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Il panopticon dei brevetti di Darwin – parte 3

L’ingenuità umana non smette mai di sorprenderci, di lasciarci senza parole e/o di farci ridere. Voglio dire, guardate un po’ qua:

No, sul serio. Questo è il disegno principale del brevetto americano di una “macchina manovrabile a mano che dà calci sul sedere”:

Ma aspettate, è ancor meglio quando viene descritta a parole!

“La macchina che dà calci è molto facile da usare dal momento che il numero di ripetizioni dei calci, il tipo di ripetizioni, la velocità dell’operazione, l’ampiezza o l’altezza dei calci, la loro forza, l’impatto e l’energia del calcio sono tutti controllati dall’utente o dall’operatore. Quest’invenzione è una macchina nuova, innovativa e unica con molteplici utilizzi che spaziano dal divertimento alla raccolta fondi, dalla motivazione alla disciplina. Gli obiettivi di quest’invenzione sono tanti, inclusi (ma non solo) il teambuilding e l’autoterapia, è una macchina che può ispirare creatività e può essere anche usata come un modello per i futuri dispositivi e per opere d’arte”.

Ad ogni modo, sembra ci sia un intero settore industriale (beh, quasi) dedicato a somministrare calci ben assestati sul posteriore. Ecco un altro dispositivo automatico tira calci che ho trovato nel database dei brevetti (cercate e troverete) 😉

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Il panopticon dei brevetti di Darwin – parte 2

Il “panorama” dei brevetti dei diversi paesi può essere stranamente molto diverso, dal momento che le invenzioni di ogni paese hanno un “retrogusto” specifico.

Ad esempio, i brevetti americani sono spesso caratterizzati dalla loro praticità, con l’inclinazione ad essere a volte molto funzionali e con un’attenzione pedante ai dettagli. Potete verificare tutto questo nel mio post La Top-5 assolutamente soggettiva dei brevetti più [inserire il termine appropriato] di sempre :).

Gli inventori russi, invece, sono caratterizzati dalla loro ambizione (a volte anche fino al punto di avere un desiderio “cosmico” di provare a cambiare il mondo, i pianeti, l’universo; ma “cosmico” anche nel senso che le loro invenzioni possono essere “matte da legare”). Volete conferme? Ok, vi convincerò con un’altra Top 5 (questa volta però si tratta di brevetti russi)…

Iniziamo…

La Top-5 assolutamente soggettiva dei brevetti russi più [inserire il termine appropriato] di sempre!

N. 5: Santi Numi!

Brevetto russo numero 2013144180: “Un metodo per accertarsi della sopravvivenza dell’Homo Sapiens e della conservazione del patrimonio genetico degli organismi viventi sul pianeta Terra in caso di alluvioni nel mondo, di glaciazione globale o di altre catastrofi naturali improvvise“. Oh mamma mia!

Credete che il titolo del brevetto sia lungo? Aspettate di sentire questo: il riassunto nella prima pagina dell’applicazione è di una sola riga che contiene 1182 lettere! Capisco bene gli avvocati brevettisti russi che devono provare a capire quello di cui *)&%^(+#!@! sta parlando l’autore. Voglio dire, di questo brevetto (magari vi siete dimenticati quello di cui parlava la prima parte, quindi fermatevi e rileggetelo ancora, e ancora, e appuntatevelo per non perdere il filo). L’ho letto cinque volte e adesso posso esprimere l’essenza dell’invenzione in quattro parole: un’arca simile ad una matrioska :).

Il dispositivo deve essere riempito con microorganismi, semi, animali, tre Homo Sapiens e altre “risorse genetiche” e installate in cima alla montagna più alta del mondo in un luogo sicuro.

Ma cosa succederebbe se gli elementi fossero veramente di cattivo umore e se anche le montagne si allagassero? Beh, allora si getterebbe dall’arca un gommone gonfiabile per navigare sulla superficie dell’acqua fino a quando il livello dell’acqua diminuisca. Sembra che avessero pensato proprio a tutto.

PS. Citazione: “e dopo il consolidamento delle condizioni di vita sulla superficie della terra, i membri della squadra scenderebbero dalla montagna e inizierebbe una nuova era di rinnovo della vita sulla Terra“.

