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È arrivato l’elefante

Ciao a tutti!

Il nostro elefante verde è arrivato a casa!

Elephant de TriompheOcchi spagnoli, cielo di Mosca

Purtroppo non sono a Mosca e non sono potuto essere testimone degli ultimi e traballanti metri che il nostro elefante verde smeraldo (di speranza) ha percorso da Chelsea al nostro ufficio. Comunque, molti impiegati di Kaspersky Lab hanno assistito all’arrivo dell’aquila elefante e ho chiesto a due di loro le loro impressioni. Hanno fatto un sacco di foto (ve le mostrerò subito). Però, che rabbia!! Non posso aspettare il mio ritorno a Mosca, non vedo l’ora di abbracciare il nuovo membro di Kaspersky Lab.

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Un elefante verde nella stanza

Ciao a tutti!

Vi ho già parlato alcune settimane fa della mia passeggiata per West End a Londra; su consiglio di un mio amico collezionista d’arte, ci siamo recati anche a New Bond Street, dove si trovano le più antiche e rinomate case d’asta della capitale inglese. Direi che il tempismo è stato perfetto, dal momento che qualche giorno prima avevo visitato la Tate Modern Gallery e mi sembrava di essere un bambino in un negozio di giocattoli; volevo a tutti i costi un piccolo Rothko o comunque un pezzo d’arte moderna stupefacente e originale per l’ufficio. Si tratta di un desiderio piuttosto inusuale per me, perché non sono un tipo a cui piace ostentare.

Ma poi l’ho visto… era lì, bello, scintillante, verde… un elefante! Con un angelo dorato sulla schiena che suona una tromba. È grande, elegante, in bronzo. La scultura trasmette un messaggio d’augurio per il futuro, “un futuro promettente e pieno di fortuna”! Si tratta di un’opera d’arte bella da ammirare, è gradevole alla vista, a differenza di altri pezzi della Tate Gallery. È stato un vero e proprio colpo di fulmine.

Devo dire che è stato il suo colore ad attirare subito la mia attenzione: un bel verde british Kaspersky Lab! Sono anni che utilizziamo questo colore per identificare il nostro marchio: confezione dei prodotti, logo, font, mascotte… persino l’arredamento dei nostri uffici sparsi per il mondo è verde! C’è anche un altro fattore che mi ha fatto propendere proprio per questo pezzo: l’artista che l’ha creato è un pittore e scultore surrealista che ho sempre apprezzato per il suo stile unico e inconfondibile. Durante tutti questi anni ho avuto l’occasione di ammirare molte sue opere sparse per il mondo, soprattutto ho visitato i musei che gli sono stati dedicati in Catalogna e in Florida. Ancora non avete capito di chi sto parlando?

Per farla breve, l’equazione dei pensieri che ho avuto la prima volta che ho visto questo bizzarro elefante verde alcune settimane fa è stata la seguente:

Verde KL + bellezza estetica + artista geniale di cui sono un vero fan + futuro splendente e luminoso annunciato dalla tromba = deve essere mio!

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Tutti sulla stessa barca, ma rimanendo da remoto

Ciao a tutti!

Come saprete di solito scrivo di cose divertenti come i viaggi, ma oggi credo davvero di dover toccare un argomento di lavoro. Non farlo sarebbe come… non notare l’enorme elefante (verde) nella stanza. E noi non vogliamo far finta di nulla…

Ecco cosa intendo:

L’azienda che casualmente ha il mio stesso nome ora lavora quasi completamente a distanza. Non che questo influisca negativamente su qualcosa: tutti i servizi stanno funzionando bene come al solito, stiamo ancora dando la caccia, e catturando, criminali informatici, i nostri prodotti in tutto il mondo sui computer di casa e nelle aziende stanno fornendo protezione 24 ore su 24 come sempre, e gli aggiornamenti vengono inviati con la stessa regolarità di sempre. In altre parole, è tutto come al solito, solo… con una differenza. Continua a leggere:Tutti sulla stessa barca, ma rimanendo da remoto

Presentando il KasBar

Ciao a tutti!

