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TOP 100, LA SERIE: Australia, Nuova Zelanda e Oceania

Per quanto possa sembrare strano, essendo così lontane, l’Australia e la Nuova Zelanda sono i due paesi che ho esplorato di più al mondo. Sono stato in molte delle loro location entrate nella Top 100, e quelle che non ho ancora visitato, programmo di andarci molto presto. “Che fretta c’è?”, starete pensando, visto che dico sempre, scorrendo questa lista delle Top 100, “devo andarci presto” in decine di posti dove non sono ancora stato. Beh, semplice: la zona è semplicemente meravigliosa. I posti che ho già visitato, tutti pazzeschi. Al mix aggiungete i canguri, i koala e i coccodrilli, e il tutto sommato al continente più interessante del pianeta! Ok, non del tutto un continente, perché c’è l’Australasia, quindi dovrei forse attenermi a “regione”. Oh, e fuori dall’Oceania sono stato tanto lontano solo alle Hawaii. Precisazioni debitamente verbalizzate, diamo inizio alle danze amici, alla volta degli antipodi!

83. Kimberley

Gli australiani mi hanno parlato per anni di questa zona poco conosciuta. Finalmente, nell’estate del 2015, ci sono stato. Adesso so a cosa si riferivano.



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Kimberley, Australia: VII parte

Come avevo accennato l’ultima volta, in questo post farò una breve carrellata di ciò che non abbiamo potuto vedere a Kimberley, ma che ci sarebbe davvero piaciuto visitare.

Il territorio di Kimberley è immenso, sarebbe stato impossibile visitarlo tutto in tre giorni (un misero weekend). Comunque sia, mi hanno detto che abbiamo visto il meglio. E poi abbiamo raggiunto un altro obiettivo: ora so dove, quando e in che modo la prossima volta esplorerò le bellezze naturali che mi mancano. Quello che segue è una sorta di piano d’azione per visite future.

Ecco alcune informazioni fondamentali per organizzare una bella vacanza a Kimberley, Australia:

  • Mesi ideali: aprile-maggio, subito dopo la stagione delle piogge. Per ammirare le cascate in tutto il loro splendore;
  • Micro-timing del viaggio: meglio andare quando c’è Luna piena o Luna nuova, quando le maree sono al loro estremo;
  • Prendersi un paio di giorni per i viaggi in aereo o per le escursioni; così da avere il tempo per tutti i luoghi descritti e fotografati nei post 1-6 su Kimberley;
  • Noleggiare una barca per, diciamo, 10 giorni (preferibilmente con un elicottero, oppure accordarsi con una compagnia locale);
  • Salpare da Broome per arrivare a Wyndham (o nelle vicinanze, dove c’è spazio per attraccare) per poter ammirare tutte le meraviglie della costa.

E le meraviglie della costa sono le seguenti:

1. King Cascade, da qualche parte su questo fiume (è strano, su Internet non si trova molto a riguardo). Si trova a circa 200 km a nord-est delle Horizontal Falls. Qui trovate qualche foto presa da Internet.

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Kimberley, Australia: VI parte

Ciao a tutti opossum!

Eccoci arrivati all’ultimo post di quello che si è trasformato in una maratona di post sul nostro viaggio nella regione di Kimberley…

Dopo il pranzo e le ultime avventure, è arrivato finalmente il momento di un po’ di shopping-terapia!

Ma non nel modo più tradizionale; non abbiamo fatto nessun giro al centro commerciale con la solita tappa per stuzzicare qualcosa. A Kimberley non ci sono centri commerciali. Qui non si fa shopping nel modo normale… ma c’è una merce che si vende in modo particolare. Chi indovina qual è?

Signori (e signore), vi raccomando di fare “questo genere di shopping” senza la vostra moglie/ragazza/figlia, senza la carta di credito o senza contanti. Meglio se nessuno dei due! La merce in questione non è esattamente economica…

Mi riferisco alle… perle! Le perle vengono prodotte industrialmente qui a Leveque Cape.