PS2: La Rospatent (l’Istituto Federale russo della Proprietà Intellettuale) non ha perso tempo a cestinare questa applicazione: si è reso conto del troll e l’ha rifiutata perchè non si trattava assolutamente di un’invenzione. Ero abbastanza sorpreso del fatto che non si fosse data come motivazione lo stato dell’arte in riferimento alla Bibbia. 😉

N. 4: devo smettere di fumare non solo tabacco.

“Se volevate smettere di fumare ma qualcosa vi ha sempre impedito di farlo… adesso niente vi può ostacolare! Questo brevetto RU2231371 in poche parole.

Sono sicuro del fatto che né io, né nessun altro al mondo (incluso gli autori!) sappia cosa diavolo sia questo brevetto, quindi, citerò semplicemente il testo in modo tale che possiate vedere con cosa abbiamo a che fare!

I contenuti di una boccetta di soluzione di cloruro di calcio dopo aver fumato l’ultima sigaretta sono versati in un contenitore con una soluzione acquosa di fumo di tabacco; dopo il quinto o il sesto giorno in cui si è smesso di fumare, il dottore conduce una sessione finale di auto riabilitazione e invece del contenitore ‘acqua della vita’ il paziente utilizza nella sessione finale un terzo contenitore, denominato ‘Parola’, con una boccetta di 10ml di soluzione di diossina all’1%. La formula di autosuggestione viene sostituita con la formula di una promessa: ‘Ho smesso di fumare’. Dopo la sessione finale, il paziente effettua un rituale di autocodifica, per il quale si utilizzano 50ml di soluzione acquosa di fumo di tabacco e cloruro di calcio, nella quale viene versata la soluzione di diossina dalla boccetta…

Sul serio?

Voglio dire, cosa si sono fumati? Dove è stata scritta questa cosa? In un bar di Amsterdam? In Colorado? O forse la totale incoerenza è un effetto collaterale del fatto che si è smesso di fumare utilizzando questo metodo? Beh, non importa: il brevetto è scaduto dal momento che la tassa statale non è stata pagata (“Amico, hai pagato la tassa?” “Tassa? Quale tassa, amico? Non voglio un tè, voglio un espresso”).

N. 3: macchina del concime!

Cosa non si può fare in un carro armato? Molte cose! È più facile pensare a quello che si può fare ed escludere il resto.

Quindi, cosa succederebbe se doveste utilizzare… il bagno? Voglio dire, dovete proprio andare e non potete aspettare? Beh, potete uscire dal carro armato qualche minuto, no?

Il brevetto RU2399858 vi offre un modo per “rimuovere gli scarti delle funzioni vitali da un carro armato attraverso un’installazione d’artiglieria“! Ed ecco la cosa più importante: senza la depressurizzazione del carro armato!

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Il Panopticon dei brevetti di Darwin

I lettori abituali avranno notato che ultimamente non ho inveito e protestato per i patent troll. Va tutto bene sul fronte dei troll: hanno smesso di essere troll e hanno iniziato a fare qualcosa di utile e onesto? Avete indovinato: no. Sfortunatamente, ogni giorno si possono leggere storie sulle loro vergognose bravate se guardate nel posto giusto. Per i troll si tratta del lavoro di sempre; non è un titolo da prima pagina.

A volte si hanno loro notizie (almeno, noi le abbiamo): proprio l’altro giorno abbiamo ricevuto una causa da WETRO LAN per una presunta infrazione di un brevetto sulla filtrazione dei pacchetti di dati, o per essere più precisi, un firewall. COSA?

Dicono se si possa brevettare un dispositivo ampiamente conosciuto e utilizzato universalmente e che è stato inventato più di un decennio fa. Nel caso in cui ve lo siate persi: la tecnologia esisteva molti anni PRIMA che apparisse questo brevetto! E adesso vogliono farci pagare una tassa per utilizzare la loro tecnologia brevettata! Aspettate…COSA?!

Sì, ecco cosa stanno facendo: dal 2015 hanno fatto causa a oltre 60 aziende, molte delle quali avevano sviluppato firewall molto tempo prima che esistesse il brevetto. Ma il settore industriale sta prendendo bene le cause; chiama anche il brevetto Stupido brevetto del mese.