Ahh, luglio! Ci sono sempre cose da fare a KL prima della pausa d’agosto, quando molti di noi entrano in ferie, incluso io! Abbiamo festeggiato il nostro compleanno e adesso stanno avvenendo molte cose in azienda, ma non parlerò di questo adesso. Parliamo dell’ultimo evento di luglio: l’inaugurazione (finalmente!) del ristorante aziendale nella nostra sede! Si chiama BarKas. Sì. Il “bar” di “Kaspersky”. Abbiamo deciso di chiamarlo “bar“, sebbene sia più un ristorante, perché rappresenta il vero spirito di KL, informale e rilassato, come un bar, ma più bello.

L’abbiamo chiamato così anche perché “Ristorante-Kas” non era molto adeguato. Inoltre, è un nome curioso perché in russo la parola “barkas” significa pedalò. “È perfetto” abbiamo pensato :).

 I “beta test” del pedalò sono stati a marzo di quest’anno. Proprio qualche giorno fa sono state aperte le porte al pubblico (non si tratta solo di una specie di mensa per gli impiegati di KL), e credo che siamo inclusi anche noi (quindi abbiamo deciso di fare degli “alfa test”)…

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Superjet, pesca e snooker

L’altro giorno ho volato per la prima volta su un Sukhoi Superjet 100! Ecco il mio breve resoconto.

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Beh, è andata… bene. Un aereo di linea convenzionale. Piccolo, energico. Decolla rapidamente e prende quota ancor più rapidamente, in maniera precipitosa.

Non appena ci siamo imbarcati e l’aereo era ancora fermo, gli ingegneri hanno deciso di aprire uno dei motori. Niente di nuovo per me, a volte succede. Ma alcuni degli altri passeggeri, meno “navigati”, a sentirli erano più che preoccupati!

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Che altro? È un aereo rumoroso. I motori rombano forte, non come quelli di un Boeing o di un Airbus. No, non è solo un rombo: è come se un enorme trapano stesse perforando le zanne di un elefante gigantesco! E poi ci sono i rumori di pompe, ventilatori e altri dispositivi meccanici aerei. Mi ricorda un vecchio Tu-154! No, non era così male: il superjet è molto più silenzioso e confortevole.

Un particolare che mancava (in business class) era la presa elettrica. Ho guardato con attenzione, ma niente. Ad ogni modo, forse non è così necessaria per i passeggeri su un volo che non va poi così lontano.

Comunque, dov’eravamo diretti su questo superjet? Vi lascio un indizio nelle foto:

Siamo andati in Lettonia al Kaspersky Riga Masters, l’annuale torneo professionistico di snooker, giunto alla terza edizione, e che di cui siamo sponsor per il terzo anno.

Ahhh, lo snooker. A mio modesto parere, il più divertente di tutti i tipi di biliardo, quando è in tv. Ma quando lo si vede dal vivo, è persino 100 volte meglio!

Ecco qui dei link su YouTube ad alcune partite a Riga, e qui il sito ufficiale del torneo con i risultati, compreso quello dell’inaspettato campione australiano Neil Robertson.

E durante gli intervalli si può… andare a pesca!

Adesso, proprio come “Non sono uno specialista, non sono uno studioso di storia antica, archeologia e scavi“, non sono neanche un pescatore esperto. Tuttavia, mettetemi vicino a un fiume o a un lago o al mare e datemi una canna e delle esche, e sarò sempre disponibile per un po’ di pesca, perfino per la traina! Specialmente quando il clima è ideale, il cielo è limpido e non c’è assolutamente vento, come è stato in Lituania, per cui siamo andati.

Non ho mai visto un mare così calmo. Perfezione perfetta!

Anche la temperatura era quasi perfetta: diversi dispositivi hanno confermato i 21 gradi Celsius! Sul Mar Baltico (Brrr!)! A giugno! E io che credevo alla legenda che il Baltico fosse sempre piovoso e fosco. :).

Con quel tempo ce la siamo passata alla grande, ma il pesce? Naaah. Niente. Erano troppo occupati sul fondale, sui loro lettini sotto gli ombrelloni, sorseggiando cocktails. Non erano affatto interessati ai pesciolini o ad altre esche che gli gettavamo in mare. Pesca fallita.

