenticazione e molto altro.

Ciao gente!

Ecco una nuova puntata della mia colonna Cyber News (quella in cui vi aggiorno di tutte le cose spaventose nel mondo digitale).

Da quando ho scritto l’ultimo post della colonna, si sono accumulate tante cose a cui è importante fare attenzione. Sì, gli “oh-oh” sono passati dall’essere un piccolo ruscello di montagna ad essere le cascate del Niagara. E stanno aumentando in maniera esponenziale…

Come veterano della protezione informatica, posso dirvi che in passato si parlò per quasi un anno dei cataclismi a livello mondiale. Adesso invece i messaggi sono come un salmone nella stagione della deposizione delle uova: sono troppi! Quindi molti non vale la pena menzionarli dal momento che diventano notizie vecchie ancor prima che si possa dire “over-DDoSe digitale”. “Ho sentito dire che l’altro giorno hanno hackerato la Mega-Corporation X e che hanno rubato tutto: anche il criceto del capo è stato portato via da un drone!”…

Ad ogni modo, dal momendo che i flusso di cyberscandali cresce velocemente, cresce anche il numero di scandali simili di cui vi parlerò a breve. In passato erano tre o quattro per post. Oggi sono sette!

Popcorn/caffè/birra a portata di mano? Partiamo…

1) Infetta un amico e sblocca i tuoi file gratuitamente

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Cyber-News: il futuro è arrivato e il malware è resuscitato

Come sempre per questa “colonna“, vi fornirò una raccolta delle notizie più recenti sulla sicurezza informatica, che magri non sono finite in prima pagina ma non per questo meno preoccupanti. E come sempre, si tratta per lo più di cattive notizie. Tuttavia, ci sono ancora delle ragioni per cui essere ottimisti, ma sono poche. Aiuto!

Notizia nº1: Il futuro è arrivato

Un fotogramma da Blade Runner

Un fotogramma da Blade Runner

A molti autori piace fantasticare su come saranno le cose nel futuro. Spesso, gli scrittori di fantascienza si inventano profonde riflessioni filosofiche sull’uomo e il suo posto nell’Universo. Ci sono i fratelli russi Strugatsky, c’è Philip K. Dick e c’è Arthur C. Clarke (più il suo “traduttore” sul grande schermo, Stanley Kubrick), per esempio. E molto spesso, questa profonda riflessione filosofica è piuttosto cupa e sinistra.

Altre volte, la riflessione è un po’ meno profonda e filosofica, ma non è meno probabile che un giorno si avveri: in effetti, lo è molto più frequentemente. Qui è dove intervengo io!

Dunque, nella prima decade di questo secolo, durante le mie presentazioni al vostro umile servitore piaceva raccontare divertenti storie “di terrore” su ciò che sarebbe potuto avvenire nel futuro. Esempio: una macchinetta per il caffè lancia un attacco DDoS contro il frigo, mentre il microonde trova i codici PIN di fabbrica dello spremitore così da poter mostrare testi pubblicitari sul suo display digitale.

Facciamo un balzo avanti di meno di un decennio e questa “fantascienza” sta diventando vera.

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Cyber-News: reattori nucleari infetti, cyber-rapinatori di banca e cyber-distruttori di dighe

Basta dare una rapida occhiata ai notiziari di questi giorni per desiderare un… contatore Geiger. Voglio dire, ultimamente alcune notizie sono davvero molto allarmanti. O sto reagendo in maniera eccessiva? Vediamo…

Notizia nº1: apocalisse evitata… per adesso

inews-1Foto per gentile concessione di Wikipedia

È stato riportato che il sistema informatico della centrale nucleare di Gundremmingen, nel distretto bavarese della Svevia (Germania sudoccidentale), proprio nel giorno del trentesimo anniversario del disastro di Chernobyl (!) è stato colpito da malware. Tuttavia, è stato anche riferito che non c’è niente di cui preoccuparsi, assolutamente nessun pericolo. Tutto ok, possiamo dormire sonni tranquilli, tutto è sotto controllo e il livello di allerta non potrebbe essere più basso.

Dopo aver tirato un respiro di sollievo ed esservi asciugati la fronte, continuate a leggere…

…e venite a conoscenza di qualche dettaglio in più sull’incidente. In effetti pare che sia tutto ok: il livello di radiazione di fondo, dopo tutto, non è salito, questo è l’importante, ovviamente. Giusto? Ma leggete ancora e…

E scoprirete che il sistema (non collegato a Internet) che è stato colpito risulta essere quello che controlla il movimento delle barre di combustibile nucleare. Fermatevi, strofinate gli occhi e leggete di nuovo, lentamente…

COSAAAAAAA?

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Cyber-notizie dal Lato Oscuro (e non): audace hacking di criptovalute, K diventa neuromorfo e come entrare in un data-center attraverso un… bagno!