Altrettanto assurdo è prenderci di mira con una richiesta del genere. Non siamo decisamente “facili prede” per un attacco, dal momento che non cediamo e non ci arrendiamo ai patent troll. E non abbiamo mai trovato un accordo fuori dal tribunale (dal momento che non c’è niente da sistemare dato che non abbiamo fatto nulla). L’unica cosa che facciamo è rispondere al fuoco di tanto in tanto. Beh, perché no? I loro brevetti prima o poi non saranno più validi (quindi battiamo il ferro finchè ce n’è uno). E comunque vada, continueremo a combattere per una giusta causa (fino all’ultimo proiettile: il loro).

Ma tutti questi discorsi di guerra (non importa quanto siano necessari) rovinano il nostro umore. Quindi, per sdrammatizzare ed essere positivi ed ottimisti, ho deciso di togliere la polvere dagli archivi e mettere insieme una raccolta dei brevetti più strani, pazzi e più paradossali di sempre. Se non altro, saprete dove potrebbero perseguitarvi in futuro per una “grave violazione del diritto dei brevetti” :).

Ok, iniziamo…

La Top-5 assolutamente soggettiva dei brevetti più [inserire il termine appropriato] di sempre

N. 5: La ghigliottina (il rimedio migliore per un mal di testa).

L’estate calda e soleggiata ha il suo lato negativo. Ovviamente l’estate dovrebbe essere spiagge, piña coladas e costumi da bagno, ma per quello bisogna essere in forma. Ma come si fa ad essere in forma dopo l’autunno, l’inverno e la primavera piena di abbuffate no stop di cibo altamente calorico? È impossibile! Beh, sarebbe possibile (con una buona dieta e facendo esercizio) ma questa cosa è proprio poco originale, popolana e antiquata. Doveva esserci una soluzione di alta tecnologia; dopo tutto, il XXI secolo era proprio dietro l’angolo. Quindi…

Gente, vi presento il brevetto 4344424, la maschera facciale che non fa mangiare. Hannibal Lecter, spostati!

ip2

PS: Avrebbe senso “inventare” e brevettare anche delle manette che non permettono di mangiare (per incatenarvi al termosifone che non vi consentono di raggiungere il frigorifero). In solo due settimane avreste il fisico da spiaggia che avete sempre cercato :).

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Brevetti VS Innovazione

Ci sono opposizioni che sono paradossali: “Brevetti contro innovazione” suona contraddittorio come “api contro miele”, “hamburger contro panini”, “spiaggia contro mare” o “rock ‘n’roll contro droghe”.

Brevetti contro innovazione? Come può essere possibile? I brevetti esistono per proteggere i diritti degli inventori, offrire un ritorno sugli investimenti e in generale stimolare il progresso tecnologico. Beh, forse è ancora così in alcuni settori, ma nel mondo del software non più.

Attualmente, la legge in materia di brevetti per software è un po’ come… gli specchi deformanti del circo. È totalmente assurda e necessita al più presto di una riforma. Il sistema dei brevetti dovrebbe proteggere e incoraggiare l’innovazione e se non verrà rinnovato si bloccherà tutto (e in tal caso, complimenti!)

Ma come siamo arrivati a questo punto?

Nonostante le buone intenzioni, il sistema si è trasformato poco a poco in uno strumento di estorsione in cui obiettivo ultimo è il contrario di quello per cui è nato (in teoria, proteggere l’innovazione).  Il sistema dei brevetti si è trasformato in un ‘business tecnologico’, in un ‘animale dedito al racket’- un incrocio tra una gazza ladra e una scimmia cleptomane che afferra tutto quello che trova e lo porta dentro la propria tana.