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Oh, ebbene: la pesca non ha avuto successo? C’è solo una cosa da fare: tuffarsi!

Ok, per quanto riguarda la pesca, o la sua mancanza, è tutto. Ma domani vi dirò di più sullo snooker, gente!

Decapottabile catalana

Un’altra regional partner conference finita! Ne abbiamo molte durante tutto l’anno: Nord d’America (quest’anno a Cancun), America Latina (in Bolivia, ma quest’anno non sono potuto essere presente purtroppo) e l’APAC (proprio la settimana scorsa, in Vietnam). C’è anche in programma una conferenza sui “Mercati Emergenti” ed è proprio quella che si è appena conclusa, a Barcellona, e includeva diversi paesi dell’America Latina (sì, sono proprio fortunati, hanno ben due conferenze all’anno), dell’Est d’Europa, del Medio Oriente e dell’Africa.

Come sempre, è stato “come sempre”: meeting, presentazioni, tavole rotonde, trattative e così via. Ma non è mancato un po’ di divertimento: la cena di gala, questa volta nel Museo Marittimo. Un posto fantastico, per un altrettanto fantastico buffet serale.

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SAFARI!

Solo due settimane in Tasmania durante la pausa di Capodanno, ma taaaaante impressioni! E voi, cari lettori del blog, ne conoscete soltanto la metà.

Dopo essere scesi dal Kilimangiaro alle pianure, prima che avessimo il tempo di proferire la parola “acclimatamento”, siamo stati condotti in fretta e furia a… un safari africano!

Al principio, il significato coloniale del termine “safari” era “andare a sparare ad animali selvaggi in Africa”, non necessariamente per poi mangiarli o neanche usare a qualche scopo le loro pelli. Proprio come se fosse un tiro a segno, ma con bersagli vivi. Il tempo è trascorso e le usanze sono cambiate in meglio, e adesso il termine significa “osservare gli animali selvaggi in Africa (da un’auto o una jeep)” e scattargli foto in tutte le loro pose spontanee.


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La mia nuova Top 20 delle città

Ciao a tutti!

Come vi avevo accennato in precedenza, ecco la mia nuova lista delle 20 città del mondo a mio parere più belle. In questo post descriverò brevemente e allegherò alcune foto delle 20 città o agglomerati urbani più interessanti, a volte si tratta solo di quartieri, a volte città intere che consiglio di visitare. Inutile specificare che sono stato in tutte e 20, in alcune molte volte, cosa che non accade per alcuni posti che sono nel mio elenco principale dei 100 posti al mondo da visitare.

Ma prima di tutto precisiamo: come sono state formate la Top 100  e la Top 20?

Innanzitutto basandomi su ciò che hanno visto i miei occhi e le sensazioni che ho vissuto. Ho la fortuna di svolgere un lavoro che mi porta a viaggiare per sei mesi l’anno. Il lavoro prima di tutto, ma perché non mischiare un po’ dovere e piacere? Infatti, perché no.

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In secondo luogo, in varie parti del mondo ho incontrato e ho avuto occasione di parlare con tantissime persone diverse: dipendenti dell’azienda, partner, clienti, giornalisti, polizia informatica e a volte anche ministri e cancellieri! Ovviamente, quando ci si trova a parlare non solo per pochi minuti, la conversazione si sposta per forza di cose su argomenti esuli dal lavoro, come affari internazionali (troppa politica per i miei gusti) oppure, se sono io a intavolare il discorso, parte la domanda: “cosa mi consiglia di visitare da queste parti?”. Grazie proprio a questa domanda mi si sono aperte delle meraviglie del mondo incredibili, alcune conosciute altre meno, varie sonopresenti in molte degli elenchi che periodicamente redigo. Faccio l’esempio delle formazoni rocciose colorate in Cina, di Kimberley in Australia e delle scogliere di Moher in Irlanda.