Salve gente!

Per coloro che stanno ancora sudando in ufficio e che non sono ancora potuti partire per una seria vacanza di disintossicazione digitale, ecco a voi, per non farvi sentire in colpa, alcune succose iNews, ovvero racconti dark (e light) dal mondo cibernetico, e altre storie straordinarie e difficili da credere direttamento dal mondo della cybersecurity.

Cripto-decrepito

La comunità gamer ricorderà sicuramente come, questa primavera, Axie Infinity, il gioco online di criptovalute (forse più noto per la possibilità di scambiare le vincite virtuali a cambio di denaro reale), abbia subito uno dei più grandi furti di tutti i tempi. A quanto pare alcuni hacker nordcoreani si sono introdotti nella blockchain Ronin che controlla il gioco e hanno rubato circa 625 milioni di dollari (la cifra esatta varia a seconda delle fonti) dai conti degli utenti! L’incidente è passato inosservato per un certo periodo, mettendo in evidenza la vulnerabilità del sistema di sicurezza del gioco e mettendo a rischio anche la reputazione del suo sviluppatore, Sky Mavis. Oh, no, la mia fortuna è andata perduta! Ma aspettate, non è finita qui. C’è dell’altro…

All’inizio del mese si è saputo con precisione come gli hacker siano riusciti a penetrare nella blockchain. Siete seduti?!…

Alcuni mesi fa alcuni falsi dipendenti di una falsa azienda hanno inviato su LinkedIn informazioni su false offerte di lavoro ai dipendenti di Sky Mavis. Un developer senior di Axie Infinity ha deciso di candidarsi. Ha superato diversi colloqui (falsi) al termine dei quali gli è stato offerto uno stipendio e una serie di benefit (falsi) estremamente allettanti. In pratica, gli è stata fatta un’offerta che non poteva rifiutare.

L’offerta è giunta nella casella e-mail dello sviluppatore sotto forma di un documento pdf che il developer ha scaricato e aperto sul suo computer di lavoro. E così è come i cattivi sono riusciti a entrare nel sistema. Da quel momento in poi si trattava solo di mettere in pratica alcune tecniche: un programma di spionaggio si è infiltrato in Ronin, tramite il quale è stato possibile assumere il controllo di quattro dei nove validatori che proteggono la rete. L’accesso al quinto validatore (necessario per completare l’hackeraggio e quindi rubare tutto il denaro) è stato ottenuto dagli hacker tramite l’Axie Decentralized Autonomous Organization, un gruppo creato per supportare l’ecosistema di gioco. Risultato: bingo, jackpot!

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Cyber-illuminismo: come stanare efficacemente i lupi travestiti da agnelli, o non è mai troppo tardi per imparare

Salve gente!

Oggigiorno tutti sappiamo che Internet è pieno di malware di ogni tipo, da quelli primitivi di tipo amatoriale a quelli sofisticati più professionali; e negli ultimi tre mesi le cose sono addirittura peggiorate. Infatti, i cybercriminali stanno diventando sempre più audaci e i loro metodi sempre più avanzati e raffinati. Sebbene combattere i cyber-cattivi sia un’azione nobile e del tutto necessaria, prevenire è sempre meglio che curare.

In altre parole, essere in grado di riconoscere il “male informatico” per quello che è, e per tempo, è un compito di vitale importanza, e lo è ancora di più non solo quando si tratta di proteggere le aziende, ma soprattutto quando si tratta della protezione delle infrastrutture critiche, ovvero di quelle strutture che ci forniscono le condizioni di sicurezza, comodità e stabilità in cui vivere.

Per questo motivo, educare i dipendenti a individuare gli attacchi informatici alle reti aziendali è davvero importante. E sì, siamo i più grandi fan al mondo di questo “cyber-illuminismo”: organizziamo regolarmente corsi di formazione di tutti i tipi e formati, sia online (anche in tempo reale) che offline, il tutto sotto lo sguardo attento e premuroso dei nostri esperti.

Non molto tempo fa vi ho parlato in questo blog dei nostri programmi di formazione su come identificare i cyber-attacchi in base a una serie di caratteristiche possedute dai malware (potete leggere di più sulle regole YARA qui). Noi di Kaspesky però non stiamo mai fermi un secondo e ci aggiorniamo costantemente; ecco perché oggi voglio parlarvi del nostro nuovo corso che si è appena aggiunto al nostro portfolio di corsi di formazione online per esperti.

Ecco a voi, gentili lettori, il corso di formazione su come rispondere agli incidenti (del sistema operativo Windows, ransomware inclusi): il corso Kaspersky Windows Incident Response. In precedenza, questo corso esisteva solo in formato offline ed era il più popolare tra i nostri clienti; tuttavia, è destinato sia a team interni che agli esperti di sicurezza informatica indipendenti che desiderano approfondire ulteriormente le proprie conoscenze e aumentare le proprie qualifiche.