Il processo più o meno funziona così:

La gente del posto cattura le ostriche, inserisce un corpo estraneo al loro interno (non ricordo esattamente cosa), poi mette le ostriche in una gabbia fatta di rete e le ributta in mare. Diversi anni dopo, le conchiglie delle ostriche vengono aperte e…. dadadada, ecco le perle!

Il mollusco che si trova all’interno della conchiglia viene dato da mangiare ai turisti affammati che accudono da queste parti, e le bellissime conchiglie vengono pulire e vendute.

Date un’occhiata a queste foto:

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Kimberley, Australia: V parte

È tempo di muoversi e di spostarsi verso la zona costiera, la più bella; ci hanno detto che gli aspetti più affascinanti del paesaggio naturale di Kimberley si trovano lungo la costa o nelle sue vicinanze. Una delle zone costiere più belle vicino a Broome (il ‘capoluogo’ della regione, e anche la nostra base, nel caso abbiate perso i post precedenti) è quella dell’Arcipelago Buccaneer, a 250 km dal capoluogo.

Che posto! Innumerevoli isole, isolette, scogliere, baie circondate da un oceano tropicale dalle acque azzurro turchese. Secondo Wikipedia questa area è composta da più di 800 isole. Io però mi chiedo come abbiano fatto a contarle così accuratamente: quando c’è la marea bassa emergeranno sicuramente alcune isolette, mentre quando è alta, spariranno di nuovo…

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Kimberley, Australia: IV parte

Buongiorno opossum!

Torniamo alle zone disabitate dell’Australia.

La tappa successiva del nostro viaggio nel nord-ovest dell’Australia è stata il Parco Nazionale Tunnel Creek, a mezz’ora in auto da Windjana Gorge.

Tunnel Creek attraversa una grotta naturale scavata dentro quella che, durante il periodo devoniano, era una scogliera. I turisti possono camminare tranquillamente nel tunnel, ed è ciò che abbiamo fatto anche noi. Consiglio: meglio portarsi degli stivali da pescatore, poi capirete il perché.

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Kimberley, Australia: III parte

Ciao a tutti!

Dopo un primo soggiorno non così avventuroso in questo angolo meraviglioso di Australia chiamato Kimberley, ci siamo diretti verso la parte centrale della regione, dove fa un caldo pazzesco, nel pieno della savana e vicino al Grande Deserto Sabbioso. Un sacco di cose da vedere…

Se vi trovate a viaggiare per circa 300 km a est di Broome e, per un qualsiasi motivo, vi trovate bloccati qui nella stagione più secca senza mezzo di trasporto o telefono satellitare… siete finiti, morti. La vostra carcassa mummificata verrebbe ritrovata dopo due o tre settimane o, meglio, forse sparirebbe del tutto rosicchiata dalle termiti e dalle altre creature affamate che popolano la zona. Insomma, gente… savana desolata, sterile, disabitata e senza strade che prosegue per centinaia e centinaia di chilometri.

Mmmm, mi sa che quest’ultimo paragrafo aveva dei toni un po’ macabri e pomposi… Ricominciamo.

Se vi trovate a viaggiare per circa 300 km a est di Broome accompagnati da guide affidabili e dotati di mezzi di trasporto e comunicazione, allora vi troverete probabilmente nel bellissimo parco nazionale di Windjana Gorge (qui). Se ci affidiamo ai cartelli che contengono informazioni turistiche, 360 milioni di anni fa, nel periodo devoniano (epoca in cui apparvero gli anfibi), qui c’era la costa e le onde dell’oceano s’infrangevano lungo una massiccia scogliera…

(Mmm… anche stavolta troppe parole. Devo andare dritto al punto.)

In seguito, il mare ha abbandonato la zona lasciando sola la scogliera, ormai diventata una formazione rocciosa terrestre. È quello “scalone” che si vede nella prossima foto, che attraversa in maniera bizzarra la soleggiata savana australiana:

australia-kimberley-1 australia-kimberley-2 Continua a leggere:Kimberley, Australia: III parte

Kimberley, Australia: II parte

Buongiorno a tutti!