In terzo luogo, ci sono luoghi rinomati che non hanno bisogno di raccomandazioni. Parlo del Grand Canyon, del Taj-Mahal e delle cascate Vittoria. Fanno parte dell’elenco delle destinazioni prioritarie (arriverà presto anche questa), elenco che richiede (dal mio punto di vista) una consultazione obbligatoria da parte di tutti! 🙂

In quarto luogo (se si può dire), spesso amici e colleghi ritornano da un viaggio in qualche luogo remoto/sconosciuto/oscuro che hanno appena “scoperto” e non posso fare altro che ascoltarli mentre parlano di questi posti meravigliosi. Esempi: il Kilimanjaro, le Curili o i tempi buddisti nelle giungle del sud-est asiatico.

In quinto luogo, spesso sono venuto a conoscenza di luoghi interessanti da visitare grazie alla sezione commenti presente alla fine di ogni mio post. Ringrazio calorosamente tutti quelli che hanno scritto le loro raccomandazioni! Grazie ai consigli dei lettori ho visitato gli archi e le rocce in Utah, la Bonneville Salt Flats, il Canyon Antelope e le rocce del parco nazionale cinese di Zhangjiajie.

E poi sin dall’infanzia ho ascoltato tanti racconti meravigliosi su Kamchatka e Altaj che non mi sarei potuto mai perdere questi posti.

Grazie a tutto ciò ho accumulato nomi su nomi di posti in tutto il mondo da visitare, superando ben oltre le 100 destinazioni. Come sono arrivato alla cifra tonda di 100? Ho selezionato quelli che per me sono i posti davvero più belli o unici; lo specifico ancora una volta, un criterio totalmente soggettivo.

Alcune persone preferiscono alberi nei parchi o fiori nei giardini invece di vulcani e geyser. Altri prendono in considerazione solo lussi e cibi sopraffini. Ad altri ancora tutto questo lascia indifferenti e si entusiasmano con montagne e ghiacciai. Come si suol dire, i gusti sono gusti e in questo non entro (e consiglio anche a voi di non farlo). Perché non create un vostro elenco dei 100 (o 20 o 50) luoghi da visitare e si scambiamo le nostre impressioni?

Torniamo ai miei oltre 100 posti: per non fare torto a nessuno ho creato due elenchi. Creando una lista a parte delle “20 città da vedere nel mondo”, ho guadagnato spazio per la mia Top 100, che si è concentrata unicamente sulle bellezze storiche e naturali.

Riassumendo, in questo post parlerò delle mie 20 città preferite. Nei post successivi della serie “top”, farò una suddivisione per aree geografiche: Americhe, Europa e così via.

E dopo questa spiegazione colossale, ecco le mie “20 città da vedere nel mondo”. Ta daaaa!

Innanzitutto, riuscite a individuarle tutte in questo collage di foto?

Nota: si può cliccare sulla foto.

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Il mio 2014: una corsa, un salto e la terra è nostra

Mancano pochi giorni alla fine dell’anno e così, prendendo spunto dal titolo di una nota canzone degli The Smith (Rush And A Push And The Land Is Ours, che più o meno potremmo tradurre con “una corsa, un salto e la terra è nostra”) ho pensato fosse giunto il momento di tirare le somme su questo 2014 che sta per finire. Ma prima di tutto voglio augurare a tutti Felice Anno Nuovo: vi auguro il meglio per questo 2015 che sta per arrivare!

Ed ora cosa, quando, dove, come, perché e tutto il resto…

Un po’ di geografia prima di tutto

Tre anni fa mi è venuto in mente di stilare una lista con quelli che secondo me sono i 100 posti al mondo da non perdere (su cui poi ho scritto il post a cui rimanda il link), una lista di quelli che personalmente ritengo i luoghi più belli al mondo. Non sono ancora stato in tutti i posti che menziono, molti sono ancora “da vedere”. Ma mi emoziona l’idea che ci siano ancora posti “da vedere” all’interno della mia lista dato che continuo a spuntarne continuamente (normalmente durante i viaggi d’affari, anche se è difficile cerco sempre di prendere due piccioni con una fava).

Nel 2014, sei nuovi posti sono stati eliminati dalla lista dei luoghi “da vedere”:

– la Patagonia;
– la grande isola di Hawaii (maggiori informazioni qui e qui);
– i Fiordi norvegesi;
– le isole Curili;
– i tunnel di Gerusalemme;
Katmandu, Nepal.