Secondo una recente ricerca, i top manager delle aziende (non IT) e anche i proprietari delle aziende sembrano sopravvalutare la loro capacità di affrontare i ransomware, soprattutto se non si sono mai imbattuti in questo genere di minacce. Invece, circa il 73% delle aziende non è in grado di affrontare un attacco ransomware, nemmeno con l’aiuto dei propri fornitori di servizi IT. Ebbene sì, sono davvero tanti!

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Una recensione sulle novità dell’anno scorso, e aspettatevi molto di più, nel 2022!

Il nuovo anno lavorativo è cominciato, naviga costantemente e con sicurezza come… un aereo di linea a lungo raggio che vola verso est. Fuori dalla finestra è sempre più luminoso: a Mosca la luce del giorno è aumentata di quasi un’ora rispetto a un mese fa; a New York di 40 minuti e a Reykjavik di più di due ore. Anche a Singapore c’è… un minuto di luce solare in più al giorno rispetto a un mese fa.

Tuttavia, l’anno 2021 semplicemente non mi molla! Prima c’è stata la mia recensione dell’anno (tutta positiva); poi c’è stata la recensione dei K-brevetti 2021 (tutta positiva). Un po’ più tardi ci sarà la recensione dei risultati aziendali/finanziari (tutti positivi:). E ora, qui, oggi, ho un’altra recensione per voi!…

Diverse recensioni di un solo anno? Se alcuni di voi ne hanno avuto abbastanza del 2021 e vogliono lasciarselo alle spalle, dimenticarlo, e andare avanti con questo anno, questo è per voi! ->

In realtà, è possibile scaricare il calendario da cui è tratta la foto di cui sopra, qui (e, in ogni caso, ciò di cui parla la foto di cui sopra è qui:).

Bene, torniamo alla quarta recensione del 2021…

E si dà il caso che sia, una recensione professionale, come: del prodotto e delle scoperte tecnologiche che abbiamo realizzato nel corso del nostro impegnatissimo 2021, e tutto in nome della protezione dal cyber-male. Ma prima, un po’ di storia del prodotto e della tecnologia…

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Uno spartiacque per la cyber-assicurazione (con un pagamento di 1,4 miliardi di dollari!)

Ciao ragazzi e ragazze!

È passato un po’ di tempo dalla mia ultima puntata di iNews, ossia, oh-oh cyber-news, ossia, cyber-racconti dal lato oscuro, quindi eccomi a ravvivare la serie, torno in pista con i punti salienti delle cyber-meraviglie di cui potreste non aver sentito parlare dalle vostre solite fonti di notizie…

In questa puntata, vi porto solo un articolo di iNews per voi, ma è abbastanza: un articolo in più avrebbe potuto annacquare il significato di questo (e non sarebbe appropriato essendoci ‘spartiacque’ nel titolo:).

Brevemente sulle iNews: dopo un lungo procedimento legale negli Stati Uniti, un tribunale si è pronunciato a favore della grande azienda farmaceutica Merck contro il suo assicuratore per un pagamento di 1,4 miliardi di dollari (!!) per coprire i danni che Merck ha subito per le mani sporche di NotPetya (alias ExPetr o semplicemente Petya) nel 2017.

Torniamo velocemente indietro al 2017…

Nel giugno di quell’anno, all’improvviso un worm crittografico particolarmente cattivo e tecnologicamente avanzato, NotPetya, è apparso e si è diffuso a macchia d’olio. Inizialmente ha preso di mira l’Ucraina, dove ha attaccato le vittime attraverso un popolare software di contabilità, colpendo banche, siti governativi, l’aeroporto di Kharkov, i sistemi di monitoraggio della centrale nucleare di Chernobyl (!!!), e così via. In seguito, l’epidemia si è diffusa in Russia, e poi in tutto il mondo. Molte fonti autorevoli ritengono che NotPetya sia stato il più distruttivo attacco informatico di sempre. Il che sembra giusto se si conta il numero di aziende attaccate (dozzine delle quali hanno perso centinaia di milioni di dollari ciascuna), mentre il danno complessivo all’economia mondiale è stato stimato in almeno 10 miliardi di dollari!

Una delle vittime più notevoli del cyberattacco globale è stato il gigante farmaceutico statunitense Merck. È stato riferito che 15.000 dei suoi computer sono stati colpiti entro 90 secondi (!) dall’inizio dell’infezione, mentre il suo centro dati di backup (che era collegato alla rete principale), è stato perso quasi istantaneamente.

Alla fine dell’attacco Merck aveva perso circa 30.000 workstation e 7.500 server. Ci sono voluti mesi per ripulire l’attacco, ed un costo di ~1,4 miliardi di dollari. Merck ha anche dovuto prendere in prestito vaccini da fonti esterne per una somma di 250 milioni di dollari a causa delle interruzioni causate alle sue operazioni di produzione.