Sono tornato per riprendere il filo dell’ultimo post sulla zona più disabitata dell’Australia.

Nell’episodio di oggi, troverete qualche commento ma soprattutto tante foto, scattate da cielo e da terra.

kimberley-australia-1I paesaggi che abbiamo potuto ammirare sono assolutamente incredibili. Orizzonti sconfinati, spiagge infinite, isole, savana, formazioni rocciose, scogliere. Ci sono così tante cose da fotografare, troppo forse, tutti paesaggi da farci un quadro. Peccato che Turner o Constable non siano capitati da queste parti.

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Inverno australiano, estate scozzese

Quali sono le differenze tra un fresco inverno australiano e una torrida estate scozzese?

Ce ne sono tante ma le principali sono: innanzitutto, nella bella Scozia (almeno nella parte est, dove sono stato la settimana scorsa), non ci sono palme che s’intravedono dalla finestra. In secondo luogo, il sole si muove in direzione opposta e molto lentamente: fa buio per le dieci di sera e albeggia alle 4-5 del mattino. Dopotutto siamo a una latitudine di 56 gradi a nord!

Qui invece eravamo nella soleggiata St Andrews, Scozia, Regno Unito!

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Terra verde e piacevole. Ah, ma è l’Inghilterra!

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La fine del principio della lotta ai patent troll

Durante gli scorsi mesi di agosto e settembre, per la maggior parte del tempo sono stato costretto a “lavorare da casa”, cosa che di solito non faccio mai. Non potendomi dedicare ad andare in giro per lavoro o per piacere, ho avuto molto più tempo a disposizione del normale e così ho potuto dedicarmi alla lettura, e ho letto molto. Come al solito, mi sono imbattuto in molte cattive notizie ma, ogni tanto, ci sono notizie molto buone. In particolare, c’è una buona eccellente notizia sul fronte della lotta ai patent troll: un tribunale del Texas ha respinto l’azione legale che Uniloc aveva intrapreso contro di noi per violazione del brevetto US5490216. Brevetto che, agli inizi degli anni 2000, ha seminato il terrore tra le aziende IT, che ha fatto venire i capelli bianchi a molti avvocati specializzati in brevetti e che ha alleggerito senza pietà i portafogli di oltre 160 aziende (160!), tra cui anche giganti come Microsoft o Google.

Ma le ottime notizie non finiscono qui!

Lo sforzo congiunto dell’intero settore IT ha portato all’invalidamento del brevetto IT; ma non è solo questa notizia che merita grandi festeggiamenti, è soprattutto il fatto che questo invalidamento porterà a un cambio importante (necessario, purtroppo, da tempo) nel sistema brevetti statunitense. È vero, sarà un cambiamento lento ma comunque inesorabile, e comunque lentamente è sempre meglio di nulla, soprattutto quando certi cambiamenti hanno una certa importanza a livello globale: almeno l’industria IT potrà togliersi di dosso i parassiti dei brevetti, che non fanno altro che succhiare il sangue ostacolare lo sviluppo tecnologico.

La ruota non solo ha iniziato a girare ma anche a scendere velocemente lungo la collina: gli sviluppatori stanno acquisendo maggiore libertà in ciò che fanno perché protetti dalle idiozie di questi proprietari di brevetti che riguardano idee astratte e a volte piuttosto ovvie, che nella pratica non vengono applicate o che vengono utilizzate per spremere denaro agli sviluppatori di tecnologie simili. Insomma, la storia del brevetto …’216 potrebbe essere letta come una sorta di thriller emozionate, e per questo quasi quasi tornerò a raccontarla, affinché possa intrigarvi di nuovo.  Preparate un caffè (o dei popcorn, meglio) e mettetevi comodi per ascoltare una storia che riguarda i parassiti dei brevetti e che vi farà mordicchiare le unghie per la tensione (per non parlare ai patent troll…).

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