Che altri luoghi ho visitato che non erano inclusi nella Top 100?

Quattro posti fantastici:

– le scogliere dell’Irlanda dell’ovest (maggiori in informazioni qui e qui);
– le scogliere del sud del Portogallo;
– Monaco e Monte Carlo;
– il monte Fuji (di nuovo).

Le coste irlandesi dovevano essere incluse nella Top 100, ma per poterle includere bisognava eliminarne qualche altro luogo. Ma quale? Non è facile…

Qui invece alcuni degli eventi e avvenimenti più interessanti del 2014, quasi tutti lontani dalle esotiche località incluse nella mia Top 100:

– l’incontro con Angela Merkel;
– l’acquisto di un elefante;
– il lancio dello spacecraft Soyuz a Baikonur;
– provare l’assenza di gravità;
– andare in onda sul principale canale televisivo giapponese;
– il nostro ufficio nominato “Best Office in Moscow – 2014”.

Il marchio EK

Sono anni che esercito il ruolo di PR di Kaspersky Lab, ma quest’anno è stato un anno particolarmente intenso…

– più di 50 interviste in diretta di alto livello
– più di 40 presentazioni;
– 30 conferenze stampa;
– 3 sessioni fotografiche.

I dati e gli eventi appena descritti ci offrono il seguente quadro:

– 95 voli, 375 ore di volo;
– 45 nuove città (forse qualcuna in più dato che alcune sono state solo di passaggio);
– 3 nuovi paesi: Kazakistan, Nepal e Lussemburgo.

Se trasferiamo tutti i dati su di una mappa, ecco il risultato. I punti rossi sono i viaggi di lavoro, mentre quelli verdi i viaggi di piacere/turismo:

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“KLub”, il club dei bimbi di Kaspersky Lab

Prima di iniziare a parlare del nostro evento, torniamo un attimo indietro nel tempo, alla fine degli anni novanta, quando uno dei nostri dipendenti ha avuto il suo primo figlio. Per festeggiare ho fatto un brindisi che diceva più o meno: “abbiamo iniziato a moltiplicarci come virus”.

La scorsa settimana, circa 200 bambini, figli degli impiegati di Kaspersky Lab, sono venuti a farci visita con i loro genitori per scoprire finalmente qual è il luogo che “rapisce” i loro genitori ogni giorno.

Abbiamo sempre incentivato i nostri impiegati ad avere bambini – e questo è il risultato spertao. Più siamo, meglio è, dico io. Noi di Kaspersky Lab siamo amici dei bambini e delle famiglie – soprattutto dei bimbi. È divertente osservare come si è evoluto il servizio e l’appoggio che offriamo alle famiglie: all’inizio non appena un bambino varcava la soglia dei nostri uffici, tutti noi ci avviciniamo al piccolo/a e lo ricoprivamo di attenzioni. Un paio di anni dopo, dato che la tendenza non accennava a diminuire, ogni volta che nasceva un bambino, facevamo una colletta per comprare un regalo alla nuova mamma o al nuovo babbo. Poi, quando la frequenza aumentò da Hz a kHz, davamo l’annuncio e ci congratulavamo pubblicamente. Sì, lo so, è poco. Ma che dovevamo fare. Avevamo un mondo da salvare!

Non conosco il numero esatto dei pargoletti di Kaspersky Lab, ma vi assicuro che sono un sacco! Pensando a loro, e approfittando della Giornata Internazionale della Salvaguardia dei Bambini tenutasi in Russia e in molti altri paesi all’inizio di giugno, abbiamo organizzato una grande festa presso il nostro ufficio. Circa 200 bambini, figli dei nostri impiegati, sono venuti “al lavoro” con le loro mamme e i loro papà, per poter vedere con i propri occhi il luogo in cui ogni giorno i loro genitori “scompaiono”. Durante la giornata i bambini hanno potuto giocare, dipingere, mangiare, andare sui trampoli e un sacco di altre attività divertenti.

KL Kid KLub Continua a leggere:“KLub”, il club dei bimbi di Kaspersky Lab