Ok, sto andando fuori strada. Ora la parte più succosa…
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Un cambio di prospettiva per la sicurezza industriale: immunizzare le aziende

Dieci anni sono un tempo lungo nella cybersecurity. Se avessimo potuto vedere nel futuro di una decina di anni, nel 2011, e capire quanto lontano sarebbero arrivate le tecnologie di cybersecurity entro il 2022, probabilmente nessuno ci avrebbe creduto. Me compreso! Paradigmi, teorie, pratiche, prodotti (anti-virus, che cosa?:), tutto è stato trasformato e progredito oltre il riconoscimento.

Allo stesso tempo, non importa quanto siamo progrediti, e nonostante le vuote promesse di miracoli dell’intelligenza artificiale e altri assortimenti di quasi-cybersecurity hype, oggi siamo ancora di fronte agli stessi, classici problemi che avevamo 10 anni fa nella cybersicurezza industriale:

Come proteggere i dati da occhi estranei e da modifiche non autorizzate, preservando al contempo la continuità dei processi aziendali?

In effetti, proteggere la riservatezza, l’integrità e l’accessibilità costituiscono ancora la fatica quotidiana della maggior parte dei professionisti della cybersecurity.

Non importa dove vada, il ‘digitale’ porta sempre con sé gli stessi fondamentali problemi. E anche il ‘digitalizzarsi’ perché i vantaggi sono così evidenti. Anche campi apparentemente conservatori come la costruzione di macchine industriali, la raffinazione del petrolio, i trasporti o l’energia sono stati pesantemente digitalizzati già da anni. Tutto bene, ma è tutto sicuro?

Con il digitale, l’efficacia del business cresce a passi da gigante. D’altra parte, tutto ciò che è digitale può essere (e viene) violato, e ci sono moltissimi esempi di questo nel campo industriale. C’è una grande tentazione di abbracciare completamente tutto ciò che è digitale, per raccogliere tutti i suoi benefici; tuttavia, deve essere fatto in un modo che non sia agonizzante e doloroso (leggi, con i processi aziendali che vengono interrotti). Ed è qui che il nostro nuovo (quasi) speciale antidolorifico può aiutare: il nostro KISG 100 (Kaspersky IoT Secure Gateway).

Questo piccolo dispositivo (RRP, un po’ più di €1000) è installato tra l’attrezzatura industriale (ulteriormente ‘macchinari’) e il server che riceve vari segnali da questa attrezzatura. I dati in questi segnali variano, sulla produttività, i guasti del sistema, l’uso delle risorse, i livelli di vibrazione, le misurazioni delle emissioni di CO2/NOx, e molti altri, e sono tutti necessari per avere un quadro generale del processo di produzione e per essere in grado di prendere decisioni aziendali ben informate e ragionate.

Come puoi vedere, il dispositivo è piccolo, ma sicuramente è anche potente. Una funzionalità cruciale è che permette di trasferire solo i dati “consentiti”. Permette anche la trasmissione dei dati rigorosamente in una sola direzione. Così, KISG 100 può intercettare un grande insieme di attacchi: man-in-the-middle, man-in-the-cloud, attacchi DDoS, e molte altre minacce basate su internet che continuano ad arrivare in questi tempi digitali “ruggenti”.
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Conferenze online in stile cinese (e superstizione pionieristica-tecnologica)

Normalmente, il mio programma di lavoro è composto da ogni sorta di incontri, interviste, partecipazione a fiere, interventi e conferenze in tutto il mondo. Di norma è così, ma quest’anno le cose sono cambiate.

Alcuni degli eventi a cui partecipo sono occasionali. Altri sono abituali, a cadenza per lo più annuale, ma a cui partecipo solo una volta ogni tanto. Infine, ci sono degli eventi che considero assolutamente imperdibili. Uno di questi, che si tiene ogni autunno o verso l’inizio dell’inverno, è la World Internet Conference di Wuzhen, organizzata dalla Cyberspace Administration of China, alla quale partecipo ogni anno (o per lo meno fino al 2019, dal 2015), appena un anno dopo la sua “inaugurazione”, l’anno precedente. Quest’anno, ahimè, non ci potrà essere il tradizionale viaggio nella Cina orientale; tuttavia, come nostra filosofia, non poter essere presente di persona non significa che un grande e importante evento non possa svolgersi. Il che è un’ottima notizia, perché significa che posso ancora condividere le mie idee con i principali protagonisti di Internet in Cina, i regolatori statali, i capi delle province e degli istituti di sviluppo regionale, e anche i capi delle grandi aziende cinesi di tecnologia. Il tutto da un grande schermo, forse il più grande che io abbia mai visto!

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