Aumento del numero di cause che vedono coinvolte “patent troll”

grafico patent troll

 Fonte: PatentFreedom

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Obama: il sistema di deposito dei brevetti va riformato

È un comportamente scorretto, una questione seria, su cui ho scritto e discusso a lungo durante gli ultimi anni ed oggi, finalmente, è stato ufficialmente riconosciuto – e condannato – nientedimeno che dal Presidente degli Stati Uniti! Il giorno antecedente al Presidents’ Day, Barack Obama ha espresso il suo disappunto nei confronti delle aziende che praticano patent trolling (società o persone che registrano brevetti altrui per poi richiedere il pagamento delle relative royalties a chiunque utilizzi quelle tecnologie). Quando gli è stato chiesto di esprimere la sua opinione a proposito della protezione della proprietà intellettuale e degli ‘abusi di brevetti’, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Le persone di cui state parlando [i patent troll] ne sono un classico esempio; non hanno creato nulla con le proprie mani. Cercano solo di usare e rubare idee altrui per guadagnarci dei soldi.”

Oh, finalmente qualcuno lo ha detto! Ma non è tutto, Obama continua e afferma che i patent troll (non è il termine che ha usato) rappresentano una delle più grandi piaghe dell’attuale sistema di registrazione dei brevetti degli USA. In seguito ha espresso il suo desiderio di riformare la procedura di brevettazione:

“Credo fermamente che i nostri sforzi per la realizzazione di una riforma del sistema di registrazione dei brevetti sia solo a metà strada e quello di cui abbiamo bisogno è radunare investitori e cercare di ottenere consensi per costruire una legge sul brevetto più intelligente.”

Puoi trovare maggiori informazioni sul discorso di Obama cliccando qui o guardando il video sottostante, a partire dal minuto sedici:

 

Maggiori informazioni sul discorso di Obama e sul sistema di registrazione dei brevetti statunitense…

Cybersicurezza: i nostri inizi – Seconda parte: 1991-1992

Continuo i miei racconti sul mondo informatico old school. Avete già potuto leggere la prima puntata, dove raccontavo di quando “pescai” il mio primissimo virus, della nostra prima utility antivirus, e di quando decisi di intraprendere da solo la strada per diventare un membro di una professione che allora non esisteva veramente (come analista antivirus freelance).

Così, dopo qualche settimana come freelance, che in pratica furono poche settimane in cui non feci praticamente nulla dato che non riuscivo a trovare clienti, decisi che avevo bisogno di trovare di nuovo un lavoro regolare in un’azienda. Così organizzai un “concorso” tra tre aziende private che mi avevano offerto un lavoro.

Una di loro (KAMI) merita un post a sé stante, quindi qui mi limiterò a ripercorrere le sue caratteristiche principali. Era un’azienda piuttosto grande, che aveva sfaccettature di import-export e un po’ di tutto, che aveva un dipartimento di computer che alla fine si staccò da KAMI per diventare indipendente. Il suo capo era Alexey Remizov, un grande uomo che ha creduto in me e mi ha aiutato durante molti anni.

Ma torniamo al concorso. Ora, due delle tre aziende mi avrebbero detto qualcosa del tipo: “Certo, passa la prossima settimana, parliamo della tua offerta”, mentre Alexey mi suggerì di recarmi nel suo ufficio la mattina seguente e lì mi mostrò dov’erano la mia scrivania e il computer, mi mise dei soldi in mano come primo anticipo, decise un nome per il mio “dipartimento”, il “Dipartimento Anti-Virus” (o qualcosa del genere) e mise a mia disposizione due dipendenti.

Il mio primo compito lavorativo, licenziare entrambi i dipendenti! Non erano adatti. Gestii bene questo primo compito, niente isterismi, niente conflitti: penso che fossero d’accordo con me sul fatto che non fossero le persone giuste.

Ora, vi dirò di più su KAMI (ricordate, siamo nel 1991).

La divisione informatica della KAMI era composta da circa una ventina di persone. Ma non c’erano letteralmente soldi da spendere per i computer! Pertanto, il capitale iniziale proveniva dalla vendita di scarpe importate dall’India e di biscotti al cioccolato, dalla produzione di un sistema di allarme per auto e dai sistemi di codifica dei segnali televisivi (per la televisione a pagamento). Gli unici progetti informatici veri e propri erano il mio reparto antivirus e anche un reparto di transputer, che all’epoca era il reparto di maggior successo della KAMI.

Cos’altro posso ricordare di questo periodo?

In realtà, non molto, perché ero troppo occupato a lavorare 12-14 ore al giorno: non avevo tempo di occuparmi di molto altro, neanche di politica. Comunque, fatemi pensare…

Affittammo il nostro primo ufficio in… un asilo (!) a Strogino, un sobborgo a nord-ovest di Mosca. In seguito ci trasferimmo nel Polytechnic Museum, poi all’Università Statale di Mosca, poi in un istituto di ricerca, poi in un altro. Eravamo soliti dire scherzando: durante i primi tempi l’azienda in tutti i livelli educativi, fatta eccezione per il liceo).

Il nostro primo vero ‘ufficio’ a Strogino

 

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Ottimo lavoro

Il mese scorso è stato molto positivo per la proprietà intellettuale targata Kaspersky. È stato davvero bello ricevere buone notizie che ci hanno rallegrato questo mese di marzo molto complicato.

Ma abbiamo avuto anche altri mesi molto buoni da questo punto di vista…

A settembre dello scorso anno, per il secondo anno consecutivo, siamo stati inseriti nella Top 100 Global Innovators di Derwent: siamo la prima (e unica) azienda russa a essere entrata nell’elenco (meticolosamente studiato) delle 100 compagnie più innovative al mondo! Evviva!

Qualche informazione in più su questa classifica. Ogni anno la compagnia indipendente statunitense Clarivate Analytics indica le aziende più innovative al mondo in base alla qualità del proprio portfolio di brevetti. In particolare, Clarivate seleziona le 100 aziende della sua classifica seguendo questi quattro criteri: Continua a leggere:Ottimo lavoro

Altre buone notizie dal fronte della proprietà intellettuale

Non ho potuto fare a meno di notare che le ultime notizie che abbiamo ricevuto dai nostri legali esperti in materia di brevetti sono state delle grandi vittorie! 😊 E sono contento di poter continuare a dare buone nuove, annunciandovi un’altra importantissima vittoria che abbiamo ottenuto solo pochi giorno dopo dall’ultima…

Ancora una volta abbiamo avuto la meglio in un’importante causa sui brevetti. Questa volta ci opponevamo a Uniloc (la stessa Uniloc che è riuscita a spillare 388 milioni di dollari alla Microsoft). Dovreste sapere che nel 2018 già ci avevano fatto causa per lo stesso brevetto, ma siamo riusciti a uscirne vincitori.

Di recente, durante la fase di negoziazione riguardante un’altra causa per violazione di brevetto intrapresa da Uniloc, abbiamo ricevuto un messaggio dai rappresentanti della compagnia in cui affermavano di essere stanchi di combattere ed erano pronti a finirla lì. Ovvero voleva dire che erano disposti a chiudere la causa se anche noi lo eravamo. E naturalmente eravamo disposti, ma solo senza compromessi e in poco tempo. E così abbiamo redatto un comunicato congiunto sul momento per “archiviazione senza appello” (“dismissal with prejudice”), il che vuol dire che non si potranno più intraprendere ulteriori azioni per la stessa causa.


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Indovinate quale azienda si è classificata nella “Top-100 Global Innovators”?

Ciao, gente!

I lettori abituali del mio blog sapranno che ogni tanto scrivo di alcuni dei nostri successi aziendali meno evidenti (ma non meno importanti): quelli relativi ai nostri brevetti e a come ci aiutano a combattere, incredibilmente, non solo il cyber-male, ma anche i patent troll che non fanno altro che ostacolare il progresso tecnologico.

Ho detto “successo”. Bene, ecco le ultime novità: siamo diventati la prima azienda russa ad entrare nel report Derwent Top 100 Global Innovators! Evviva!

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La nostra nuova tecnologia di emulazione: il peggior incubo dei malware più insidiosi

Vi siete mai chiesti perché i virus informatici vengono chiamati, per l’appunto, “virus”? A dire il vero, al giorno d’oggi la parola virus è utilizzata in maniera impropria per riferirsi a “praticamente qualsiasi tipo di programma dannoso o per descrivere qualsiasi azione dannosa di un programma su un computer”. Ho preso questa definizione dalla nostra enciclopedia.

In realtà (sempre prendendo spunto dalla nostra enciclopedia), “in senso stretto… un virus si definisce tale quando il codice del programma è in grado di autoreplicarsie di diffondersi, così come fa un virus biologico, tipo quello dell’influenza.

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